Bambino salvato a Pavia… nonostante Sirchia

Al Policlinico di Pavia è stato realizzato con successo un importante risultato medico: un’equipe guidata dal Dott. Locatelli ha guarito Luca, un bambino malato di talassemia, utilizzando cellule staminali ricavate da due suoi fratellini (gemelli tra di loro, eterozigoti). Penso che dovremmo qui a Pavia andare di fronte all’ospedale o in piazza e spiegare quello che è successo e il suo significato. Tutti sentono il nome della nostra città in televisione per questo intervento, pochi colgono la lezione di questi eventi.Le cellule staminali sono state prelevate dai cordoni ombelicali dei due gemellini – si è trattato dunque di un trapianto assolutamente non nocivo per i donatori (e di routine: a tutte le donne che partoriscono viene chiesto il prelievo delle cellule staminali del cordone ombelicale, se la struttura ospedaliera è adatta), visto che il cordone ombelicale come è noto viene separato dal corpo del neonato e da quello della madre pochi istanti dopo la venuta alla luce del bambino.
Le cellule staminali sono cellule indifferenziate (“totipotenti”) o non completamente differenziate (“pluripotenti”), capaci, se correttamente indotte in tal senso da stimoli esterni, di trasformarsi in cellule differenziate (cioè cellule di una particolare parte del corpo con una funzione particolare). Naturalmente gli embrioni sono ricchi di tali cellule, visto che la formazione del corpo umano avviene ovviamente a partire da cellule indifferenziate che gradualmente prendono posizione e assumono le proprie funzioni specifiche. In moltissimi Paesi al mondo, compresa la cattolicissima Italia, leggi bigotte proibiscono la ricerca sull’uso di embrioni per il prelievo di cellule staminali che potrebbero curare milioni di malati gravi; le cellule staminali degli embrioni sono secondo alcuni studiosi particolarmente adatte al trapianto perché si moltiplicano più facilmente, sono pochissimo differenziate, insomma sono in soldoni “più flessibili” e “più fresche”. Questo importa poco ai fondamentalisti cristiani secondo cui gli embrioni sono persone, anzi sono più importanti delle persone vere, per cui non possono essere sacrificati per salvare la vita a bambini e adulti già usciti dal pancione della mamma. La foga religiosa arriva al punto di proibire anche l’utilizzo per queste ricerche degli “embrioni soprannumerari” già conservati a milioni in forma congelata negli istituti per la fecondazione artificiale e destinati comunque alla distruzione. Per non parlare dell’ipotesi di clonazione terapeutica di embrioni! Meglio far morire la gente viva che sacrificare un embrione congelato… questa si chiama “bioetica”.
Ciò nonostante, adattandosi a queste leggi assurde, la scienza sta sviluppando da tempo sistemi per il prelievo di cellule staminali da organismi completi e non da embrioni. Secondo alcuni medici le cellule adulte potrebbero addirittura essere più adatte per alcuni scopi. Il limite fondamentale consiste nei limiti di disponibilità quantitativa di queste cellule; prima di tutto perché non sempre è semplice trovare gli adulti compatibili per il trapianto richiesto e poi perché, per esempio in questo caso, le cellule prelevate non sono in numero sufficiente ed è necessario farle moltiplicare in vitro.
In Italia tuttavia esiste anche la famigerata legge sulla (o meglio, contro la) procreazione medicalmente assistita (PMA). Fra i vari orrori di questa legge medioevale, c’è la norma secondo cui non si possono fecondare artificialmente più di tre cellule uovo e più in generale non si possono fecondare embrioni in soprannumero e poi selezionare quelli sani o adatti ad un trapianto. Il ministro della Salute del governo Berlusconi, Girolamo Sirchia, appena è stato pubblicizzato il successo dell’intervento eseguito a Pavia si è complimentato con il Policlinico e ha parlato di “risultato storico”, cercando anche di strumentalizzare la notizia dichiarando che dimostrerebbe che è possibile utilizzare efficacemente l’impianto di cellule staminali di adulto senza nessun bisogno di ricorrere alle staminali embrionali o alla clonazione terapeutica. Peccato che il giorno dopo si sia saputo che i gemellini erano stati concepiti in vitro ad Istanbul e selezionati tra molti altri, perché compatibili per il trapianto a Luca e perché sani: la talassemia (o anemia mediterranea) è infatti una malattia genetica e quindi se i genitori di Luca avessero fatto un figlio naturalmente sarebbe facilmente stato malato a sua volta. Avrebbero dovuto far nascere un altro bambino talassemico nel tentativo di salvare quello che già avevano? o avrebbero semplicemente dovuto rinunciare alla speranza e lasciarlo morire? Questo sì sarebbe stato etico secondo i saggi precetti vaticani, di sicuro i genitori avrebbero avuto una carriera da beati o magari anche santi pronta appena sbarcati in Paradiso (d’altronde, questo papa partorisce più beati e santi di quanti bambini sieropositivi stia cercando di far nascere in Africa col pio divieto di utilizzo dei preservativi).
Quindi l’incompetente ministro Sirchia ha plaudito al “risultato storico” del trapianto senza sapere (o, peggio, tenendo nascosto) che sarebbe stato quasi impossibile ottenere quelle staminali senza una precedente selezione di embrioni sani, proibita in Italia dalla legge oscurantista sulla PMA da lui stesso voluta!
In un modo o nell’altro, la ricerca sugli embrioni è stata necessaria anche in questo caso – anche se a monte del trapianto eseguito a Pavia. Le idee per cui l’embrione vale come una persona viva e completa, con diritti uguali anzi superiori a quelli della madre, sono idee reazionarie funzionali all’oppressione delle donne e in particolare delle donne lavoratrici, che magari non possono permettersi un “viaggio della speranza” in Turchia né sobbarcarsi altri due figli per fare sopravvivere quello che hanno già. Questo tipo di legislazione vuole da un lato mettere il bavaglio alla ricerca scientifica medica, sempre vista con preoccupazione dall’oscurantismo religioso e dai sostenitori della “famiglia naturale”, dall’altro lato propone una visione della donna come una macchina erogatrice di figli, a cui lo Stato e la tradizione impongono regole e vincoli sulla gestione del proprio corpo. Ha fatto clamore il caso della donna siciliana costretta ad impiantare nel suo utero un embrione contro la sua volontà, perché ormai l’aveva prodotto in vitro e secondo la nuova legge non può rifiutarsi di farlo nascere. Una situazione simile può essere il frutto di semplice incompetenza o follia? Non è così: esistono precisi scopi economici e sociali nella creazione di leggi medioevali; tutto questo serve infatti a mantenere le donne lavoratrici in uno stato completamente subalterno, tentando di ricacciarle in una sottoclasse operaia doppiamente oppressa e quindi doppiamente sfruttata – a tutto vantaggio del padronato. Non a caso i Paesi dove le donne sono meno emancipate, in particolare i Paesi sottosviluppati, hanno salari femminili mediamente molto più bassi di quelli maschili; la legislazione sulla procreazione (diritto d’aborto, PMA) è solo una parte del quadro generale della condizione femminile e contribuisce a definire una maggiore o minore oppressione. I lavoratori maschi non sono certo avvantaggiati davvero da una cattiva condizione femminile, ne subiscono anzi i duri effetti, sia come partner sia come salariati “concorrenti” delle donne supersfruttate in una degradante guerra tra poveri.
È giusto sostenere il referendum per l’abolizione di questa legge infame, ma non basta. La liberazione della scienza, la liberazione della donna e la liberazione della classe operaia non possono che realizzarsi di pari passo. La controffensiva per sconfiggere i rigurgiti oscurantisti e per sopprimere le disuguaglianze scandalose tra i generi (a partire dai livelli di reddito tra i salariati maschi e femmine) deve essere a tutto campo, sapendo collegare anche una vicenda come quella di Luca qui a Pavia con la questione sociale: quanti Luca non saranno salvati perché non ci sono i soldi? e quanti soldi in meno ci vorrebbero se non si dovesse fare il percorso ad ostacoli fra mille leggi idiote scritte sotto dettatura dei preti? e soprattutto se il sistema sanitario pubblico fosse efficiente e gratuito?

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.