Distrutta dal terrorismo fascista una sede PRC in Toscana!

La sede di Rifondazione di Borgo San Lorenzo, principale centro del Mugello a nord di Firenze, è probabilmente la più grande della Toscana. In queste zone il Prc arriva anche a toccare il 20% alle elezioni. Il messaggio che i fascisti hanno voluto dare attaccando proprio a Borgo è perciò abbastanza chiaro: siamo in grado di colpire anche laddove siamo considerati tradizionalmente deboli. Finora c’erano stati piccoli segnali: qualche bandiera bruciata e qualche scritta, ma niente di più. L’attentato che si è verificato invece nella notte tra sabato e domenica non lascia dubbi riguardo alla volontà di fare un salto di qualità.

Il circolo di Rifondazione di Borgo San Lorenzo è infatti una casa colonica su due piani, un edificio intero acquistato anni fa da Rifondazione. Verosimilmente nel giro di 40 minuti, a mezzanotte, hanno sfondato la porta usando un masso di grosse dimensioni come ariete. All’interno della sede non è rimasto praticamente nulla. Una furia cieca impressionante ha devastato tutto e si è conclusa al secondo piano con un tentativo di dare fuoco all’intero edificio. Il rogo è stato acceso con il chiaro intento di far crollare il tetto. Le bombole di gas interne all’edificio avrebbero poi probabilmente fatto il resto. Se non fosse passato un compagno per caso pochi minuti dopo l’accaduto, il circolo sarebbe andato completamente distrutto.

Nemmeno il giorno dell’attentato è stato casuale: sabato si è svolto a Colle Val d’Elsa (Siena) un corteo contro la costruzione di una moschea. Da tempo la zona è preda di incursioni da parte di Borghezio e di una campagna razzista orchestrata addirittura da giornalisti del Corriere della Sera. Proprio sabato a Colle era presente un nutrito gruppo di Forza Nuova che si è staccato dalla manifestazione per andare a devastare il cantiere dove si svolgono i lavori di costruzione della moschea. Non è da escludersi, infine, che sia gli episodi di Colle che quelli di Borgo abbiano visto un’attiva collaborazione tra gruppetti locali e gruppi venuti da fuori in coincidenza della partita domenicale tra Livorno e Lazio.Quest’attentato non cade quindi dal cielo.

E’ il segno di quanto i gruppi di estrema destra si sentano sicuri di sé in questa fase, in grado di colpire e di reclutare ai margini delle proteste di piazza della cosiddetta “destra istituzionale?.

La destra e il Governo Prodi

La determinazione e l’audacia con cui i fascisti hanno agito nel cuore della “Toscana rossa? non possono essere sottovalutate né possono essere slegate dal contesto nazionale. Come abbiamo avuto modo di spiegare più volte sulle pagine del nostro giornale, quella che è stata presentata ai lavoratori di questo paese come un’Unione per fermare la destra, si sarebbe trasformata in un’Unione a favore della destra. Sin dai suoi primi attimi di vita, il Governo Prodi si è rivelato per quel che è: una coalizione nella quale i lavoratori mettono i voti e le aspirazioni di cambiamento, mentre Confindustria detta il programma. Si tratta della situazione ideale per la destra: mentre Prodi fa il lavoro sporco per Confindustria, Forza Italia, An e Lega possono dedicarsi ad addossare le colpe del programma antipopolare del Governo a sindacati e partiti di sinistra. E’ in questo clima che i fascisti trovano nuovo vigore.

Gruppi come Forza Nuova o come il movimento della Mussolini difficilmente avrebbero forze ed energie per sviluppare una propria mobilitazione. Possono invece agire tranquillamente ai margini delle manifestazioni più generali della destra. In caso di un ritorno al Governo, Fini o Berlusconi cercheranno rapidamente di metterli sotto silenzio come si fa con quei cagnolini che abbaiano a chiunque si avvicini al cancello della villa. Oggi invece se ne servono, li accolgono tra le proprie braccia e li legittimano. In una perfetta divisione del lavoro, i dirigenti della destra si riempiono la bocca di “libertà? e “difesa dei ceti deboli?, mentre nei meandri della protesta i gruppi fascisti istigano contro l’immigrato, l’omosessuale ed il comunista.

Si tratta di una risposta inequivocabile a chi ha cercato di darci lezioni di lotta alla destra usando il pallottoliere: Mastella + Margherita + Di Pietro + Rifondazione + Capezzone + … = sconfitta di Berlusconi. A otto mesi dall’elezione di Prodi, la destra è in piena salute e all’offensiva. Le leggi dell’algebra sono troppo semplici per essere applicate alla politica, terreno nel quale è necessario almeno riferirsi ai concetti della fisica dove la somma di forze di segno opposto è in realtà una sottrazione.

Quale risposta al fascismo?

I fatti di Borgo e di Colle Val d’Elsa non possono essere lasciati senza risposta. Finora le direzioni del movimento operaio sono rimaste immobili di fronte ad episodi di razzismo o di caccia all’immigrato. Ora sentiremo invece con grande solennità i soliti appelli alla “vigilanza democratica? e alle “forze dell’ordine? perché “facciano la propria parte?. Non possiamo accettare nemmeno una virgola di questa propaganda. Non possiamo ad esempio accreditare un solo grammo di neutralità a Carabinieri o polizia: da sempre esiste un’attiva collaborazione tra fascisti e apparato dello Stato, con rapidi cambi di ruolo e con una protezione reciproca. Delegare alle forze dell’ordine la nostra protezione significa incaricare il lupo di fare da guardia al gregge. Allo stesso tempo non possiamo relegare la lotta alla destra a qualche episodica azione esemplare di scontro fisico con questo o quel gruppo di fascisti. Metteremmo decine di giovani militanti nelle fauci di tribunali, questure e procedimenti penali.

Per quanto riguarda la “vigilanza democratica?, sarebbe necessario chiedersi a quale democrazia ci stiamo riferendo? La forza dei fascisti infatti è proprio quella di strumentalizzare l’odio che lavoratori e disoccupati provano contro questa cosiddetta “democrazia?. Una “democrazia? composta da partiti che agli occhi di lavoratori e disoccupati non significano altro che corruzione, clientelismo e attacchi alle proprie condizioni di vita. Non chiamiamo i lavoratori a vigilare su questo sistema. Come comunisti li chiamiamo a difendere le proprie organizzazioni, a chiarire che l’obiettivo dei fascisti è ed è sempre stato l’attacco alla capacità degli oppressi di organizzarsi e difendere le proprie condizioni di vita.

Da sempre i fascisti arretrano di fronte agli sviluppi della lotta di classe e di fronte allo svilupparsi di mobilitazioni di massa. La colpa delle organizzazioni del movimento operaio è stata quella di permettere che Lega e fascisti potessero ad esempio organizzare impunemente mobilitazioni a Colle Val d’Elsa contro la semplice costruzione di una moschea.

Ora è il tempo di passare al contrattacco. Rifondazione deve prendersi la responsabilità di convocare un corteo almeno provinciale a Borgo e di organizzarvi nel prossimo periodo una giornata antifascista e antirazzista. Ma deve soprattutto organizzare i propri militanti perché sollevino la questione della lotta a razzismo e fascismo nei luoghi di lavoro e di studio. Devono essere approvati ordini del giorno in ogni assemblea sindacale a favore di una giornata di sciopero in risposta ai fatti di Borgo. Mobilitazioni e manifestazioni per le quali è necessario eleggere e garantire un servizio d’ordine che sia espressione di sindacati, partiti di sinistra, collettivi studenteschi e centri sociali e che, laddove possibile, sia scelto dalle assemblee tenute in scuole, aziende ed università.

I topi hanno messo un bel pezzo della testa fuori dalle fogne, richiudiamo il tombino e sigilliamolo per sempre.

Invitiamo naturalmente tutti i compagni a spedire messaggi di solidarietà al circolo di Borgo San Lorenzo all’email: rifcomu@tiscali.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

Dario Salvetti
Coordinamento Nazionale GC

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