Aggressione fascista ad un compagno del Barattolo

COMUNICATO DEL BARATTOLO

Il logo del CSA Barattolo passeggiava con la sua fidanzata, quando uno skinhead lo ha messo al muro.
ennesima aggressione fascista in risposta al presidio di domenica scorsa. lo ha incrociato per strada, mentre passeggiava con la sua fidanzata, gli è piombato addosso, lo ha appiccicato a una rete a spintoni, insulti e schiaffi, poi gli ha detto “prega dio perché questo è solo l’inizio”.
vittima dell’ennesima aggressione è un compagno del csa barattolo, quindicenne. autore del gesto squadrista, uno dei soliti fascistelli con la testa rasata che girano a pestare e terrorizzare per pavia. L’episodio è avvenuto in seguito a un presidio di solidarietà con il coordinatore provinciale dei giovani comunisti, aggredito un mese or sono con altri due compagni in un bar del centro e successivamente denunciato per rissa, dopo che si era difeso come meglio poteva dalla furia squadrista. nell’ultimo mese, a pavia, ci sono state tre aggressioni, sei le compagne e i compagni coivolti. il nostro compagno è stato aggredito perché, in occasione del presidio antifascista, aveva “osato” guardarli bene negli occhi, stare in prima linea davanti al cordone di polizia che proteggeva i fascisti rintanati sotto un porticato, cantare bella ciao e fargli vedere ben chiaro il pugno chiuso alzato. il csa barattolo denuncia per l’ennesima volta il clima di violenza e terrore che lor signori stanno cercando di perpetuare in pavia da più tempo, a suon di aggressioni, insulti, provocazioni, a cui siamo sistematicamente e scientificamente costretti e con cui cinque bulli di paese provano ad impedire, non politicamente bensì fisicamente, l’agibilità politica alle forze democratiche cittadine più consapevoli e attive nella denuncia del pericolo fascista. il csa barattolo denuncia una situazione avvelenata e degenerata, in cui una persona non è più libera di uscire di casa in tranquillità, in cui qualcuno vuole che noi abbassiamo la testa solamente perché agli schiaffoni preferiamo l’uso del cervello e la normale dialettica politica. non ci metteranno a tacere. noi continuiamo a resistere, consapevoli che la storia è nostra.

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