21 aprile 2005: ricordiamo Ferruccio Ghinaglia

Ferruccio GhinagliaGiovedì 21 aprile alle 18 si terrà in piazzale Ghinaglia la commemorazione del fondatore del comunismo pavese Ferruccio Ghinaglia, ucciso dai fascisti il 21 aprile 1921 all’età di 21 anni. Come Giovani Comunisti parteciperemo e interverremo alla celebrazione per ricordare il primo tra noi – e il più grande.
Dallo stesso giorno 21, sarà esposta una mostra (18 pannelli), dal titolo: “1917 – la Rivoluzione arriva a Pavia – Ferruccio Ghinaglia 1899-1921, fondatore del comunismo pavese, martire antifascista e anticapitalista”.La mostra sarà:
– da giovedì 21 a domenica 24 aprile a Radio Aut, in via Siro Comi 11;
– il 25 Aprile in piazza della Vittoria;
– martedì 26 e mercoledì 27 aprile al Cairoli autogestito, in corso Mazzini 7;
– da giovedì 28 aprile al C.S.A. Barattolo, in via dei Mille 130/A, per poi ritornare a Radio Aut.
(tutti gli spostamenti della mostra sono vincolati a condizioni climatiche e logistiche)

Dal pannello numero 1 della mostra:

Non esiste un posto al mondo da cui non sia mai passata la Storia. Non esiste un posto al mondo in cui la vita prosegua lungo i soliti binari senza essere toccata dai grandi eventi del mondo. Per il marxismo, anche i dettagli della vita quotidiana sono prodotti storici: non ci stupisce quindi che dalla Storia siano scossi e sconvolti.
A Pavia la Storia è passata molte volte. Con questa mostra vorremmo raccontare quando da Pavia è passata la Rivoluzione.
Nel 1917 la Rivoluzione d’Ottobre cambia il corso della storia mondiale; sempre nel 1917, più o meno in quegli stessi giorni in cui si iniziava, in condizioni difficilissime, uno straordinario esperimento di costruzione di una società socialista, succede a Pavia un piccolo evento: un giovane rivoluzionario di Cremona, Ferruccio Ghinaglia, scende – immaginiamo – dal treno e vede per la prima volta Pavia.
Con Ghinaglia arriva la Rivoluzione anche a Pavia. In quei due anni eroici che sono passati alla storia come il Biennio Rosso (1919 e 1920), anche i proletari italiani tentano di cambiare la faccia dell’Europa. È una rivoluzione che non riesce, ma questo grandioso tentativo è nella nostra provincia legato indissolubilmente ad un nome: Ferruccio Ghinaglia. Una dura legge storica vuole che ad una rivoluzione fallita (e a volte anche ad una rivoluzione riuscita) segua la vendetta del vecchio mondo contro il nuovo: la Reazione. La Reazione dopo il Biennio Rosso si chiama fascismo.
Ghinaglia, in prima linea nell’offensiva, è sulla prima linea di resistenza anche nella ritirata. Cade tra i primissimi sotto i colpi del fascismo emergente, vittima del fallimento di una rivoluzione che, se fosse dipeso da lui, avrebbe forse vinto.
Per noi questo non è il ricordo retorico di una figura romantica. La vita breve ma ricchissima di Ferruccio Ghinaglia è una grande fonte di lezioni politiche. Inoltre, con questa mostra vorremmo riuscire a far sentire (come abbiamo percepito noi preparandola) che sulle stesse strade su cui camminiamo ogni giorno nella nostra città e nella nostra provincia la Rivoluzione è passata davvero: non sono cose di un altro mondo, sono successe davvero e sono successe qui; l’aria di Pavia, delle risaie della Lomellina, dei vigneti dell’Oltrepo ne portano ancora l’odore.
La Rivoluzione – vorremmo che chi legge lo capisse – ha passeggiato e passeggerà ancora lungo il fiume, attraverserà il ponte che la Storia ha distrutto e che è stato ricostruito, si fermerà un attimo solo, per asciugarci le lacrime, in piazzale Ghinaglia.

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