Chieste ancora le dimissioni del questore “morbido” coi naziskin

Anni di violenze, minacce, aggressioni. Un piccolo gruppo di neonazisti chiaramente individuato come i responsabili di questi gesti squadristi. Una questura che continua a fare orecchie di mercante e che addirittura sostiene, per bocca della capo di gabinetto del questore, che “che costoro siano fascisti lo dite voi” e che comunque per la questura “non c’è differenza fra voi e loro”. Questi gli elementi che hanno portato i Giovani Comunisti a rivendicare ancora una volta le dimissioni del questore di Pavia Gianni Calesini (fra l’altro, costui è stato vicario del questore di Genova durante le violenze poliziesche del G8), come già da un anno chiedono Rifondazione Comunista e i CoRSARi.
Domani, 12 maggio, piazza del Tribunale sarà concessa ai fascisti per una manifestazione intimidatoria contro la giusta punizione dei colpevoli dell’assalto al Barattolo del 28 marzo 2003. Agli antifascisti, invece, sarà interdetta ogni manifestazione politica in un’ampia zona attorno a quella piazza; ci è stata addirittura consegnata una cartina del centro storico con un rettangolo disegnato in pennarello: la “zona rossa” in cui non possiamo manifestare la nostra indignazione. Ci saremo comunque, dove riusciremo ad essere.
Pubblichiamo il testo dell’articolo de La Provincia Pavese che riporta la conferenza stampa tenuta ieri da Giovani Comunisti, CoRSARi e Folletti URBANI.

LA POLEMICA

Domani il processo agli skin, sì al loro presidio
Protestano ancora i giovani di sinistra “sfrattati”

PAVIA. Domani riprenderà l’udienza preliminare nei confronti dei naziskin accusati di avere assaltato il Barattolo. Di fronte al Tribunale si terrà un presidio del Veneto Fronte Skinheads, mentre CoRSARi, Rifondazione e altre sigle antagoniste avranno a disposizione piazza della Vittoria per manifestare. Inoltre la questura ha stabilito che gli esponenti di sinistra non possano manifestare nel quadrilatero delimitato dalle vie Regina Adelaide, Monte Santo, Menocchio; Bossolaro e XX Settembre; Alciato, piazza Botta e Ariberto; fratelli Cremona e Bernardino da Feltre. La manifestazione dei naziskin è stata autorizzata in quanto la richiesta della piazzetta del tribunale è stata avanzata prima che lo facessero gli esponenti della sinistra. E da loro giungono segnali di malumore. Mauro Vanetti, coordinatore dei Giovani Comunisti, dice: “È scandaloso he si consideri la situazione in maniera simmetrica, mettendo noi e i naziskin sullo stesso piano. Io dovrò presentarmi in tribunale come parte offesa, ma il rischio è quello di una situazione mafiosa perchè loro saranno davanti al tribunale a insultarci e minacciarci”. Lorenzo Spairani, del Barattolo, ribadisce: “Abiamo chiesto che la manifestazione venisse vietata perchè loro sono un gruppo fascista. Se c’è una legge che assegna la piazza a chi la richiede per prima [in realtà è solo una prassi consolidata, sostenuta dalla giurisprudenza ma sottoposta a vincoli di buon senso, non è una legge – NdMV], esiste anche una legge superiore, la Costituzione, nella quale si vieta la ricostituzione del partito fascista”. Molto duro l’intervento di Irina Bezzi (Giovani Comunisti): “Il questore era già stato avvisato. Ora chiederemo le sue dimissioni perchè gli episodi di violenza nei confronti dei compagni continuano a ripetersi”. Bezzi, insieme a Federica Adamo (Folletti URBANI), aggiunge: “Non ci aspettavamo che ci fosse addirittura interdetto un pezzo del centro storico”. E Spairani conclude: “Si cercherà di ristabilire l’agibilità democratica ripetendo l’incontro con Saverio Ferrari [all’origine dei disordini per i quali gli skin sono indagati – NdR], ma questa volta nella cornice di una sede istituzionale”. (f.m.)

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