Documento nazionale dei GC di FalceMartello e Sinistra Comunista

Questo documento, respinto dalla maggioranza Coordinamento Nazionale dei Giovani Comunisti del 16 ottobre 2010, che ha invece approvato questi, è stato presentato da FalceMartello e da Sinistra Comunista in opposizione alle ipotesi di liquidazione burocratica dei Giovani Comunisti (attraverso una fusione verticistica con la FGCI e con altre fantomatiche organizzazioni che condurrebbe alla formazione di una confusa “sinistra ampia anticapitalista generazionale” analoga al Network Giovani della defunta Sinistra Arcobaleno) e alla preoccupante marcia a tappe forzate verso un ennesimo riavvicinamento col centrosinistra.

I firmatari di questo documento sono rappresentanti delle posizioni che si sono espresse nel nostro congresso provinciale del gennaio 2010.

La manifestazione di oggi promossa dalla Fiom ha portato in piazza la rabbia e la voglia di lottare di un’intera classe, che non vuole più piegare la testa dopo Pomigliano ma anzi, vuole riprendersi tutto.

Un’intera generazione subisce gli attacchi del governo nei luoghi di studio e di lavoro, dai tagli alla scuola al lavoro che non c’è.

Di fronte a una tale radicalità, la necessità di proporre un’alternativa comunista e di classe, che riparta dalle fabbriche, dalle scuole e dalle università non può essere rimandata: crediamo però che essa non sia il nuovo soggetto generazionale della sinistra, proposto all’illegittimo coordinamento balneare di Sapri e che sembra l’eterno ritorno del sempre uguale. In che cosa si differenzia questa nuova proposta dal “Network Giovani” lanciato all’epoca della Sinistra Arcobaleno?

Discussioni su discussioni su cosa significa l’unità, su come lanciare una nuova grande struttura giovanile, con un dibattito asfittico, che prova a utilizzare le lotte per giustificare torsioni a destra esasperanti, dal santificare a tutti i costi l’alleanza democratica con chi sostiene le politiche di Marchionne ed è indeciso tra prendere a fucilate o bombardare gli afgani, all’interlocuzione continua con strutture e organizzazioni, pronte sì a criticare genericamente le riforme Moratti e Gelmini, ma non a riconoscere nell’autonomia scolastica e universitaria la radice del processo di privatizzazione dell’istruzione pubblica.

L’8 ottobre ha segnato il ritorno sul campo di una generazione di attivisti, formatasi durante l’Onda, che vuole organizzarsi e cominciare a lottare nuovamente per la scuola pubblica. Sarebbe un’occasione persa ridurre alle burocrazie di movimento il nostro approccio al movimento studentesco, come già avvenuto per le elezioni al Cnsu.

Ripartire dalle lotte è una parola d’ordine sacrosanta, il problema è con chi e per cosa. Altra cosa è proclamare unificazioni già decise a tavolino, che non fanno che riproporre vecchi schemi di politica politicante, ma non sono neanche lontanamente in grado di costruire l’unità nelle lotte, connettendo le lotte di studenti, migranti, operai, precari della scuola e di tutte le realtà produttive, creando in un vasto fronte capace di creare conflitto e di ridare vitalità e orgoglio a una sinistra di classe e combattiva.

Le stanze sempre più vuote e chiuse di Via del Policlinico sono il sintomo di una difficoltà reale di radicamento dei GC dovuta a una grande attenzione alle alleanze, alle leggi elettorali e quant’altro, e a una colpevole e pericolosa disattenzione al conflitto sociale e a quelle forze vive che sono in esso.

A questo si aggiunge una stretta sul regime democratico dell’organizzazione, gestita in maniera frazionistica nonostante i tanti appelli e richiami contro le correnti, come dimostra la riunione di oggi in seconda convocazione: ricordiamo che la richiesta del numero legale non è un mero orpello burocratico, ma serve a garantire la democraticità delle scelte prese. Dobbiamo dunque pensare che i nostri portavoce vogliano in quella sede far adottare all’assemblea decisioni importanti e cruciali senza questa garanzia? E’ così che hanno intenzione di gestire e coltivare la democrazia interna?

Contro questo processo di deriva a destra, siamo decisi nel ribadire una netta opposizione alla manovra di superamento dei Giovani Comunisti e di una sostanziale liquidazione del comunismo, cose che deriveranno dal processo di aggregazione così come ci sta venendo presentato. Vogliamo batterci non per la mera sopravvivenza della nostra giovanile, ma per un suo rilancio a partire dal radicamento nelle lotte. Solo a partire da questi punti possiamo sperare di costruire una reale aggregazione giovanile di classe, comunista ed anticapitalista.

Contro lo scioglimento di fatto dei GC, per un fronte della sinistra di classe e anticapitalista, ecco la nostra proposta per ricostruire una realtà giovanile di lotta in questo paese, un’organizzazione in grado di aggregare e di farsi punto di riferimento per le forze vive che provano giorno dopo giorno a costruire un’opposizione sociale a Berlusconi non in qualche saletta riunioni ma nello scontro vivo. Se le stanze romane sono vuote, continua a esserci una resistenza e una vivacità alla base dei GC, che provano a intervenire in mobilitazioni e lotte, che mal si concilia con prospettive di alleanze democratiche e creazione di nuovi soggetti burocratici.

Un’organizzazione in grado di lanciare campagne contro la repressione e il restringimento degli spazi democratici in fabbrica, a scuola, negli atenei, nelle piazze; contro le mafie e il loro apparato affaristico e politico, per un antifascismo su basi di classe e in grado di arginare l’orgia reazionaria instaurata dal berlusconismo, e per un’alternativa sociale e politica al bipolarismo sempre più in crisi e sempre più frammentato.

Su questo siamo disponibili a costruire interlocuzioni e discussioni con i compagni e le compagne delle altre organizzazioni e strutture di movimento, come traccia utile a costruire una possibilità di esistenza e resistenza per i comunisti in questo paese.

Emanuele Cullorà
Giovanni Savino
Daniele Maffione
Chiara Pollio
Paolo Cipressi
Tatiana Chignola
Anna Arena
Matteo Molinaro
Margherita Colella
Gemma Giusti
Ezzahar Salah
Roberto De Filippis
Deborah Pezzani
Ilario Pinnizzotto
Simone Raffaelli

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