…altrimenti ci arrabbiamo

GC al corteo antifascistaLa campagna contro l’apertura di una sede del partito neofascista Forza Nuova a Pavia (per giunta a distanza di pochi metri dal Centro Sociale Autogestito Barattolo) ha avuto venerdì il suo battesimo del fuoco: una mobilitazione organizzata in sole 24 ore ha raccolto oltre 200 persone, esprimendo l’indignazione collettiva per la provocatoria inaugurazione del covo forzanovista in via dei Mille 124, che si è verificata venerdì sera alla presenza di due oscuri personaggi: Roberto Fiore (un miliardario già esponente del gruppo terroristico nero Terza Posizione) e Gianmario Invernizzi (un banchiere lodigiano, accanito sostenitore di Fiorani, di cui parleremo ancora in quanto ci permette di gettare un po’ di luce sull’ipocrisia e gli appoggi occulti di Forza Nuova).

Il presidio in piazza Ghinaglia, preparato con un lavoro febbrile di volantinaggi, affissioni e tam-tam telefonico, si è presto trasformato in un corteo che ha tentato di percorrere via dei Mille, subito fermato dalla polizia all’imbocco della strada. Come è nostra abitudine, non abbiamo creato disordini bensì abbiamo spiegato col megafono ai numerosi borghigiani, affacciatisi alle finestre e ai balconi, cosa stesse succedendo: un intero quartiere era paralizzato per la presenza provocatoria ed inutile di una manciata di fascisti (nonostante la preparazione di mesi e la calata di camerati da Milano e da Lodi, gli estremisti di destra erano ben pochi).

Hanno preso la parola i compagni del Barattolo, i segretari provinciale e cittadino di Rifondazione, militanti dei Giovani Comunisti. Abbiamo spiegato che questa apertura davvero inopportuna mette a rischio la serenità della città, la convivenza tra etnie e culture diverse tanto nel quartiere quanto, in prospettiva, nelle scuole pavesi, per non parlare dell’incolumità delle centinaia di giovani che frequentano il centro sociale o che più in generale hanno idee di sinistra. In piazza erano presenti anche il PdCI, i consiglieri comunali Di Tomaso e Campari, gli assessori Fantoni e Bengiovanni, l’intera segreteria cittadina dell’Unione degli Universitari. Anche una portavoce del comitato anti-Barattolo (egemonizzato da AN), si è impadronita del megafono per un intervento provocatorio in cui si equiparavano il CSA e il covo nazista: registriamo che, nonostante costoro siano degli anticomunisti viscerali, nemmeno da parte loro si è dunque levata una parola favorevole all’apertura di questo posto.

Ritenendo che nessuno potesse permettersi di imporre la chiusura del centro sociale a causa di una presunta “festa privata”, abbiamo deciso di raggiungere il capannone del Barattolo per un’altra via. Percorsa via 25 Aprile, abbiamo marciato lungo viale Bramante consegnando i nostri volantini di spiegazione a decine e decine di automobilisti (un anziano ci ha anche salutato col pugno chiuso attraverso il finestrino gridando “Morte ai fascisti!”) fino a raggiungere dall’altro lato il cancello del Barattolo. Importante è stata anche la presenza di noi Giovani Comunisti, rafforzata da molte nuove forze raccolte nelle scuole anche grazie a questa campagna antifascista: due cordoni di militanti che scandivano slogan e cantavano Fischia il vento.

Al termine del corteo, si è tenuta nel cortile del centro sociale un’assemblea antifascista per decidere le prossime mosse di questa campagna che è soltanto cominciata, che vogliamo assuma le proporzioni di una discussione di massa sul pericolo del razzismo e della Reazione: una battaglia che non si fermerà fino alla definitiva chiusura di questa sede. Abbiamo già mostrato in passato che sappiamo resistere un minuto più dell’avversario.

One Response to “…altrimenti ci arrabbiamo”

  1. bravi compagni! “… la vigilanza democratica, la mobilitazione popolare e antifascista, che finora ha dato scacco a questi obiettivi”, diceva Luigi Longo (Unità, 25 aprile 1975). Purtroppo però ho saputo in ritardo della manifestazione, altrimenti vi avrei partecipato:il circolo è inaccettabile, il fatto che sia di fronte al Barattolo è una provocazione insostenibile, la presenza di R.Fiore è un insulto alla gente e alla libertà.

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