Famiglia sfrattata occupa la stazione di Gambolò

Famiglia sfrattata occupa la stazione di Gambolò

Nella notte fra il 7 e l’8 luglio scorso la signora Irene Zappalà, insieme al figlio, ha occupato la stazione della ferrovia di Remondò (Gambolò). Si è trattato di un gesto disperato, dell’urlo di una famiglia senza lavoro che stava per finire in mezzo alla strada. La mattina dell’8, infatti, sarebbe arrivato per la terza volta l’ufficiale giudiziario, con l’ordine di sfratto. Sarebbe venuta anche la polizia e avrebbero costretto la signora, con la forza, a lasciare la casa.

Eppure soluzioni se ne erano individuate, eccome. Un esempio era proprio la stazione di Remondò, da cinque anni in comodato d’uso al Comune di Gambolò con fini «sociali di pubblico interesse». La signora Zappalà aveva chiesto al Comune di poter andare a stare lì, finché non si fosse liberata una casa popolare, per la quale era già in graduatoria. La signora si era offerta addirittura di occuparsi dell’apertura e della chiusura della sala d’attesa della stazione.

Inizialmente sembrava che il Comune, gestito a maggioranza Lega e PdL, avesse accettato la proposta e che tutto si fosse risolto. Invece, il 16 giugno scorso, il sindaco di Gambolò, Elena Nai, ha deciso di revocare il comodato d’uso con le FS. Ragioni logiche difficilmente se ne vedono, la sola motivazione che viene in mente può essere un tentativo goffo da parte del sindaco di volersi lavare le mani del problema. Troppo facile.

La comunità Sinti di Gambolò, una delle più grandi d’Italia con origini in quelle terre da oltre un secolo, aveva offerto agli sfrattati una roulotte nel loro campo. Una lezione di civiltà al popolo più perbenista del mondo! Se l’intenzione della Nai era quella di isolare il più possibile in paese questa famiglia di “disgraziati”, c’è da dire che ha ottenuto il risultato opposto e più deleterio per la sua immagine di sindaca padana.

Irene Zappalà non è rimasta sola. Giovanni Giovannetti, fotografo ed editore; la Federazione della Sinistra, i ragazzi del CSOA Barattolo e alcuni cittadini gambolesi di etnia sinta l’hanno aiutata ad occupare la stazione ferroviaria di Remondò, ormai abbandonata da 5 anni. Sulla facciata è stato posto uno striscione che reca scritto: «La casa è un diritto non un privilegio!».

Dopo i primi giorni passati a fare pulizia, a tagliare le erbecce, a procurarsi corrente elettrica, acqua e gas, ora la famiglia Zappalà è perfettamente attrezzata per restare in quell’abitazione fino a che quegli amministratori che si sono dimenticati della loro funzione pubblica, trovino una soluzione a questo problema. Nel frattempo alla “Stazione Okkupata”, com’è stata nel frattempo ribattezzata, non si perde tempo e già si stanno organizzando degli incontri con esperti sulla questione del diritto alla casa.

Anche perché questo evento ha fondamentalmente mostrato due fattori importantissimi. Il primo è che questo è solo l’inizio. All’interno della crisi economica, con migliaia e migliaia di cassintegrati solo in Lombardia, il problema della casa non può che crescere nei prossimi mesi. Anzi, questa crescita sta già avvenendo. Nella sola provincia di Pavia sono ben 2.000 le procedure di sfratto in corso, e nel capoluogocirca 800. C’è di buono che la nostra provincia è molto ricca di edifici di proprietà di Comuni, Provincia, Regione e Stato, per cui le richieste di casa potrebbero naturalmente sfogarsi nell’occupazione di quelle abitazioni.

È quindi il caso, forse, che gli amministratori inizino a pensare a delle soluzioni a questa situazione, o i fenomeni di occupazione non potranno che aumentare. E qui arriviamo al secondo fattore. Davanti ad un PD assolutamente incompetente, la politica e l’amministrazione sono state lasciate in mano a due partiti, il PdL e la Lega Nord, che all’occorrenza non hanno perso tempo a salvare dalla crisi le banche e Confindustria, ma che non hanno la benché minima intenzione di occuparsi del resto della popolazione.

In situazioni del genere c’è poco da dire: buona occupazione!

Riccardo Scanarotti

3 Responses to “Famiglia sfrattata occupa la stazione di Gambolò”

  1. Una bella notizia c’è ed ogni tanto fa piacere sentirla.
    Finalmente la signora Zappalà ha una casa.
    Avete smacherato il doppio volto della lega e dei leghisti.
    Speriamo di far nascere anche un coordinamento dei lavoratori…visto che in provincia di Pavia siamo messi davvero con le pezze al culo.
    Saluti rossi
    Andrea

  2. questo e’ una delle tante schifezze italiane. Il primo che sento criticare gli zingari si riceve un cazzotto sul naso, costoro infatti sono piu’ civili e coscienziosi dei sindaci (che
    se poi sono femmine …… lasciamo perdere)

  3. dimenticavo, non sono comunista o meglio, non so piu’ a quali politici credere, questa comunque non e’ una questione di fazioni politiche bensi’ UMANA, vorrei una bella marcia su Roma tutti insieme, rossi, neri, bianchi, verdi purche’ abbiano la stessa anima caritatevole ed un cuore.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.