Attentato razzista a Pavia!

La macelleria islamica di galleria ManzoniTra le 4 e le 5 della mattina di domenica 17 luglio i “soliti ignoti” si sono introdotti nel negozio di alimentari (“macelleria islamica”) di galleria Manzoni a Pavia, di proprietà dell’egiziano Al Seid Ihab El Azhari. Probabilmente sono penetrati nel locale sfondando una vetrata o (ipotesi questa che restringerebbe la cerchia dei sospetti) da un cortile interno a cui si può accedere solo avendo una chiave.
Il materiale contenuto all’interno del negozio è stato cosparso di benzina e gli è stato dato fuoco. È stata anche lasciata aperta la porta della cella frigorifera con l’evidente scopo di danneggiare la carne contenuta. Niente è stato rubato, circostanza che conferma trattarsi di un attentato di matrice razzista antiaraba o antislamica, frutto del clima avvelenato che la destra sta creando attorno agli attentati di Londra.

I Vigili del Fuoco sono intervenuti appena gli abitanti di galleria Manzoni, svegliati dal fumo, hanno capito cosa stava succedendo. Possiamo solo immaginarci cosa sarebbe successo se qualche materiale plastico avesse preso fuoco nel rogo, producendo fumi più pericolosi: chi ha compiuto questo attentato ha senza nessuno scrupolo messo a rischio la vita di numerose famiglie!
I gestori del negozio hanno stimato i danni subiti in 8mila euro. Quasi a voler smentire gli stupidi pregiudizi razzisti sugli immigrati arabi “sfaticati e piantagrane” davanti ai nostri occhi hanno nel giro di una giornata rimesso a nuovo l’intero locale, ripitturandolo velocemente con l’aiuto di molti membri della comunità egiziana. Ad ogni modo la macelleria è tuttora priva di vetrina.
Alcuni militanti dei Giovani Comunisti e alcuni attivisti del Centro Sociale Barattolo appena avuta la notizia si sono recati sul posto e hanno raccolto le testimonianze degli immigrati e degli italiani residenti nella zona. Come avevamo raccontato anche in questo sito, nell’ottobre scorso la macelleria aveva subito un attacco vandalico (una pietra aveva sfondato la vetrina) proprio nei giorni in cui la Lega Nord stava svolgendo una campagna di odio razzista contro quel particolare negozio, accusandolo di essere un ricettacolo di pericolosi musulmani.
Le modalità dell’incendio doloso non possono d’altronde non ricordarci l’incendio del Barattolo di alcuni anni fa, chiaramente realizzato da mano fascista. Ad ogni modo, se si tratti di razzismo ispirato al secessionismo padano o al nazionalismo italiano, cambia poco. A Pavia già da tempo quei due mondi agiscono all’unisono e fanno a gara a chi la spara più grossa. Vittorio Pesato dirigente dei giovani di AN di Pavia proprio nel giorno dell’incendio interviene su La Provincia Pavese chiedendo meno borse di studio per gli arabi (perché, spiega, gli studenti arabi di Pavia sono filofondamentalisti). Alla richiesta di commentare quanto avvenuto in galleria Manzoni, i vertici della Lega pavese sfidano le leggi della logica spiegando che il rogo del negozio dimostra la pericolosità del negozio… e quindi bisogna chiuderlo. Secondo lo stesso ragionamento le rapine in banca dimostrano la pericolosità delle banche, che vanno chiuse.
In realtà, si colpiscono i negozianti come ceto maggiormente integrato delle comunità immigrate, ma l’obiettivo vero sono gli operai immigrati che, nelle campagne e nelle aziende edili, fungono da comoda manodopera sottopagata per i furbi imprenditori nostrani, che invocano espulsioni ma in realtà vogliono solo maggiore ricattabilità per la forzalavoro d’importazione.
Il razzismo va fermato a tutti i costi! La lotta in difesa degli immigrati e insieme agli immigrati è lotta di classe!

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