Due pesi, due misure, il vero (anti)fascismo dell’amministrazione comunale

Lo scorso 5 novembre si è tenuta la rituale commemorazione della morte di Emanuele Zilli da parte di Forza Nuova e della destra neofascista pavese. Non si vuole qui riaprire un dibattito sul fatto che la sua morte sia avvenuta per un incidente stradale o per mano di antifascisti. A loro piace pensare che sia stato ammazzato, e sinceramente un po’ anche a noi, ma vogliamo solo ricordare che lo stesso medico che fece l’autopsia, e che era di idee politiche vicine all’allora MSI, escluse l’ipotesi dell’omicidio.

Ci preme invece fare alcune osservazioni sulla connivenza di questa amministrazione comunale con la destra neo fascista pavese. Come ricorderete lo scorso 12 settembre si tenne in città una manifestazione antifascista per condannare un’aggressione subita da un giovane studente in Strada Nuova ad opera di alcune teste rasate per il fatto che indossasse una maglietta con su scritto “antifascista”. La manifestazione di condanna non venne autorizzata, né dal Comune, né tanto meno dalla Questura, e nonostante i divieti, sfilammo comunque per le vie di Pavia, convinti che fosse contro gli stessi principi del nostro paese, nato dalla lotta al fascismo, proibire una manifestazione antifascista. Durante quella serata tre compagni vennero denunciati per aver acceso dei fumogeni durante il corteo, con un’ammenda di centocinquanta euro ciascuno.

Abbiamo avuto modo di toccare con mano il senso di democrazia e di libertà di questa giunta, che non solo vieta cortei antifascisti, ma amministra questa città in maniera privatista, come fosse una sua proprietà, favorendo i propri amici, emanando ordinanze in stile far west e tanto da meritarsi un’indagine della magistratura su presunte connivenze di alcuni assessori con la ‘ndrangheta. Quando si tratta dei fascisti però, tutto cambia. Non solo nessuno fra Questura, Comune o Prefettura ha proibito la manifestazione, ma è stato permesso ai fascisti di sfilare per il centro storico, con fiaccole e bandiere con croci celtiche, e arrivare fino in Borgo Ticino, nel luogo della morte di Zilli. Una volta lì, dopo aver deposto la corona, si sono esibiti in saluti romani e, forse per malinconia per la mancanza della nebbia, hanno anche acceso diversi fumogeni. È il caso di dire due pesi due misure? Forse sì, ma anche in questo caso la risposta è subito pronta. Alla manifestazione fascista ha partecipato anche un consigliere comunale del Pdl dalla testa pelata e di provenienza fascista, che ha sfilato assieme ai camerati mantenendosi in coda al corteo, come se non volesse farsi vedere.

Tutto questo non lo diciamo con l’obiettivo di lamentarci con le istituzioni, un inutile piagnisteo che lasciamo ad altri. Della natura di questa amministrazione siamo a conoscenza da anni. Il nostro intento è quello di denunciare le caratteristiche di questa amministrazione. Dalla Lega al Pdl troviamo personaggi che in tempi non remoti hanno appoggiato, sempre di nascosto, gruppi fascisti, hanno partecipato ai loro incontri come amministratori, e preso parte alle loro manifestazioni. Denunciamo l’ipocrisia di questi partiti che, dopo aver tentato diverse volte di abolire in Parlamento la giornata del 25 aprile, si presentano in piazza a parlare dei valori della Resistenza. Denunciamo il sindaco Cattaneo perché accetta nella sua maggioranza personaggi di dichiarata fede fascista.

Non smetteremo un solo giorno di denunciare le loro schifezze, sia riguardo le politiche che stanno affamando il popolo, sia riguardo alla loro connivenza col fascismo. Per usare un francesismo e una citazione colta “c’avete la faccia come il culo”.

Giovani Comunisti Pavia

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