25 Aprile 2004: provocazioni fasciste a Pavia

È stato un 25 Aprile movimentato, quello di quest’anno a Pavia. Ci limitiamo ad una cronaca degli avvenimenti, poiché ci pare superfluo qualsiasi commento.
Già nel corteo istituzionale della mattina, la presenza di una microdelegazione di Forza Italia (3 persone) con tanto di bandiera berlusconiana ha suscitato la disapprovazione di molti presenti, a partire dai numerosi giovani di sinistra che partecipavano al corteo; in piazza del Carmine i 3 seguaci di Berlusconi (che anche quest’anno, non a caso, non ha partecipato alle celebrazioni della giornata della Liberazione) sono stati contestati verbalmente per la loro presenza ipocrita alle celebrazioni di una ricorrenza che il governo di destra sta in ogni modo cercando di cancellare e snaturare.
In piazza Italia, per un errore di cerimoniale (speriamo si tratti solo di quello…), le corone di fiori sono state poste sotto il monumento ai caduti della Prima Guerra (imperialista) Mondiale invece che in quello ai caduti della Guerra di Liberazione, suscitando il giusto sdegno di alcuni compagni dell’ANPI.
Contemporaneamente, mentre ancora stava tenendo la sua orazione Tullio Montagna del Comitato Unitario Antifascista, si è sparsa la voce di una provocazione fascista nei pressi dell’Orto Botanico, di fronte ad una chiesa sconsacrata che durante il fascismo era nota come “Sacrario dei Martiri Fascisti”. I compagni accorsi ordinatamente sul posto hanno trovato due fascisti in camicia nera che “facevano la guardia” ad un mazzo di fiori e ad una bandiera della repubblica di Salò appesa in bella vista sulla facciata della chiesa. La bandiera, a quanto pare, era lì da molte ore, in una via tutt’altro che nascosta e in una posizione visibile da grande distanza: ciò nonostante, non vi era stato alcun intervento da parte delle forze dell’ordine se non quando i compagni si sono recati sul luogo – in quel momento ecco apparire infatti due agenti DIGOS, che intimano ai compagni di non prendere alcuna iniziativa poiché sarà compito loro rimuovere la bandiera fascista.
Passa il tempo e si alzano sempre più forti le proteste degli antifascisti, ma i carabinieri e i poliziotti che frattanto sono giunti, con modi anche piuttosto sbrigativi (“Tu mi hai già rotto le palle”), ordinano agli antifascisti di allontanarsi (invano). Nella totale indifferenza dei tutori della legge, i fascisti continuano a provocare e a minacciare, mentre il vergognoso tricolore con l’aquila e il fascio, simbolo della RSI collaborazionista con l’esercito di occupazione nazista, resta in bella vista sulla facciata della chiesa: i carabinieri sono troppo impegnati a prendersela con gli antifascisti e l’operazione a quanto pare richiede pianificazione e grandi capacità logistiche. Un terzo fascista raggiunge i suoi compari e li saluta romanamente. La polizia apre una trattativa con lui perché la bandiera sia rimossa, ma i naziskin si rifiutano di toglierla; infine, dopo più di mezz’ora di temporeggiamenti, un poliziotto solleva una collega che stacca la bandiera. I fascisti (i ben noti Paolo Zivoli, Luigi Scuro e Marco Rossella, quest’ultimo già condannato in passato per violazione della legge Mancino, tutti e tre esponenti del gruppo neonazista Veneto Fronte Skinheads) sono portati via di peso dalla polizia.
Nel pomeriggio, mentre molti compagni sono andati alla manifestazione di Milano, una decina di compagni di Rifondazione e dei Giovani Comunisti si trovano in piazza Vittoria per un presidio durante il concerto del 25 Aprile in piazza. I 3 fascisti della mattina, con l’aggiunta di Federica Piaggi, sono già liberi di scorrazzare per il centro e ne approfittano per un’ennesima provocazione ai danni del banchetto che i Giovani Comunisti stavano allestendo: si avvicinano ed iniziano ad insultare pesantemente un compagno, che reagisce; ne nasce una colluttazione che ha come esito un contuso lieve da ciascuna delle parti (oltre a Scuro che tirando un pugno riuscirà a farsi male alla mano). Per i fascisti tuttavia il momento di caos è l’occasione per “incastrare” un compagno dei Giovani Comunisti: la fascista Federica Piaggi gli consegna un telefono cellulare dicendo che era “caduto ad uno dei vostri” e poco dopo un naziskin denuncia ai carabinieri presenti in piazza di aver subito un furto! Il compagno è immediatamente portato via in automobile davanti a tutti con la ridicola accusa di aver rubato il telefono!
Come se non bastasse, i carabinieri ordinano ai compagni di chiudere il banchetto e cercano addirittura di impedire loro di volantinare e di tenere le bandiere (“Con quelle bandiere voi li provocate”sic!)! Le proteste dei compagni perchè di fronte a quanto avvenuto la mattina e agli innumerevoli precedenti di aggressioni e provocazioni niente è stato fatto dalle forze dell’ordine per garantire il regolare e sereno svolgimento delle celebrazioni del 25 Aprile, vengono accolte con una minaccia di essere denunciati per ingiuria a pubblico ufficiale. Naturalmente i fascisti invece vengono lasciati restare in piazza e addirittura saranno visti scherzare e ridere coi carabinieri all’angolo della piazza pochi minuti dopo.
I Giovani Comunisti intervengono dal palco del concerto per spiegare e denunciare quanto avvenuto.
Di fronte alla caserma dei carabinieri dove era trattenuto il compagno “incastrato” si crea intanto una piccola folla di antifascisti che ne chiede il rilascio. Dopo quasi 3 ore lo lasciano andare con in mano un foglio che dice “indagato per furto semplice”!

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.