Blocco della didattica! Ritiro del DdL Gelmini! (Università)

Il Ddl Gelmini, la Legge 133/2008 e il Ddl Aprea sono le leggi attraverso le quali il governo vuole distruggere la scuola e le università pubbliche.

Saranno tagliati 8 miliardi di euro e 97 mila posti di lavoro tra docenti e personale ATA e sarà permesso ai privati di entrare in università.

Inoltre il Ddl Aprea permette la trasformazione delle università in fondazioni private per reperire i fondi necessari.

Questo significa non garantire un reale diritto allo studio, dato che i privati finanzieranno solo quelle facoltà e quei corsi che avranno un immediato tornaconto economico per le aziende, con conseguente riduzione dell’offerta didattica.

Un altro modo per fare cassa è quello di aumentare le tasse universitarie, cosa che a Pavia è già avvenuta l’anno scorso: così a rimetterci sono gli studenti.

Questo progetto continua l’opera di distruzione dell’istruzione pubblica iniziato anni fa con l’introduzione dell’autonomia scolastica, il provvedimento che ha sgravato lo stato dal dover garantire un reale diritto allo studio, lasciando alle università e alle scuole il compito di reperire i soldi in qualche modo, nonostante la continua diminuzione dei finanziamenti statali.

Per l’istruzione privata, invece, i soldi si trovano sempre: ne è un esempio la scuola di Comunione e Liberazione di Crema che verrà costruita con soldi ricevuti dalla Regione Lombardia (4,5 milioni di euro).

I soldi ci sono e devono essere ricavati dalle spese militari, dai finanziamenti alle scuole private e abolendo i privilegi economici della chiesa cattolica.

Il governo che vuole affossare la scuola e l’università pubbliche è lo stesso che attacca i lavoratori mettendo a rischio il contratto nazionale, che appoggia le politiche antioperaie della Fiat e che attacca frontalmente i dipendenti pubblici accusandoli di “fannullonismo”.

Non a caso Marchionne ha lanciato una serie di offensive con il referendum di Pomigliano e con il licenziamento dei delegati Fiom a Melfi e Mirafiori, mentre il resto di Confindustria aspetta di raccogliere i frutti. Intanto si cerca di criminalizzare qualsiasi espressione di dissenso.

La manifestazione a Roma del 16 ottobre è stata un punto di partenza che ha riportato i lavoratori in prima linea: ora si deve andare verso uno sciopero generale.

Da parte nostra dobbiamo portare avanti una proposta di blocco totale della didattica coinvolgendo gli studenti e tutti i lavoratori dell’università. Per farlo dobbiamo essere uniti ai lavoratori di tutti i settori al fine di bloccare l’intero paese, come sta avvenendo in Francia.

Verso lo sciopero generale! Blocchiamo la didattica! Paralizziamo l’intero paese! Solo unendo la lotta degli studenti a quella dei lavoratori possiamo sconfiggere l’arroganza padronale!

Esigiamo:

  • il ritiro della riforma Gelmini;
  • il ritiro dei tagli e il raddoppio dei finanziamenti all’istruzione pubblica;
  • l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari e relativo aumento dei salari.

Giovani Comunisti Pavia

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