Anarchia o comunismo?

Molti giovani di sinistra si dichiarano anarchici. Abbiamo la massima simpatia per queste ragazze e questi ragazzi perché sappiamo che dietro questa professione di anarchismo si trova spesso il desiderio di collocarsi su posizioni veramente rivoluzionarie ed intransigenti verso lo stato di cose esistenti. È soprattutto a loro che ci rivolgiamo con la pubblicazione del nostro primo quaderno di formazione sull’anarchismo.

Il marxismo appare a questi compagni come un’opzione politica da scartare perché fallita storicamente nei Paesi dell’Est (dove ha portato a regimi autoritari che sono poi collassati su se stessi) e nello stesso Occidente (dove ha dato vita a partiti comunisti burocratici e non di rado molto lontani dai giovani, nonché spesso votati al compromesso e all’opportunismo parlamentare); chi segue questo sito sa però quanto tutto ciò sia lontano dalla nostra idea di marxismo.

Questa nostra pubblicazione, in 20 pagine, che può essere anche acquistata in forma cartacea (e lo gradiremmo perché servirà al nostro autofinanziamento), è il frutto di un nostro incontro di formazione sul tema che si è tenuto diversi mesi fa. Abbiamo messo per iscritto le relazioni che sono state proposte in quell’incontro che si sono occupate di questi temi:

  • una caratterizzazione marxista di cos’è l’anarchismo da un punto di vista di classe e perché secondo noi non può rappresentare una praticabile alternativa al socialismo scientifico;
  • la descrizione del pensiero dei principali teorici anarchici;
  • un esempio storico concreto del ruolo degli anarchici nel movimento rivoluzionario: la Guerra Civile spagnola, che anche noi, come i libertari, preferiamo chiamare “Rivoluzione spagnola”, prinicipale occasione storica di messa in pratica delle idee anarchiche.

Ci auguriamo che il nostro lavoro possa riscuotere l’interesse dei nostri lettori e dei nostri simpatizzanti.

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