Fallujah: gli occupanti USA sparano sulla folla – per due giorni di fila!

Questa sera (5 maggio) alle 21 si terrà un’importante iniziativa sul Medio Oriente al Centro Sociale Barattolo di Pavia, con la proiezione del video Un deserto chiamato pace e la partecipazione dell’autore Fulvio Grimaldi, giornalista RAI e comunista.
Ci saremo anche noi per dire la nostra sulla sanguinosa occupazione dell’Iraq. Infatti, mentre Bush fa il pagliaccio su una portaerei vestendosi da pilota di caccia e annunciando l’avvenuta vittoria e la liberazione dell’Iraq, i suoi soldati continuano ad usare il pugno di ferro contro il popolo che sostengono di aver liberato; quel popolo tuttavia non vuole saperne di averli a casa loro a rubare il petrolio.
Fallujah è una cittadina 60 km ad ovest di Baghdad, a maggioranza sunnita. La sera fra il 28 e il 29 aprile nel corso di una manifestazione molto partecipata che protestava contro l’occupazione di una scuola da parte dei militari USA, 13 iracheni sono stati uccisi dalle forze di occupazione.
Il direttore dell’ospedale di Fallujah, Ahmed Ghanim, ha detto che nell’episodio sono state uccise 13 persone e ne sono state ferite almeno altre 75. La posizione ufficiale americana invece è che avrebbero soltanto risposto ad un attacco: non c’è nessuna prova di un avvenuto attacco da parte dei manifestanti, d’altronde nessun americano è stato nemmeno ferito. Il tenente USA Eric Nanz ha comunque involontariamente smentito la posizione ufficiale statunitense dicendo che la dura repressione è stata scatenata in risposta a dei “colpi in aria”.
Il 30 aprile, un’altra manifestazione sempre a Fallujah si è conclusa con altri 3 iracheni uccisi dagli americani! Sono stati vendicati nella notte con una granata gettata all’interno di una base americana che ha fatto alcuni feriti.
Clima analogo a Baghdad città, dove l’esplosione “controllata” di un deposito di armi da parte degli americani ha sventrato un isolato provocando una strage. Naturalmente gli USA hanno accusato imprecisati sabotatori. La popolazione infuriata era di altro avviso ed è insorta contro gli occupanti prendendoli a sassate, forma di lotta che ci ricorda da vicino l’Intifada palestinese.
È a fare questo che vengono inviati 2500-3000 carabinieri nel sud dell’Iraq?

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