Con la “riconciliazione nazionale” e con l’anticomunismo vogliono affossare il 25 Aprile!

Con la “riconciliazione nazionale” e con l’anticomunismo vogliono affossare il 25 Aprile!

La destra italiana è antifascista?
Pavia, la sua provincia, la Lombardia e l’Italia sono governate da una parte politica che è estranea, nella sua storia come nelle sue azioni concrete, alla tradizione della Resistenza antifascista.
Il governo sempre più autoritario e reazionario di Berlusconi e dei suoi tirapiedi evidenzia preoccupanti somiglianze con il primo governo Mussolini, quando la dittatura stava ancora consolidandosi grazie alla collaborazione della borghesia liberale.
Nel PdL, d’altronde, convivono corrotti potentati locali (come quello dei coniugi Abelli e dei suoi cortigiani, tra cui troviamo il nostro sindaco) e gli eredi del neofascista Movimento Sociale Italiano, tenuti insieme dai soldi e dalle poltrone elargiti dal loro istrionico leader.
La Lega Nord, poi, una forza populista e spregiudicata che si basa fondamentalmente sull’ideologia del razzismo, è sempre più potente in quella “Roma ladrona” a cui in teoria si dovrbbe opporre, rappresentando nei fatti quanto di più simile ad un partito neofascista di massa esista oggi nel panorama politico italiano. Il nostro vicesindaco Centinaio è d’altronde ben noto per le sue amicizie nell’estrema destra.
Sotto attacco oggi sono gli stessi che erano sotto attacco ai tempi del fascismo: i lavoratori e i loro sindacati (quando non accettano di piegarsi ai padroni), i diritti delle donne (si veda la polemica innescata da Lega e Chiesa contro la RU486), il diritto ad un’Istruzione pubblica, laica e per tutti, gli immigrati e tutti “i diversi”. Per questo hanno bisogno di far dimenticare che il fascismo fece crollare i salari reali del 40%, sciolse i sindacati, ricacciò le donne in cucina, asservì Scuola e Università ad un progetto conservatore e classista, varò le leggi razziali. Per non parlare poi delle guerre del fascismo in Africa, nei Balcani e in Russia, che vanno pure minimizzate per non mettere in cattiva luce le attuali imprese coloniali italiane in Afghanistan e altrove.
L’opposizione parlamentare non solo non fa argine, ma rincorrendo la destra sul suo stesso terreno finisce nei fatti per avallare questa deriva.

L’attacco al 25 Aprile è un attacco al diritto a lottare
L’attacco al 25 Aprile non avviene dunque per caso. Nel bel mezzo della più grave crisi del capitalismo dal 1929, con la Grecia ad un passo dalla rivolta sociale, vogliono far dimenticare che ci si può ribellare allo sfruttamento e all’ingiustizia. Nel periodo dal 1943 al ‘45, mentre i padroni e la monarchia cercavano solo di riciclarsi come alleati degli USA dopo essere entrati in guerra al fianco di Hitler, ci fu chi si ribellò al fascismo senza avere le spalle coperte da nessuno, nelle fabbriche come in montagna. I partigiani e gli operai comunisti e socialisti, che sfidarono Mussolini e Hitler per creare una società diversa, che bandisse guerra e sfruttamento, vengono dipinti in tinte fosche come fautori della dittatura comunista. Questo è per esempio quanto ha scritto Cirielli, presidente della provincia di Salerno, PdL, in un manifesto ufficiale, ringraziando gli Alleati per averci salvato… dai partigiani comunisti. A Montechiari (BS), invece, il sindaco di destra Zanola nega la piazza al PD e a Rifondazione Comunista per le celebrazioni del 25 Aprile e del Primo Maggio, dicendo che sono proibite le iniziative di partito in piazza!
Nel revisionismo imperante, aiutato anche da vecchi volponi come Pansa che hanno fiutato l’odore dei soldi, chi ha liberato l’Italia viene demonizzato e i partigiani “buoni” diventano solo quelli come il monarchico Edgardo Sogno, tanto amato da Berlusconi, che come Berlusconi fu membro della loggia massonica P2 e che lavorò al servizio della NATO in numerosi intrighi politici fino a cercare di organizzare un golpe anticomunista negli anni Settanta: gli antifascisti che piacciono alla destra sono quelli che sembrano proprio un po’ fascisti!

Il nostro 25 Aprile non è quello di Cattaneo e Centinaio!
Non siamo ipocriti. Questo corteo è il nostro corteo, diversamente dagli esponenti della giunta di destra, che oggi vengono qui con doppiezza e per dovere istituzionale, noi ci siamo sempre stati. Il nostro 25 Aprile non è quello sbiadito e retorico di cui parlerà oggi Cattaneo in piazza Italia o Berlusconi nel suo videomessaggio.
A Pavia la giunta chiude un centro sociale antifascista come il Barattolo mentre non dice niente sull’apertura di un “centro sociale” fascista in viale Sardegna 52. A Pavia continuano le aggressioni fasciste (poco prima di Capodanno un ragazzo è stato mandato in ospedale con una frattura al setto nasale, i responsabili sono di Forza Nuova). A Pavia c’è il razzismo. A Pavia c’è l’intolleranza. A Pavia la Lega, per bocca dei suoi esponenti Mognaschi e Pierotti Cei, chiede nuove misure intolleranti contro immigrati, giovani, poveri, mentre gli affari continuano indisturbati per gli speculatori edilizi e per la ‘ndrangheta che si sta comprando la nostra città.
Verrebbe da cantare, come dice un nostro striscione: «O partigiano, portali via». Ma questa volta – e come allora, non sarà facile né veloce – tocca a noi.

Antifascismo è lotta di classe!
Senza comunisti nessuna Liberazione.

Giovani Comunisti Pavia
Federazione “Ferruccio Ghinaglia”

5 Responses to “Con la “riconciliazione nazionale” e con l’anticomunismo vogliono affossare il 25 Aprile!”

  1. Lo dico ai/alle Giovani Comunist* pavesi, dato che la dirigenza locale come nazionale pensa ed agisce unicamente nel segno del collaboraziionismo più pervicace; mi appello al compagno Vanetti, che proprio oggi mi ha sottolineato come abbia fischiato all’intervento di Cattaneo: è ancora tollerabile una linea politica che persegue lo sminuire il conflitto ed alimenti il compromesso?!? Se la tua linea di pensiero e d’azione è comune a tutt* i/le GC, perchè non affossare una volta per tutte una dirigenza collaborazionista, giovernista e poltronara sottomessa inconsciamente o meno ai poteri forti?! Io, ricorderete, quando ancora avevo la tessera Ferrero l’ho votato come segretario nazionale (da 3.000 euro al mese senza fare l’operaio), sull’onda di parole d’ordine come “mai più accordi col PD”. Perchè il togliattismo persevera nel Partito? Perchè la non-violenza (addirittura verbale e “canora”!!!!!!) è pratica comune nel vostro (ex-mio) partito? Perchè non posso avere un’alternativa credibile senza passare dalle forche caudine e trotzkiste (perdonate…) di Ferrando e soci affini, che non ho intenzione di sostenere? Quando la Federazione avrà le palle per promuovere anche a livello propagandistico il conflitto di classe? Sinceramente, con la mia terza media e scusate l’ignoranza, il signor Ferrero ha un po’ le palle sgonfie dopo essere uscito dala FIAT. È tempo che l’operaio incazzato gli insegni (e non solo a lui) un paio di cose concrete sulla lotta col padrone. E perdonate nuovamente se vi dico che ho dovuto avere la faccia gonfia per comprendere appieno cosa significhi un Operaio incazzato davanti ai cancelli di una fabbrica.Senza citare i proclami democratico-pacifisti del PCI di Fassino degli anni ’70 davanti all’ingresso FIAT di Mirafiori. La mia disoccupazione, saltuariamente precarietà operaia, non regge emotivamente da un pezzo. E come me, vi assicuro, altri Compagni ne hanno piene le palle dopo 25 anni di macchinari. Voi cosa proponete, senza passare da un’inutile retorica?!

    Saluti, Mattia Laconca

  2. Io proprio in questi giorni sto passando dai Giovani Comunisti al partito adulto, tuttavia siccome mi chiedi un’opinione te la dico: bisogna organizzare la base del partito affinché la svolta a destra verso una nuova alleanza di centrosinistra sia bloccata. Ci sono moltissimi compagni, non solo la tendenza marxista FalceMartello che costituisce la parte organizzata e più decisa della sinistra del PRC, ma anche un sacco di “cani sciolti” variamente collocati, che non sono disposti ad accettare questa involuzione.
    Al tempo stesso è necessario promuovere il radicamento sociale, facile a dirsi ma – soprattutto in una città come Pavia – difficile a farsi, ma certo quasi impossibile finché si continua a ciurlare nel manico ed essere incoerenti rispetto alla questione del collocamento politico.

    Mauro

    PS: Se posso dire una cosa un po’ “locale”, fatico a capire come tu possa criticare il Partito apparentemente “da sinistra” e poi uscirne con una lettera alla stampa locale che non fa altro che infagarne organizzazione e militanti, firmata insieme a chi come Pasquale Di Tomaso (già consigliere di centrosinistra alla corte della Capitelli) rappresenta da sempre l’ala destra del circolo, favorevole ad inciuci di ogni genere con i banditi del Partito Democratico.

  3. La lettera io l’avrei scritta diversamente, Mauro. Avrei puntato proprio sul fattore politico, sottolineando come la FdS corresse da sola solo dopo i calci nel culo di Penati e soci vari sparsi. Inoltre, a titolo d’esempio, non è forse vero che in Consiglio Comunale insieme a trenta lavoratori/trici non c’era nessuno? O che la sinistra pavese non spenda TUTTE le sue pur poche forze per uscire tra “la gente di strada”? Ti preciso inoltre che la mia iscrizione al sindacato di base non è avvenuta per volontà di Pasquale e la sua “cricca”, ma addirittura precedentemente alla tessera di partito; il consigliere nella giunta capitelli, poi, credo che sia stato il “partito di lotta e di governo” a volerlo, insieme ad esempio all’assessore (ASSESSORE) Fantoni. Il simbolo del consigliere comunale era il vostro, no? Sull’apertura sociale della FdS vedo iniziative e lavoro d’inchiesta scandito dalle scadenze del calendario, fatte salve le iniziative organizzate lo scorso anno dai GC (apertura settimanale delle sede).Credo che una scelta enormemente coraggiosa sia quella di “saltare un giro o due” alle urne, risparmiare un sacco di risorse (soprattutto economiche) da volantini, manifesti ed altre amenità e promuovere più attivismo. Con la speranza che la futura linea dei dirigenti romani non sia più quella del “dialogo con Bersani per cambiare la legge elettorale che non ci va bene perchè ci leva quelle due poltrone in croce”, ma quella del “dialogo con gli operai per l’estensione e l’inasprimento del conflitto sociale, nella prospettiva di un grande blocco che getti nel cassonetto ogni schiavismo antico e moderno e promuova una radicale eguaglianza”.
    Ben sapendo che ragionamenti di tale portata non si possono relizzare in 48 ore.
    Con i migliori auguri e saluti, Mattia

  4. Ciao Mattia.
    Nella vostra lettera non potevate puntare sul “fattore politico” proprio perché su questo punto non potete dire chiaramente quale posizione abbiate, ammesso che ne abbiate una comune. La posizione di Pasquale è ben nota ed è quella di allearsi col PD, sebbene facendo un po’ di “caciara”, come proponeva alle elezioni comunali. Questa posizione secondo me è sbagliatissima e peraltro è in linea con la nefasta deriva verso destra della FdS.
    Sono d’accordo sul fatto che ci si debba radicare maggiormente, qualcosa si sta provando a farlo ma si può sicuramente fare di più e meglio, specie se si evita di farsi trascinare in politiche moderate e “addomesticate” di subalternità al PD. Non mi pare però che su questo terreno ci sia una chiusura totale del partito localmente, tanto per dirne una domattina ci alzeremo presto per andare a volantinare in stazione nel contesto di una campagna verso i pendolari organizzata dalla Federazione della Sinistra. Quel che penso è che neanche a Pavia la svolta di Chianciano sia stata portata fino in fondo, e che ora la risacca verso destra imposta dalla dirigenza nazionale creerà contraddizioni anche tra di noi. Mi duole però ancora una volta far notare che, nonostante la sua indubbia presenza sindacale nella CUB, quella che tu chiami “la cricca di Pasquale” si è sempre opposta ad ogni applicazione sul terreno politico-elettorale proprio della parte più positiva della svolta di Chianciano (la rottura col centrosinistra) che per me è parte irrinunciabile di ogni tentativo di riavvicinarsi in modo onesto alla “nostra gente”.
    Auguri e saluti anche a te.

    Mauro

  5. Rileggo oggi questo volantino… “gli affari continuano indisturbati per gli speculatori edilizi e per la ‘ndrangheta che si sta comprando la nostra città”. Come mai noi lo sapevamo e lo dicevamo ad alta voce (ad aprile, gli arresti sono stati a luglio!!) e invece sindaco, questura, procura e PD tacevano?

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