25/4 : Il nostro Antifascismo e il loro, il comunicato dell’Osservatorio Antifascista pavese

25/4 : Il nostro Antifascismo e il loro, il comunicato dell’Osservatorio Antifascista pavese

Il nostro antifascismo e il loro

Siamo quelli che non dimenticano. Siamo quelli che non tradiscono. Siamo però anche quelli che vogliono tener vivo l’antifascismo, cercando di capire e spiegare cosa significhi essere antifascisti nel 2008 – e cosa ha significato dagli anni Venti fino al 25 Aprile 1945.

Tanti, quasi tutti ormai, a parole sono “antifascisti”. Dell’Utri, di Forza Italia, forse è “antifascista”, ma promette di “riscrivere i libri di storia”, e sappiamo bene cosa voglia dire: farcirli delle menzogne con cui si cerca di seppellire la Resistenza. Ad aiutarli ci sono volenterosi calunniatori professionisti, come Pansa, che in teoria sta col centrosinistra, ma anche su queste cose c’è “l’inciucio”.

Fini, di AN, riconosce che il fascismo è “il male assoluto”, ma chi era nella cabina di regia del macello di Genova nel 2001, a riproporre in chiave moderna un estratto di quel male assoluto?

Bossi, della Lega Nord, ormai molti anni fa si diceva “antifascista”, e certo non ha simpatia per il nazionalismo tricolore; ma cambia tanto se al posto dell’Italia e di Roma ci mettiamo la Padania e Pontida, ma pur sempre riproponendo la caccia al “marocchino”, allo “zingaro”, al “comunista”? Il linguaggio, la struttura, il programma della Lega Nord oggi ancora al governo sono quelli di un movimento neofascista.
Ma cosa dire del Partito Democratico? Il PD parla spesso di antifascismo e anche oggi, qui a Pavia dove governano la città, sentiremo la retorica dei loro discorsi.

Dov’era questa sensibilità antifascista quando i neonazisti di Forza Nuova aprivano un covo in via dei Mille, provocatoriamente proprio di fianco al Centro Sociale Barattolo (che infatti è stato attaccato da una squadra di picchiatori pochi giorni fa, che hanno mandato un ragazzo all’ospedale aggredendolo in 10 contro 1)?

Dov’era questa sensibilità antifascista quando il sindaco Capitelli perseguitava le famiglie povere ed immigrate (uomini, donne e bambini) della ex SNIA Viscosa? E sappiamo bene quali interessi speculativi si nascondessero dietro questa operazione. Come si può chiamare questa persecuzione dei poveri, deportati di qua e di là invece che essere aiutati
ad uscire dalla propria drammatica condizione sociale, se non una forma moderna di fascismo?

E, d’altronde, in questo la giunta Capitelli fa solo il verso ad altre giunte analoghe dello stesso colore (Bologna, Firenze, Roma) e all’ex governo Prodi, che promosse un “pacchetto sicurezza” dal chiaro contenuto fascista, che prevedeva la deportazione forzata degli immigrati colpevoli di essere “troppo poveri” o addirittura… di avere un parente
delinquente!

Per noi l’antifascismo oggi è anche e soprattutto antirazzismo! Le minoranze perseguitate di oggi, capri espiatori delle ingiustizie create da lorsignori, sono proprio gli immigrati. Chi soffia sul fuoco del razzismo sta giocando di sponda coi gruppi neofascisti come Forza Nuova o la Fiamma Tricolore!

L’antifascismo delle chiacchiere non avrà i nostri applausi.

  • Chiudere la sede fascista in via dei Mille!
  • Fermare il razzismo e la guerra tra poveri!
  • Giustizia, uguaglianza, pace e diritti

Osservatorio Antifascista Pavese

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