Antisemitismo nella sinistra

In occasione della Giornata della Memoria, il 27 Gennaio (anniversario del giorno in cui l’Armata Rossa liberò il campo di sterminino nazista di Auschwitz), si è tenuto un pubblico dibattito sul pericolo antisemita in Europa.
Il compagno Visentin della Fed. di Milano ha contribuito con il seguente documento incentrato sulle forme di antisemitismo che sono penetrate nella sinistra anche comunista.
L’antisemitismo era ed è “il socialismo degli imbecilli” secondo la definizione di August Bebel, marxista tedesco tra i fondatori della SPD.

“Antisemitismo nella sinistra?

L’antisemitismo è la reazione, scriveva Antonio Labriola, già in polemica con alcune manifestazioni elettorali del neonato PSI. Da questo punto di vista, l’antisemitismo è per definizione reazionario, cioè di destra. Ma non si può trarne, ché sarebbe un sofisma, il sillogismo, che cioè la “sinistra?, il movimento operaio organizzato, non può essere per definizione antisemita. Infatti, incoerenze e contaminazioni ideologiche (borghesi, piccolo-borghesi, addirittura preborghesi) possono ben essere presenti nell’ideologia del movimento operaio, come pure nella sua coscienza “spontanea?; in altri termini, in questo come su altri piani, la “sinistra? determinata, nel momento storico dato, può non essersi completamente emancipata dal ciarpame ideologico reazionario di cui l’antisemitismo è comune componente.

Premessa indispensabile: vi è un’identificazione della causa ebraica con la destra israeliana, e peggio ancora con l’imperialismo USA di cui essa è strumento. Del resto, il sionismo non può storicamente identificarsi col “revisionismo? di Jabotinsky, né con il Likud ed il Gush Emunim. E’ altrettanto antistorico implicare nella condanna del Likud ecc. quella del sionismo in toto, come ve-dervi l’antisemitismo per definizione. Certamente, tra gli avversari di Sharon vi sono antisemiti, come ve ne sono tra i sedicenti “antiamericani?; la questione è complicata dal filoamericanismo di molti (la maggioranza degli) antisemiti (che magari si “conciliano? con Sharon, come Mussolini simpatizzava con Jabotinsky e la tendenza fascisteggiante ebraica nell’Yishuv e nella Diaspora).

Principali componenti dell’ “antisemitismo nella sinistra?;

Antigiudaismo cristiano

L’antigiudaismo (v. Apione ecc.) precede il cristianesimo, ma è questo a formarsi (Paolo di Tarso) come rottura col giudaismo, in funzione di adattamento all’Impero romano, e poi, sempre più nettamente, come religione di redenzione o salvazione individuale ed ultraterrena (sincretismo con i culti misteriosofici di Atis, Mitra, Orfeo, ecc.) contrapposta alla liberazione collettiva e terrena (Tiqqun: Unificazione dell’umanità con restaurazione del comunismo primitivo edenico) ancora adombrata nel protocristianesimo gerosolimitano. Quindi la ricorrente accusa di “carnalità? o “materialismo?, fino al marcionismo che cosifica la denigrazione della Torah a “Vecchio Testamento? (superato ed obsoleto, nonostante lo stesso tresto evangelico). Impostazione agostiniana dell’ebraismo come testimonianza (nell’umiliazione e soggezione) del cristianesimo, per cui gli ebrei sarebbero cristiani mancati, scusabili e compatibili solo fintanto che si attengono al ruolo di martiri (greco testimoni) sui generis; perfidi (infedeli) invece, od eretici, se restano ebrei o addirittura cercano di far proselitismo; le persecuzioni diventano una sorta di sacrificio espiatorio (donde il termine di Olocausto) per il deicidio.

Il paradigma implica che ogni liberazione terrena e collettiva è in sostanza eresia “giudaizzante?, dentro e fuori del cristisanesimo. Oltre agli esempi medievali, alla Guerra dei Contadini del XVI sec., tanto osteggiata da luterani e cattolici insieme, alla Rivoluzione Inglese (in cui invece vi è un recupero ideale del messianesimo), l’esempio più significativo e prototipico è quello di Barruel, poi ripreso dal protofascismo (ebrei à protestanti à massoni à giacobini), su cui si modellerà la “tesi? del complotto (Protocolli, che aggiungeranno i Gesuiti), ecc. (v. Dostoevskij, Th. Mann). Quindi, l’ebraismo come “dissolvente? della comunità (diBlut, Boden, Glaube und Volk) cristiana. Questo antigiudaismo, se non coincide evidentemente con il razzismo “biologico?, si incorpora nell’antisemitismo moderno (in particolare hitleriano), ed influisce nettamente sul “socialismo feudale? e sul

Socialismo piccolo-borghese

Che pretende “superare? il capitalismo con un ritorno, non al comunismo primitivo, ma alla comunità contadina ed artigiana medievale, ritrasformando le classi in “ordini? o Stände (anticapitalismo romantico-reazionario). Tipico il “Vero socialismo? tedesco, che peraltro denigra i Rothschild ed esalta il banchiere cristiano Laffitte (su ciò polemizza Marx). Non del tutto esente dall’antisemitismo è il socialismo utopista (Fourier), ma paradigmatico è quello proudhoniano. Marx non può essere seriamente tacciato di antisemitismo, nemmeno per la Judenfrage in cui si oppone all’assimilazione (cristianizzazione) degli ebrei, contrastando l’astratto concetto di “cittadinanza? borghese-liberale-illuministico (ben diverso da quelo giacobino: Robespierre difese decisamente la causa dell’emancipazione ebraica, mentre Hébert cercò di combinare la “scristianzzazione?con una “disebraicizzazione?, su basi illuministiche), ma purtroppo considerando piuttosto la borghesia ebraica (assimilata, cristianizzata) della Germania contemporanea, che le grandi masse semiproletarie dello Yiddishland.

L’anarchismo (Proudhon, Bakunin, ecc.) è sempre stato correlato all’antisemitismo; così l’anarco-sindacalismo neoproudhoniano e soreliano.

Populismo

Nella fase iniziale di formazione del movimento operaio, pesa in tutto il mondo i nessi ancora con-siderevoli con la piccola borghesia contadina/artigianale, i cui pregiudizi reazionari gravano sulla stessa ideologia della classe operaia, sia direttamente, sia perché vengono ritenuti tatticamente utili, se non altro come locus minoris resistentiæ per l’accesso alle masse agricole, in cui i populisti vedono il soggetto rivoluzionario per eccellenza. Esempi sono i narodniki russi, che giungono fino a fare appelli ai pogrom, e certi settori, per lo più proudhoneggianti, anche se talvolta di origine blanquista, della sinistra francese della seconda metà del sec. XIX (Tridon,Toussenel ecc.).

La stessa formula di Bebel sul “socialismo degli imbecilli? implicava che la “base lavoratrice dell’antisemitismo potesse rivolgere la propria ostilità, dagli ebrei (visti come capitalisti in blocco), all’insieme della classe borghese?. Socialdemocratici e democratici (V. Hugo) trovavano nel ruolo svolto da avventurieri come Fould uno dei tratti peggiori del II Impero (come se il blocco reazionario su cui poggiava non fosse franco-cristiano, con massiccia partecipazione della Chiesa, mentre l’effimera Comune di Marsiglia fu guidata dall’ebreo G. Crémieux, poi assassinato dai versagliesi).

Di tradizione proudhoniana, ed in Germania lassalliana (un altro ebreo autofobo!), l’indifferentismo politico, massimamente evidente col caso Dreyfus visto come “scontro interno alla borghesia?, inizialmente dallo stesso Jaurès, riformista ma con impulsi “giacobini?, e soprattutto da Guesde (proveniente dall’anarchismo, e poi precipitato nel socialsciovinismo, peraltro anticipato da posizioni xenofobe contro l’immigrazione italiana, ecc.). Il ruolo di B. Lazare fu del tutto eccezionale, e coincise con una sostanziale autocritica del suo anarchismo di partenza.

L’identificazione tra ebraismo e bolscevismo è rintracciabile anche nella destra socialdemocratica (Noske ecc., v. l’appello alla liquidazione della “consorteria? Luxemburg-Liebknecht-Radek sul Vorwärts del gennaio 1919, v. i pogrom ucraini [governo di Semën Petljura] durante la Guerra Civile, gestiti da governi-fantoccio degli invasori imperialisti dell’Intesa). Lo stesso partito di Piłsudski era “socialista-irredentista? (ma non certo privo di elementi antisemiti, esasperati dall’anticomunismo e dalla russofobia).

Si può notare una certa banalizzazione della “questione nazionale? ebraica perfino negli scritti di Lenin, che era sommamente avverso all’antisemitismo. Il sionismo non c’entrava affatto: si trattava del Bund, antisionista (“col mal di mare?, suonava la pessima battuta diffusa nella sinistra). Ma anche il sionismo di massa nello Yiddishland, come il bundismo, conoscerà importantissime tendenze comuniste (Kom-Bund, Poalei Sion di sinistra, Hashomer Ha-tsair, ecc.), che incideranno potentemente sull’Yishuv e sulla fase iniziale dello Stato di Israele.

La rivolta del Ghetto di Varsavia (1943) vede la formazione di un “Governo operaio? di tutte le tendenze della sinistra ebraica (sionisti di sinistra, comunisti di osservanza staliniana e trozkista, Bund). L’orrenda repressione, più che un episodio di genocidio razzista stricto sensu, assume il carattere di una nuova e più duratura semaine sanglante (solo i comunisti polacchi dell’ Armja Ludova, tra i non-ebrei, collaborano con gli insorti del Ghetto).

A proposito dell’“antisemitismo staliniano?: Stalin stesso scrisse che l’antisemitismo era “un residuo di cannibalismo?, ma, a parte le sue convinzioni personali (M. Gilas non è mai stato molto attendibile), non si peritò di far appello all’antisemitismo popolare (di origine cristiano-ortodossa) contro i suoi oppositori comunisti ebrei (dai Processi di Mosca, 1937-37, a quelli di Praga e Budapest, 1952, rispettivamente contro Slanskij e Kádár).

E’ del resto chiaro che le trasformazioni rivoluzionarie effettuate per “assimilazione strutturale? nell’Est Europa non potevano rimpiazzare totalmente una rivoluzione autonoma, che si realizzò solo in Jugoslavia; e che, particolarmente in Polonia (ma anche in Ungheria, Cecoslovacchia, Germania Est), l’antisemitismo già diffuso, combinandosi con la russofobia, diede luogo a persecuzioni e pogrom (ancora nel 1946 a Kielce ecc., ed anche durante la “insurrezione? del 1944). Queste tedenze, anche nelle forme più estreme (v. neo-ustascia croati) sono state apertamente incoraggiate dall’imperialismo durante la Guerra Fredda.

Il fatto che gli USA abbiano sistematicamente utilizzato lo Stato d’Israele come proprio “avamposto? mediorientale ha prodotto, durante la Guerra Fredda, reazioni antisionioste ed anti-israeliane di indubbio sapore antisemita nell’URSS e nell’Europa Orientale (v. l’opposizione di U. Terracini); allora come ora, è giocoforza riconoscere che l’identificazione e l’estensione della “riprovazione? a tutto il popolo di Israele, ed anche alla diaspora, le pretese di “dissociazione?, ecc. si sono concentrate sugli ebrei, piuttosto che p. es. sugli italiani e sui loro governi (almeno altrettanto succubi agli USA) in sintonia con un precedente diffuso antisemitismo, che con la restaurazione del 1989-91 è andato caso mai intensificandosi.

Terzomondismo

La svalutazione della classe operaia dei Paesi imperialisti e l’esaltazione delle masse contadine dei Paesi oppressi e dominati facilmente comportano l’idealizzazione di tendenze “popolari? anche reazionarie, come il fondamentalismo islamico, di cui l’antisemitismo è solo una, benché significativa, componente, che non configura affatto una “reazione?, pur distorta, alla concreta politica israeliana, e che anzi trae origine dall’identificazione tra ebrei (sionisti) e comunisti (prima e nei primi due decenni dello Stato d’Israele). Del resto, il colonialismo e l’imperialismo sono parte della realtà di ieri o di oggi del cosiddetto “Occidente?, ed è indice di tendenze antisemite identificarli solo o precipuamente con la prassi dello Stato di Israele. Quanto poi alla mitologia della lobby ebraica che condizionerebbe decisivamente, o addirittura dirigerebbe da dietro le quinte, la politica USA, si tratta di un ovvio motivo reazionario, purtroppo ereditato da buona parte della sinistra “terzomondista?. D’altro canto, la “conversione? filoamericana di tanta parte della “sinistra? di natura socialdemocratica (ex-comunista) ha indotto in essa una dubbia rivalutazione di Israele come parte appunto del “sistema occidentale? (non molto diversamente da quanto è avvenuto per destre cosiddette “postfasciste? tipo AN, o integraliste cattoliche).

Luoghi comuni

L’obiezione che si incontra comunemente “a sinistra? è che questi tentativi di ricostruzione storica avvalorerebbero il concetto “sionista? dell’ostilità perpetua e irrimediabile dei goyim. Obiezione che a me pare estremamente futile ed ignorante della concreta realtà storica della Shoah, purissimo prodotto della “civiltà cristiano occidentale?, ossia capitalista, nelle convulsioni della sua reazione alle conquiste rivoluzionarie comuniste, che sono state alla base dell’ascesa e del dominio nazista.

Altro argomento inconsistente: non essere antisemita chi è “solo? antiebreo, ma non antiarabo, argomento estremamente equivoco e intrinsecamente reazionario, specie (ma non solo) quando poggia su considerazioni “religiose? e “razziali? (non discendenza degli ebrei attuali da quelli dei tempi mosaici o dividici, postulato di una stirpe semitica invece che di un gruppo linguistico, già implicita nel “mito ariano? delle origini).

Più di tutti reazionario, eppur comunissimo, l’argomento della Shoah come “mito fondatore? dello Stato israeliano: che il sionismo revisionista del Likud ricorra frequentemente a tale retorica, non autorizza nessuna delle varianti di “negazionismo?, pur ampiamente presenti nella sinistra, specie estremistico-settaria, di discendenza anarchica, bordighista (democrazia uguale o peggiore del fascismo: Thion, La Vecchia Talpa, ecc.) o neosocialdemocratica di destra, ispirata alla dottrina arendtiana del “totalitarismo? (Furet, Faurisson, ecc.). Questa posizione spesso si completa con quella, di ovvia ascendenza antigiudaico-cristiana (v. Abbé Pierre) delle “vittime che divengono carnefici?, detto altrimenti, l’unico ebreo buono è quello morto, senza resistere, come agnello espiatorio (Anna Frank sì, Mordechai Anjelewicz no!), a parte l’assurdità storica (the dead don’t bite, Stevenson), e la ricorrente accusa di infanticidio rituale, e perfino deicidio (il “bambinello? di Betlemme e gli shabab, ecc); il “dio vendicativo del Vecchio Testamento?: neomarcionismo cattolico (e protestante) ripreso da “laici? antitotalitari (lo Stato di Israele sarebbe “totalitario? perché “ideologico?, si è scritto recentemente), anche in versioni grottesche (femministe antipatriarcali, New Age, neopagane tardo-hippy, ecc.), specie, ma non solo, in versione postanarchica (neo-autonoma) e cattolica “di sinistra?, v. Indymedia.

Nel quadro del bovarismo tardo-terzomondista e cristianeggiante (v. “zapatismo? chiapaneco) si collocano assurdità del calibro del “Gesù palestinese? o addirittura feddayi, riproposizione del famigerato “Cristo ariano?; tòpoi purtroppo non esclusivi di gruppuscoli estremisti e settari, ma rintracciabili in commenti ed interpretazioni giornalistiche e nella propaganda di gran parte della stessa “sinistra responsabile?.

Il compito dei comunisti è, per quanto concerne il fronte della lotta teorica, inseparabile da quella economica e politica, contrastare con energia queste ed altre “contaminazioni? non per, aspirazione ad un’astratta “purezza? o per “chiusura autoreferenziale?, ma perché si tratta di sviluppare il marxismo sulle proprie basi, cioè su solide fondamenta materialiste e classiste, approfondendo via via la comprensione delle contraddizioni anche “sovrastrutturali? e “secondarie?, a partire da quelle nazionali (ed è anche la lezione del leninismo, che non ha mai ipostatizzato (a differenza di certe sue caricature) la “autodeterminazione nazionale?, ma ha insegnato che l’avanguardia cosciente dei lavoratori deve farsi carico della lotta contro tutte le discriminazioni ed oppressioni della società capitalistica, e delle loro proiezioni “ideologiche?, da cui le masse lavoratrici devono liberarsi per attingere la propria coscienza ed attività di classe “in sé e per sé?, senza cui non solo il socialismo, ma anche la democrazia, sono flatus vocis.

Ma non si può “rovesciare? l’insinuazione reazionaria (anche di fior di antisemiti “americanizzati?) che ogni critica allo Stato d’Israele è antisemita nell’assoluto opposto, che cioè ogni critica ad Israele non è antisemita. Per es., le diverse “critiche? che fanno, grottescamente, dipendere la politica di conquista USA da Israele, cioè fanno di Bush il fantoccio di Sharon o della solita lobby, si rivelano fondate più su miti reazionari che su analisi serie dell’imperialismo odierno. D’altronde, l’identificazione del sionismo sic et simpliciter con Sharon vale quella della “I Repubblica? italiana immediatamente postresistenziale coll’odierno regime berlusconiano. L’adozione di “due pesi, due misure?¾ per cui le stragi di israeliani, di russi, serbi, afghani progressisti (negli anni ’80), di algerini (intellettuali, contadini, operai) sarebbero in qualche modo più commendevoli di quelle di nordamericani (17 sett. 2001), o perfino di azioni militari mirate contro gli occupanti (anche italiani, specie nel caso iracheno) ¾ non potrà mai essere spacciata per un criterio “marxista?, e nemmeno “progressista?. Né si può continuare a chiedere agli ebrei, anche diasporici, quelle professioni e dissociazioni che a nessuno (almeno “a sinistra?) viene in mente di chiedere, p.es. ai cittadini statunitensi, e meno ancora ai rappresentanti di altre “religioni del Libro? (piccolo aneddoto: ho sentito, distrattamente, alla TV il card. Arcivescovo di Milano esaltare il governatore romano Ambrogio come esempio precipuo di tolleranza ecc.: S. E. Tettamanzi, che non è peraltro un ignorante parroco leghista del Varesotto, sembra ignorare l’emblematico episodio della sinagoga di Tessalonica, biincendiata dai buoni cristiani con l’assenso e la lode del futuro santo, che perciò venne a diverbio con Teodosio…).

Un tasto delicato e doloroso è quello dell’autofobia ebraica (Judische Selbsthass) “a sinistra?, tanto più se sovradeterminata ed esacerbata dall’autofobia comunista (bisognerebbe “vergognarsi? delle aspirazioni “messianiche?, anche e soprattutto quanto più profondamente secolarizzate). Si tratta di un cedimento all’innegabile pressione ambientale (U. Eco, superficiale ma non affatto sciocco, obiettava ad una critica, che gli veniva mossa, da parte “liberale?, di “apocalitticismo? scrivendo “per fortuna non sono anche ebreo?). Spazzare via, non già il lievito,come a Pesach, ma la muffa reazionaria che ha rivestito la forma mentis della “sinistra? sarebbe compito degno degli intellettuali veramente critici ed organici, ma l’impressione è che i “novatori? si preoccupino piuttosto di adeguare il proprio patrimonio al marketing postmoderno ed alle sue effimere mode, p.es. negando l’imperialismo, ma rimpiazzandolo col “sionismo?, il tutto sotto il mantello del buonismo del “meticciato? con tutto, dal pensiero della Konservative Revolution al buddismo lamaista ed al vudù, tranne che coll’ebraismo, nonostante occasionali e formali scappellate a E. Bloch, ed a W. Benjamin, ridicolmente travestito da “libertario? in Internet (forse perché aveva polemicamente detto, tra l’altro, di auspicare un “anarchismo teocratico?, che non mi sembra però armonizzare molto né con l’anarchismo classico, né col neo-anarchismo, p.es., dei Disobbedienti).

Fernando Visentin

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