Agli studenti non servono lacrime di coccodrillo

Questa nostra lettera sullo scandalo del “numero chiuso” nei licei scientifici di Pavia è stata pubblicata da la Provincia Pavese di oggi (30 marzo 2007):

I Giovani Comunisti di Pavia sono stati tra i primi a sollevare, nell’autunno scorso, il problema dell’edilizia scolastica a Pavia. Abbiamo dato il nostro totale appoggio ad una riuscita manifestazione studentesca (12 ottobre 2006) che ha espresso il disagio di migliaia di giovani costretti a studiare in condizioni veramente indegne.

Abbiamo indicato allora come primo responsabile di questa situazione il presidente della provincia Vittorio Poma, anche considerato che è stato per anni assessore provinciale all’edilizia scolastica e quindi dovrebbe conoscere la situazione. A quanto pare, tuttavia, Poma e il centrodestra hanno sempre preferito investire il denaro pubblico su questioni ritenute più interessanti del futuro dei giovani della provincia (gli esempi si sprecano).

Corresponsabili della situazione, naturalmente, sono anche i governi nazionali (di centrodestra o di centrosinistra) che da anni e anni tagliano risorse alla Scuola e agli enti locali.

E’ possibile che di fronte ad una situazione così pazzesca (soffitti che crollano, sedi fatiscenti, classi sovraffollate) non si prendano provvedimenti forti? Cosa è stato delle promesse fatte mesi fa?

L’ultimo tassello di questo mosaico davvero preoccupante è la proposta (tra l’altro, anticostituzionale oltre che beceramente classista) di limitare l’accesso degli studenti ai licei scientifici di Pavia. L’idea più assurda sarebbe quella del blocco “meritocratico”, proprio quando autorevoli studi statistici dimostrano che la Scuola italiana è una Scuola di classe, che dietro alle differenze nelle pagelle nasconde in realtà l’incapacità a superare le differenze sociali tra le famiglie. Anche altri criteri di blocco tuttavia non ci convincono: fare la scuola superiore è un diritto, ed è un diritto fare il tipo di scuola che si preferisce; cosa accadrebbe se tutti i licei scientifici facessero come il Taramelli? Ci sarebbero studenti che non possono fare il liceo scientifico! Stiamo introducendo forse il numero chiuso nelle scuole superiori?

La verità è che ci sono poche aule, poche scuole, pochi insegnanti e poche risorse (a parte le scuole private che fanno affari d’oro con rette milionarie e finanziamenti pubblici).

Questa è una situazione di emergenza che deve essere affrontata con misure di emergenza, se non ci sono altre scelte. Ci aspettiamo uno stanziamento straordinario ed immediato di risorse a favore delle scuole di Pavia e della provincia che permetta a tutti coloro che vogliono iscriversi al Taramelli o al Copernico di farlo e che permetta agli alunni di tutti gli istituti di studiare in condizioni dignitose.
Gli uomini politici che non intraprenderanno azioni coraggiose in questa direzione la smettano di piangere lacrime di coccodrillo, perché in realtà la colpa è loro.

Giovani Comunisti Pavia

2 Responses to “Agli studenti non servono lacrime di coccodrillo”

  1. Concordo che fare la scuola superiore è un diritto, verissimo; ma se si tenesse in conto anche la motivazione con cui uno la affronta non sarebbe una cosa tanto sbagliata..si alzerebbe il livello d’insegnamento e ognuno sarebbe stimolato a fare di più, secondo me. Una specie di test d’ingresso come in università non guasterebbe..se uno rimane fuori, evidentemente non aveva il giusto stimolo, non aveva voglia, ecc..
    se vuoi il risultato, ti devi sbattere per ottenerlo, cavolo! non può essere che tutto ti cada dal cielo..

  2. Mi sembra che il nostro articolo risponda già alle tue osservazioni, che non condividiamo.

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