Ennesimo attacco al CSA Barattolo, chiudere la sede fascista in via dei Mille!

Ennesimo attacco al CSA Barattolo, chiudere la sede fascista in via dei Mille!

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento Antifascista Pavese sui fatti del 18 marzo. Presto potrete leggere un nostro commento sull’accaduto e tutte le info sulle mobilitazioni in programma per i prossimi giorni, ad iniziare dal presidio di Sabato 29 marzo!

Martedì 18, alle 23.45, una decina di militanti di Forza Nuova con il passamontagna si è mosso dalla propria sede alla volta del CSA Barattolo, aperto solo per lavori di sistemazione: ha sfondato il cancello d’ingresso, sradicato un parapetto del balcone dell’ex comitato di quartiere, abbattuto la vetrata d’ingresso utilizzando un blocco di cemento, infranto a lanci di pietre il lunotto superiore d’ingresso. Un frequentatore della struttura che ha cercato di andarsene viene circondato e malmenato: 15 giorni di prognosi. La polizia, intervenuta solo dopo ripetute chiamate, arriva ad azione squadrista conclusa, quando gli autori si erano dileguati su un Doblò bianco. Il ritardo sembra colpevole considerando che la prima volante arrivata in Borgo Ticino, ha deciso di non intervenire ed aspettare rinforzi.

Questo episodio è la logica conseguenza dell’apertura in Città di una sede di Forza Nuova, nonostante le ripetute richieste formali alle Autorità e le manifestazioni di piazza vi si opponessero. La nuova sede ha infatti permesso il proselitismo ed il risorgere di gruppi squadristi che non hanno mancato di seminare odio e fomentare razzismo nella nostra Provincia: i presidi intolleranti e xenofobi nei confronti della comunità Rom, i lanci di mattoni alla Gandina alla volta di donne e bambini, l’attacco ad esponenti della Società Civile, ed ora l’assalto e l’aggressione al CSA Barattolo.

E’ ora di dare una risposta, che le Autorità si esprimano chiaramente condannando senza riserve questi atti ed i loro esecutori. Senza la scusa degli opposti estremismi che non si adatta alla situazione pavese, dove da anni la risposta alle ripetute aggressioni ed assalti è sempre stata nonviolenta e condotta in maniera pubblica.

Chiediamo a Comune, Provincia e Prefettura di adoperarsi per la chiusura della sede neofascista, non solo per i dettami della nostra Costituzione, ma per l’oramai conclamata natura squadrista degli appartenenti a Forza Nuova. E non possiamo accettare che la risposta del Questore sia di ripristinare una generica e trasversale sorveglianza, quando le violenze perpetrate sono univoche ed evidenti sono le responsabilità.

L’insieme di varie realtà democratiche cittadine, riunite attorno al Coordinamento Antifascista, condanna l’accaduto rifiutando ogni provocazione e si dichiara pronto a intervenire in città lanciando un percorso di iniziative verso il 25 aprile. Se da un lato si richiama l’attenzione sullo squadrismo dei fedeli di Roberto Fiore, che non accetteremo nuovamente in città, dall’altro si lavorerà per evidenziare come i soprusi sui luoghi di lavoro, le discriminazioni verso i migranti, l’attacco ai diritti civili e la distruzione sistematica del territorio come per la Broni-Mortara, non sono altro che forme diverse di un odierno Fascismo, che come allora prevarica sull’uomo e conduce verso la barbarie.

Questo percorso inizia SABATO 29 MARZO con un presidio davanti alla prefettura, con una chiamata alla Pavia antifascista, stufa delle violenze ma soprattutto dell’ipocrisia e dell’inerzia di istituzioni e partiti che si rifanno alla costituzione ignorandone però i fondamenti. Solo la chiusura della sede neofascista sarà la risposta adeguata alle istanze della Pavia democratica.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.