Da Pavia a Roma, W la Minerva Libera!

Pubblichiamo di seguito il testo del volantino che i Giovani Comunisti di Pavia distribuiranno nei prossimi giorni nelle scuole e nelle università a sostegno degli studenti e dei professori che hanno “osato” protestare contro la decisione di invitare il papa all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza di Roma.

Lo scorso 17 gennaio, Joseph Ratzinger ha rifiutato di tenere una Lectio Magistralis in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza di Roma, in seguito alla (assolutamente civile) protesta di un gruppo di docenti e studenti.

Questo rifiuto è però di per sé una lezione assai più eloquente di qualsiasi discorso. Ci insegna, innanzitutto, che questo signore, non contento di essere il monarca assoluto del suo minuscolo (ma potentissimo) staterello, pretende di godere degli stessi privilegi anche fuori dai propri confini. Abituato ad avere sempre ragione, grazie al dogma dell’infallibilità del Papa, rifiuta ogni forma di contestazione, di discussione, di confronto: “O così, o non vengo”.

Salvo poi, ogni volta che una forma di dissenso viene espressa, gridare alla censura e invocare la libertà di parola: quanta ipocrisia! Come se non fosse la stessa persona che ha preteso (e ottenuto!) che i comici cessassero di farne l’imitazione. Come se lui o i suoi luogotenenti (i vari Ruini, Bagnasco, etc.) non fossero ogni giorno nei titoli dei telegiornali, prendendo posizione ora negando i diritti dei conviventi, ora invocando un’assurda “moratoria dell’aborto”, paragonata senza pudore all’abolizione della pena di morte, ora condannando la ricerca scientifica. Come, insomma, se la Chiesa cattolica in Italia fosse vittima di una persecuzione, e non oggetto dell’ossequio di gran parte del ceto politico, a prescindere dagli schieramenti e ad ogni livello.

Questa è la seconda lezione che questa vicenda ci ha insegnato: non stupisce che la Destra impugni l’autorità della Chiesa come un piede di porco per scardinare i diritti dei cittadini, per sostenere e legittimare le proprie politiche reazionarie. A indignarci è lo spettacolo dei sedicenti “laici”, in prima fila a bollare come sciocchi, teppisti, addirittura fascisti, oggi i docenti e gli studenti che hanno contestato l’invito a Ratzinger, ieri e domani chiunque rifiuti di inginocchiarsi in silenzio ai piedi del Papa.

Infine, se ancora ce ne fosse stato bisogno, abbiamo imparato che, se vogliamo uno Stato davvero laico, possiamo e dobbiamo dire ad alta voce il nostro NO:

NO! agli attacchi ai diritti delle donne

NO! all’oscurantismo in materia di ricerca scientifica

NO! alle politiche reazionarie in materia di diritti dei conviventi

NO! alle discriminazioni nei confronti degli omosessuali

NO! a una Chiesa che pretende di dettare l’agenda della politica italiana

Ieri a Pavia, oggi a Roma, domani in tutta Italia, rivendichiamo con forza il diritto a contestare e criticare chi attacca i nostri diritti con l’argomento dell’autorità, e cerca di farci ripiombare nel Medioevo.

One Response to “Da Pavia a Roma, W la Minerva Libera!”

  1. […] anticlericale, che non resta in silenzio di fronte alle provocazioni della Chiesa Cattolica (vedi Ratzinger alla Sapienza di Roma) ma è disposto a scendere in piazza per manifestare la propria contrarietà a idee reazionarie, e […]

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