…e adesso SCIOPERO GENERALE

…e adesso SCIOPERO GENERALE

In queste settimane a Pavia, in Italia e anche in altri Paesi come la Gran Bretagna gli studenti hanno occupato i loro luoghi di studio e organizzato cortei di massa che hanno espresso la combattività di una generazione a cui è negato il futuro.

Noi siamo la prima generazione da un secolo che non può
aspettarsi un tenore di vita migliore di quello dei propri genitori.

Gli avanzamenti tecnologici e produttivi sono usati dal capitalismo per aumentare i profitti di pochi, non per migliorare la vita di molti, come sarebbe del tutto possibile in una società che funzionasse diversamente.

In una scuola a Pavia crolla il soffitto, ma il governo trova milioni per le armi da usare in Afghanistan. A Pavia chiudono le poche fabbriche e i pochi uffici rimasti, ma si scopre che i capi della ‘ndrangheta targata PdL e CL avevano accumulato patrimoni giganteschi. L’università di Pavia alza le tasse ed erige blocchi e numeri chiusi, mentre la Gelmini prosciuga i finanziamenti, però i figli dei ricchi e dei potenti trovano sempre il modo di fare carriera e diventare i ricchi e i potenti del futuro.

Per questo noi comunisti sosteniamo questa lotta.
Per questo vogliamo che questa lotta vinca.

Lo abbiamo detto e scritto negli ultimi due mesi: per fermare la riforma Gelmini il movimento studentesco deve bloccare le scuole e le università, ma non basta. Il 14 dicembre si è dimostrato che anche il governo Berlusconi e il teatrino parlamentare possono andare avanti nonostante l’esplosione di rabbia degli studenti.

Non sarà l’opposizione parlamentare a bloccare la riforma perché ne condivide l’impianto di fondo. Questo vale per il PD e per i suoi satelliti e vale per il terzo polo, che ha votato a favore del Ddl.

Ci vuole qualcosa che renda impossibile al governo e alla Confindustria
perseverare nei loro piani. Questo qualcosa si chiama
lotta di classe.

L’Italia può andare avanti anche con scuole e università chiuse per settimane, ma non può andare avanti se le fabbriche, gli uffici, i servizi pubblici, i trasporti si bloccano. La Francia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo indicano la via. È vero, in nessuno di questi Paesi gli scioperi generali hanno ancora piegato i governi impegnati in tagli selvaggi, ma li hanno messi in durissime difficoltà. Dobbiamo provarci anche qui.

Abbiamo spiegato ai nostri compagni di scuola e di università perché bisogna fermare la distruzione della Scuola e dell’Università pubbliche. Ora dobbiamo rivolgerci ai lavoratori e trovare in loro i nostri migliori alleati.

La FIOM che ha iniziato a Pomigliano d’Arco una battaglia durissima contro Marchionne e la Confindustria ha appoggiato le manifestazioni studentesche e ha chiesto al resto della CGIL di convocare uno sciopero generale. Dobbiamo aiutare concretamente gli operai metalmeccanici ad ottenerne la convocazione e soprattutto a fare in modo che lo sciopero riesca, si estenda e assuma forme e obiettivi radicali. Il Paese deve fermarsi se cerca di lasciare indietro i suoi giovani e i suoi lavoratori.

Colpiamo i padroni e il governo dove fa male: nel portafoglio! Organizziamoci meglio: faremo loro più paura e sapremo coinvolgere altre persone nella lotta. Non formiamo solo collettivi studenteschi, ma anche gruppi politici che generalizzino la lotta contro la riforma in una lotta più ampia per i diritti degli studenti, dei lavoratori, degli immigrati.

Se non li fermiamo noi,
non lo farà nessun altro.

 Giovani Comunisti Pavia

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