Con Pannella? No grazie

Pubblichiamo l’ordine del giorno contro i Radicali Italiani, che in questi giorni stanno civettando con entrambi i poli (ultimamente sembrano più propensi a stare con Berlusconi ma fino a pochi giorni fa sembravano già pronti ad entrare nelle coalizioni del centrosinistra per le elezioni regionali…), approvato all’unanimità dal Direttivo del Circolo di Pavia riunitosi l’11 febbraio e a larghissima maggioranza al Congresso Provinciale del PRC.

I Radicali Italiani: avversari politici dei comunisti

I Radicali Italiani sono un movimento che, abbandonata da tempo la retorica pacifista, può essere ben descritto come guerrafondaio; vedono gli USA e la loro politica di potenza come modello e punto di riferimento nella politica internazionale, dichiarandosi per giunta sostenitori entusiasti della politica del governo Sharon.
I Radicali Italiani sono un movimento dichiaratamente liberista, che ha usato come slogan l’idea di una “rivoluzione americana” della società italiana; in passato hanno proposto un referendum antioperaio (simmetrico e opposto a quello proposto più recentemente da Rifondazione Comunista) che chiedeva l’abolizione totale dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Non possiamo a questo proposito dimenticarci le rivelatorie pagine di pubblicità prese in affitto dai grandi quotidiani in cui i Radicali chiedevano finanziamenti agli imprenditori per le loro attività politiche…
I Radicali Italiani sono un partito che propone una visione antipartitica, nella sostanza antidemocratica, del sistema politico: favorevoli al sistema uninominale secco (nel contesto italiano odierno, il più reazionario che si possa concepire), al presidenzialismo, la loro stessa propensione verso un uso dissennato dei referendum si configura come una forma di qualunquismo più che come un’idea di “democrazia partecipata”. Particolarmente incoerente è poi la decisione di questo minuscolo gruppo così dogmaticamente bipartitista di non aderire a nessuna coalizione salvo poi pretendere un’ambigua “ospitalità” dagli uni o indifferentemente dagli altri (con annesso “mercato delle vacche”).
La vicinanza delle nostre e delle loro posizioni su temi come la procreazione medicalmente assistita, che può anche condurre su questioni specifiche a temporanee e parzialissime convergenze obiettive, non può tuttavia essere ragione sufficiente per mutare il giudizio di fondo qui delineato.
I Radicali Italiani sono avversari politici dei comunisti e non possono diventare nostri alleati (o “ospiti”). Chiediamo al nostro Partito di comportarsi di conseguenza.

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