Bolivia: l’inarrestabile marcia della Rivoluzione

Il 31 maggio 800.000 tra campesinos, minatori e studenti delle università San Andrés (UMSA) di La Paz e Pública di El Alto (UPEA) sono scesi in piazza per manifestare la loro rabbia nei confronti del presidente Carlos Mesa, che sembra destinato a ripercorrere la poco onorevole parabola del suo predecessore Gonzalo Sanchez de Lozada, accusato di strage insieme a 6 suoi ministri per i fatti del febbraio e ottobre 2003!
La prima pagina di un importante quotidiano boliviano recitava: PARLAMENTO BLOCCATO – IMPRENDITORI DISPERATI – LA PAZ DISTRUTTA – MILITARI IN PIAZZA
Il governo boliviano si sta preparando a difendere militarmente il parlamento e il governo, andando contro quello che lo stesso presidente aveva giurato nel giorno del suo insediamento a El Alto. Le masse scese in piazza chiedono la nazionalizzazione del gas: ciò che si rivendica è l’esproprio delle multinazionali colpevoli di reiterati danni, truffe e furti ai danni del popolo boliviano! Le manifestazioni e i blocchi stradali continuano imperterriti per tutta la nazione, le ultime informazioni preannunciano già altre giornate di mobilitazioni crescenti e sempre più diffuse nel paese, dove, secondo il dirigente del Servicio Nacional de Caminos, l’ente stradale nazionale, il 60% delle strade di comunicazione interna e verso le frontiere sono bloccate, e questo senza tener conto degli annunci di ulteriori scioperi per i prossimi giorni, specie nelle zone di Sucre e Cochabamba. Manifestazioni importanti si sono svolte e sono state annunciate a Buenos Aires, promosse da emigrati boliviani in Argentina. Riferiamo anche la notizia di un tentativo di ammutinamento nel Distretto n° 1 della Polizia di La Paz, nei pressi della Plaza Murillo, smentita per ore dal generale Aramayo, ma poi confermata seppur indirettamente dallo stesso presidente Mesa. È in corso una riunione tra i comandi militari e il governo, rispetto alla quale c’è ovvia apprensione. Ed è dell’ultima ora una dichiarazione del governo USA che dichiara la propria preoccupazione per i fatti di Bolivia.
Al grido di: “O si approva la nazionalizzazione senza indennizzo del gas o bruciamo il parlamento!” la Rivoluzione in Bolivia cavalca nel continente che più in questi anni ha dimostrato animo rivoluzionario!
VIVA LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA BOLIVIANA

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