A Roma contro Bush e a votare contro Berlusconi

Contatta i Giovani Comunisti di Pavia per partecipare alla manifestazione contro la visita di Bush a Roma e per dare il tuo contributo alla campagna elettorale europea!

a Roma contro Bush…

Il 4 giugno George W. Bush sarà a Roma. Il pretesto è celebrare insieme a Silvio Berlusconi l’anniversario dell’ingresso a Roma delle truppe statunitensi il 4 giugno 1944; la vera ragione di questa visita di propaganda è ribadire la sudditanza del governo italiano all’amministrazione USA e concludere la campagna elettorale del centrodestra per le elezioni europee. Dobbiamo far fallire questo sporco tentativo.
Bush il guerrafondaio, Bush il bugiardo, Bush il capotorturatore, Bush l’invasore della Mesopotamia, Bush il presidente eletto coi brogli della Florida, Bush il petroliere reazionario che sta guidando un’ulteriore fase di regressione sociale contro i lavoratori nordamericani, Bush il fondamentalista cristiano, Bush lo sciocco burattino dei grandi interessi delle multinazionali e delle banche americane… quest’uomo non è gradito in Italia!
Berlusconi sostiene che, come nel 1944-1945 in Italia, in Iraq l’esercito americano sta liberando un popolo da un brutale regime dittatoriale. Sicuramente ci sono delle somiglianze: anche nel ’44-’45 i bombardieri USA e britannici distrussero intere città, in Europa e in Germania, provocando centinaia di migliaia di morti innocenti; anche dopo il 1945 i “disinteressati liberatori” americani disseminarono l’Italia e tutta l’Europa Occidentale di proprie basi militari.
C’è però almeno una grossa differenza: all’epoca la Resistenza italiana, forte di un enorme appoggio popolare ed operaio, ancor prima che arrivassero le truppe alleate (a Pavia il 27 aprile 1945), aveva cacciato gli occupanti nazisti e i loro collaboratori fascisti. Oggi invece la Resistenza irachena, che pure (e al di là di tutte le sue articolazioni politico-confessionali) gode di un sostegno di massa, si oppone proprio a quell’occupazione militare di cui Bush è il primo responsabile e a cui il governo italiano si è servilmente associato. In questo le forze della Coalizione ricordano più che altro gli occupanti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale…
Le truppe imperialiste della Coalizione si sono chiaramente impantanate in Iraq. Schiacciare la volontà di un popolo non è così semplice neppure quando si gode di una straordinaria superiorità tecnologica. Sempre più si profila all’orizzonte per George W. Bush un altro Viet Nam.
MOSTRARE AL POPOLO IRACHENO CHE I GIOVANI E I LAVORATORI ITALIANI NON HANNO NIENTE A CHE FARE CON LA POLITICA IMPERIALISTA DI BUSH È IL MIGLIOR AIUTO CHE POSSIAMO DARE A QUELLA LOTTA DI LIBERAZIONE!

TUTTI A ROMA IL 4 GIUGNO!


Come Giovani Comunisti, vogliamo impegnarci in questa campagna elettorale al fianco del nostro partito, concentrando la nostra attenzione sul tema per noi oggi più importante della politica continentale: la fine della guerra all’Iraq.
Le bugie di guerra stanno svelandosi come tali una dopo l’altra: le armi di distruzione di massa non esistono (se non in mano proprio agli USA e ai suoi democratici alleati); il popolo iracheno esprime chiaramente la sua volontà di liberarsi dell’oppressiva presenza militare straniera; gli interessi petroliferi occidentali si palesano sempre più, anche osservando dove vengono concentrate le truppe (non è un caso che l’Italia si sia presa Nassiriya, fulcro di interessi energetici dell’ENI); l’economia che doveva essere “ricostruita” viene privatizzata e svenduta alle multinazionali dei Paesi invasori; la promessa “esportazione della democrazia” si risolve nella creazione di governi-fantoccio e nelle torture organizzate da Rumsfeld e di cui governo ed esercito italiani erano ben a conoscenza… Gli stessi parenti delle vittime e degli ostaggi italiani di questa guerra lo dicono ormai chiaramente: questa non è una “missione di pace” (?) e i nostri soldati devono tornare a casa, invece di morire ed uccidere per il petrolio iracheno e la politica di potenza di Bush e dei suoi scagnozzi Blair e Berlusconi.
Il governo bugiardo e guerrafondaio di Berlusconi se ne deve andare!!
Il ritiro di Spagna, Honduras e Santo Domingo, grande vittoria del movimento mondiale contro la guerra, mostra la concreta possibilità di uscire da questo conflitto; una forte sconfitta elettorale di Berlusconi incoraggerebbe questo processo, e ciò avrebbe tanto più effetto quanto più venisse premiata la forza politica che più coerentemente si è opposta alla guerra all’Iraq: Rifondazione Comunista.
L’Iraq non è però l’unico tema di questa campagna elettorale: che futuro avremo noi giovani con la continua precarizzazione del lavoro e con la crisi industriale del continente? con il taglio delle pensioni, della Scuola e dell’Università pubblica, dello Stato sociale? non è forse necessario conquistare maggiori diritti per i giovani lavoratori su scala continentale, a partire da una nuova scala mobile, da contratti di lavoro migliori, da una Scuola e un’Università davvero pubbliche e di qualità?
Crediamo che la sconfitta di Berlusconi e una buona affermazione di Rifondazione Comunista non interessino solo a noi. Per questo prima ancora che il voto ti chiediamo di darci una mano, di metterti in gioco insieme a noi, di partecipare anche tu a questa importante campagna elettorale!
Se vuoi aiutarci a vincere queste elezioni, mettiti in contatto con noi e contribuisci a far crescere le idee dei Giovani Comunisti e di Rifondazione Comunista!

…e a votare contro Berlusconi!

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