Cade la giunta Capitelli, si andrà a nuove elezioni

Dopo un lungo e doloroso travaglio durato quattro anni, il 28 gennaio scorso, 22 consiglieri comunali hanno dato le dimissioni.

L’impossibile è diventato reale. Dopo decine di tentativi di far cadere la giunta a colpi di consiglieri saltimbanco è arrivato il colpo finale. I dimissionari, infatti, rappresentavano più del 50% più uno che legalmente serve per far decadere un consiglio comunale e, di conseguenza, anche la sua giunta. I motivi di questa decisione sono diversi e purtroppo nessuno riguarda l’incompetenza della giunta “Capitelli”, o il mancato rispetto del programma elettorale presentato dall’allora coalizione guidata da DS e Margherita, oggi Partito Democratico.

Il “Faraone” Giancarlo Abelli, uomo di punta di Berlusconi in Lombardia, e Ettore Filippi, il trasformista vicesindaco da sempre a capo di una cordata di sapore democristiano che ha un peso importante in città, sono le persone che in questi giorni si sentono nominare riguardo ai fatti accaduti. Si fa ancora il nome di Andrea Albergati, ex sindaco della Margherita e ora importante figura del PD (e dell’ASM!), come possibilità per il Partito Democratico di ricandidarsi alla guida della città semplicemente cambiando il nome del primo cittadino. Ognuno di questi signori spera di poter entrare nella futura giunta per proseguire, o ricominciare, i progetti che furono e che sono portati avanti in città e nella provincia dai “poteri forti” che rappresentano.

Se si dovesse fare un bilancio di ciò che è stato in questi anni probabilmente si stenterebbe a credere che la giunta uscente era di centro-sinistra.

A partire dallo sgombero dei Rom dalla ex-Snia nel settembre 2007, fino alla dubbia organizzazione del Festival dei Saperi (ci sono accuse pendenti di corruzione e di malgestione dei fondi pubblici). Dalla cementificazione incontrollata alla messa in vendita di Pavia alle lobby che ruotano attorno alla logistica. Dalla riduzione dei servizi sociali agli abitanti alle politiche di chiusura di locali per giovani e adulti. Dal permettere espliciti e chiari atti di razzismo al permettere a partiti fascisti come Forza Nuova di aprire sedi in città.

Questi sono solamente i casi più evidenti, ma esistono centinaia di errori e mancanze politiche di cui questa giunta è responsabile, dall’inosservanza degli obblighi di legge riguardanti la salvaguardia dell’ambiente e del riciclaggio dei rifiuti urbani, all’approvazione del progetto dell’autostrada Broni-Mortara.

Le colpe in questi giorni ricadono su Piera Capitelli, ma non è lei la sola colpevole di quello che è accaduto. I tentativi di farla passare come capro espiatorio altro non sono che strategie del PD per riciclarsi velocemente e rimettersi subito in mostra per le prossime elezioni. La Capitelli non è molto diversa dai suoi colleghi democratici; rientra nella media dei dirigenti di un partito che nacque proponendosi come la novità, il partito nuovo, che promise di cambiare le regole della politica ma che in realtà ha dimostrato solamente di voler portare avanti logiche che non solo hanno ben poco di innovativo, ma che si sono di gran lunga distanziate da quelle che potevano riconoscersi in idee, o meglio dire in ideali, di sinistra.

Come Giovani Comunisti intendiamo portare avanti le nostre idee, che fin dall’inizio di questa amministrazione comunale si erano nettamente contrapposte all’idea di un’alleanza con DS e Margherita prima, e il PD poi. I fatti ci hanno dato ragione, la giunta si è dimostrata un castello di carta, che dopo una serie di correnti è crollato inesorabilmente, davanti agli occhi dei responsabili che rispondono sui quotidiani locali con lacrime di coccodrillo.

Le prospettive per il futuro sono chiare, e non ammettono altra interpretazione. Indipendentemente da quelle che saranno le coalizioni e gli schieramenti che scenderanno in campo per le elezioni dei prossimi 6 e 7 giugno la posizione dei Giovani Comunisti, così come siamo convinti debba essere quella di Rifondazione Comunista, dovrà essere di opposizione sia ai partiti di centro-destra, sia ai partiti del centro-sinistra.

One Response to “Cade la giunta Capitelli, si andrà a nuove elezioni”

  1. Chiunque vinca le prossime elezioni, Rifondazione dovrà essere in grado di fare una opposizione intransigente ed efficace. Già dalla campagna elettorale si dovrà mostrare alla città una vera alternativa di sinistra!

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