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	<title>Giovani Comunisti Pavia</title>
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	<description>Federazione Ferruccio Ghinaglia</description>
	<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:12:08 +0000</pubDate>
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		<title>Presidio Elnagh: l&#8217;ipocrisia della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:12:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Elezioni e Partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa lettera è stata pubblicata su la Provincia Pavese del 6 gennaio 2012. 
Immaginiamo che dagli operai della Sea-Elnagh chiunque affermi di  mettersi a disposizione della loro causa venga ben accettato.
Pare che  l&#8217;AD di SEA abbia dichiarato che i costi dello stabilimento di Trivolzio  siano insostenibili, mentre in altri due stabilimenti, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa lettera è stata pubblicata su </em>la Provincia Pavese<em> del 6 gennaio 2012. </em></p>
<p>Immaginiamo che dagli operai della Sea-Elnagh chiunque affermi di  mettersi a disposizione della loro causa venga ben accettato.</p>
<p>Pare che  l&#8217;AD di SEA abbia dichiarato che i costi dello stabilimento di Trivolzio  siano insostenibili, mentre in altri due stabilimenti, quello toscano e  quello umbro, siano decisamente più vantaggiosi. Il contratto aziendale  della SEA di Trivolzio prevede: quattordicesima, permessi aggiuntivi  per visite mediche e altri &#8220;benefit&#8221; che il contratto nazionale dei  metalmeccanici non prevede. Ma la cosa che rende quel contratto per  certi versi &#8220;atipico&#8221; è il fatto che tutti i contratti a tempo  determinato dopo 20 mesi, anche non continuativi, devono essere  obbligatoriamente rivisti e sottoscritti a tempo indeterminato. Di  questi tempi una conquista degna di nota e rispetto.</p>
<p>Bene, tutto questo  invece risulta penalizzante perchè troppo oneroso per la proprietà  (ricordiamo che la proprietà è un fondo e che della produzione non  interessa un granché; al fondo interessa spendere di meno per  guadagnare di più così da avere dividendi più alti).</p>
<p>Chi ha permesso  alla SEA di applicare ai dipendenti degli stabilimenti toscano e umbro,  contratti interinali, a termine, utilizzo di cooperative di comodo o  altre forme che risultino più vantaggiose dal punto di vista del  risparmio economico all&#8217;azienda produttrice di camper? Dopo il pacchetto  Treu (centrosinistra) che ha smosso le acque del mercato del lavoro, è  arrivato il Ministro del Lavoro targato Lega Nord, Roberto Maroni: oltre  40 forme di contratti atipici e a termine. In ultimo troviamo  l&#8217;amatissimo Ministro Sacconi (centrodestra). Qui le forme contrattuali  atipiche riprendono quota, superando il numero di 50.</p>
<p>Ora ci chiediamo  se la lettera comparsa su questa stessa rubrica il 28 dicembre a firma  del consigliere regionale Angelo Ciocca, sia stata fatta a titolo  personale o come esponente della Lega Nord, partito che con suoi  esponenti di punta ha contribuito alla stesura delle leggi che hanno  cambiato il mercato del lavoro. Quello dichiarato nella lettera del  consigliere regionale è l&#8217;antitesi di quello che il suo partito ha  praticato negli anni e che non ci è parso lui abbia mai criticato. Nel  frattempo veniamo a conoscenza che il sindaco Leghista di Lesmo dichiara  che la cassa in deroga è immorale (magari lui ha più incarichi e tutti  retribuiti) e chiede al prefetto di sgomberare i lavoratori Yamaha in  presidio da mesi. Questo sindaco e Ciocca devono essere iscritti a  partiti diversi, se no non si spiegano questi giudizi diametralmente  opposti sugli stessi problemi.</p>
<p align="right"><em>Alaa Nasser<br />
segretario Rifondazione Comunista - FdS Pavia</em></p>
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		<title>Elnagh: storia di ordinario capitalismo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alevillari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina fuori dai cancelli della Elnagh, una fabbrica che produce camper a Trivolzio, vicino a Pavia, erano radunati una cinquantina di lavoratori e attivisti. Avevano eretto una barricata di fortuna per impedire che dallo stabilimento, che presidiano da ormai due settimane, venissero portati via alcuni dei circa duecento veicoli già assemblati: a quanto pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-12-091506.jpg" title="Non vincete voi!"><img src="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-12-091506.thumbnail.jpg" alt="Non vincete voi!" align="right" /></a>Questa mattina fuori dai cancelli della Elnagh, una fabbrica che produce camper a Trivolzio, vicino a Pavia, erano radunati una cinquantina di lavoratori e attivisti. Avevano eretto una barricata di fortuna per impedire che dallo stabilimento, che presidiano da ormai due settimane, venissero portati via alcuni dei circa duecento veicoli già assemblati: a quanto pare sono stati già venduti e sono l&#8217;unico oggetto nello stabilimento che abbia un qualche valore per il padrone.La storia dell&#8217;azienda merita qualche riga. Fondata nel 1950, la Elnagh è uno dei più antichi e importanti produttori di camper in Italia: i suoi operai hanno un bagaglio di conoscenze e abilità tali da farne quasi degli artigiani, capaci però ancora in quest&#8217;ultimo periodo di sfornare una decina di veicoli al giorno pur lavorando a orario ridotto. In passato hanno condotto lotte sindacali importanti, tanto da aver ottenuto la quattordicesima (non prevista dal loro contratto nazionale, il metalmeccanico) e soprattutto la stabilizzazione automatica di tutti i precari.</p>
<p>Circa un anno fa, l&#8217;azienda è stata acquisita dal Gruppo SEA che, come recita il sito ufficiale, &#8220;con 300 milioni di fatturato, oltre 1000 dipendenti, è il piu&#8217; grande produttore italiano, il terzo in europa, nel settore del turismo itinerante.&#8221; Da allora sono cominciati i guai. Le commesse non mancano ma la produzione viene gradualmente spostata da Trivolzio agli altri stabilimenti del gruppo in Val d&#8217;Elsa (Toscana) e a S. Giustino (al confine tra Umbria e Toscana), dove il costo del lavoro è inferiore per la minore anzianità e combattività dei dipendenti e per l&#8217;utilizzo, specialmente nella fabbrica di S. Giustino, di manodopera precaria.</p>
<p>Due settimane fa tutti i 130 lavoratori dello stabilimento, salvo qualche impiegato addetto alla contabilità, ricevono la comunicazione del licenziamento, che avrà efficacia al termine dei 75 giorni di consultazioni obbligatorie. Fino alla seconda metà di febbraio riceveranno lo stipendio, ma poi la fabbrica chiuderà definitivamente i battenti. Il padrone, tale Maurizio De Costanzo accolto con una salva di meritatissimi insulti al tentativo di presentarsi in azienda nei giorni successivi all&#8217;annuncio, rifiuta ogni trattativa fino a quando non sarà levato il presidio: vuole poter accedere ai camper immagazzinati nel parcheggio dello stabilimento, un parco di circa 200 veicoli per un valore di non meno di mezzo milione di Euro. L&#8217;unica proposta &#8220;conciliativa&#8221; avanzata è quella di trasformare la fabbrica in&#8230; show room: proposta immediatamente respinta al mittente dal momento che a conservare il posto sarebbero non più di una trentina di persone e tra questi, prevedibilmente, quasi nessuno degli operai.</p>
<p><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-12-160644.jpg" title="RSU Elnagh"><img src="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-12-160644.thumbnail.jpg" alt="RSU Elnagh" align="left" /></a>Il presidio al momento resiste e merita tutta la solidarietà possibile. I lavoratori sono pronti a resistere a ogni tentativo del padrone di portar via i camper, nonostante i consigli pelosi di certi funzionari sindacali (della CISL, manco a dirlo) che suggeriscono di lasciar portare fuori i mezzi per poter intavolare una trattativa: come se il datore di lavoro avesse qualsiasi interesse a trattare una volta recuperato il bottino che gli preme avere!</p>
<p>Ma come si è arrivati a questo punto? Fatte due ricerche in rete, la spiegazione è abbastanza semplice. Il fatto è che il Gruppo SEA, che ha comprato la Elnagh da circa un anno, è a sua volta controllato, dal 2005, da una finanziaria, la Bridgepoint, che si definisce &#8220;uno dei principali gruppi internazionali di private equity concentrato nell&#8217;acquisizione di aziende leader di mercato in cui possa essere creato valore significativo sotto la proprietà di Bridgepoint&#8221;. Ecco che cosa fa Bridgepoint, sempre secondo quanto si legge nel loro sito: &#8220;Cerchiamo di investire in attività che combinino la solidità esistente (in termini di quota di mercato, diversificazione, solidità del marchio, qualità dei prodotti o servizi e gestione di primo livello) con la capacità di ulteriore rafforzamento tramite l&#8217;espansione tra i confini, miglioramento operativo, strategie di reindirizzo, e acquisizioni aggiuntive.&#8221; La sottolineatura è mia: si tratta proprio del tipo di misure che stanno costando il lavoro ai 130 dipendenti di Trivolzio. Ma è precisamente grazie a questo tipo di operazioni che Bridgepoint ha raccolto finora &#8220;oltre €12 miliardi di capitale affidatoci e siamo orgogliosi di contare molte delle istituzioni leader mondiali nella nostra rosa di investitori.&#8221; Sono orgogliosi, gli stronzi.</p>
<p>Lo schema, insomma, è questo: il fondo di investimento compra pacchetti azionari di controllo di altre società, come il Gruppo SEA; a quel punto utilizza il controllo così acquisito per massimizzare i profitti che se ne possono trarre, in modo da far lievitare il valore delle azioni, in modo da poter distribuire la rendita tra gli investitori che aderiscono al fondo e poterci fare su anche un po&#8217; di cresta. Non è che si debba essere dei grandi maghi della finanza per far questo: il modo più semplice, specialmente in periodi di crisi, è concentrare la produzione sugli stabilimenti meno costosi e chiudere gli altri. Al fondo di investimento e agli investitori non interessa affatto se il prezzo della loro rendita è la vita di qualche centinaio (considerando la sola Elnagh: ma quante ce ne sono al mondo?) di persone. Si può biasimarli?</p>
<p>Alla fine, per dirla tutta, non più di tanto: in fondo questa è precisamente l&#8217;essenza del sistema capitalista. Se non fosse Bridgepoint o il Gruppo SEA, sarebbe necessariamente qualcun altro a occupare esattamente lo stesso spazio.</p>
<p><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-17-143717.jpg" title="Lavoratori Elnagh attorno al fuoco"><img src="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-12-17-143717.thumbnail.jpg" alt="Lavoratori Elnagh attorno al fuoco" align="right" /></a>Occorre allora cambiare del tutto prospettiva e chiedersi se sia accettabile socialmente un sistema economico che ha come pietra angolare - non certo come sottoprodotto marginale - lo sfruttamento e la miseria di milioni di persone. Il caso della Elnagh di Trivolzio merita di essere conosciuto anche per questo motivo, perché rappresenta un esempio praticamente puro del funzionamento normale del sistema economico in cui viviamo. Siamo davvero disposti a continuare ad accettarlo come l&#8217;unico possibile?</p>
<p><a href="http://www.avvocatolaser.net" target="_blank">Alessandro Villari</a></p>
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		<title>Solidarietà agli operai della Elnagh</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 18:04:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni siamo stati a Trivolzio al presidio della Elnagh, la ditta che ha deciso di licenziare 130 persone.
I responsabili dicono che non c&#8217;era alternativa, ma la verità è che vogliono solo trasferire la produzione in Toscana per convenienza. Infatti in Toscana utilizzerebbero contratti precari (contrariamente a quello che accadeva a Pavia) che porteranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">In questi giorni siamo stati a Trivolzio al presidio della Elnagh, la ditta che ha deciso di licenziare 130 persone.</font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">I responsabili dicono che non c&#8217;era alternativa, ma la verità è che vogliono solo trasferire la produzione in Toscana per convenienza. Infatti in Toscana utilizzerebbero contratti precari (contrariamente a quello che accadeva a Pavia) che porteranno vantaggi economici all&#8217;azienda.</font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">La Elnagh produce camper da 60 anni e gli operai sono specializzati e lavorano con competenza, ma l&#8217;azienda preferisce lasciarli a casa pur di avere maggiore profitto. </font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">A loro non importa di avere rovinato 130 famiglie. In alcuni casi marito e moglie lavoravano entrambi nell&#8217;azienda e ora non avranno più un lavoro. Come vivranno? Come manterrano i figli? Questo all&#8217;aministratore delegato non importa.</font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">Ora i lavoratori sono in presidio permanente e lottano con dignità per riavere il loro posto.Non chiedono buone uscite o ammortizzatori: chiedono di lavorare!</font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma">Noi Giovani Comunisti (Rifondazione Comunista) esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Elnagh.</font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><font style="line-height: normal" class="ecxApple-style-span" size="2" face="Tahoma"><br style="line-height: 17px" /></font></p>
<p style="line-height: 17px; color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI',Tahoma,Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 13px"><span style="font-family: Tahoma; line-height: normal; font-size: small" class="Apple-style-span">Giovani Comunisti Pavia</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo governo, stessa politica</title>
		<link>http://www.giovanicomunistipavia.org/nuovo-governo-stessa-politica</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>power</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Elezioni e Partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Berlusconi se n&#8217;è andato sotto la pressione del capitale nazionale e internazionale.
E&#8217; il momento del governo Monti, ma per noi la musica è sempre la stessa. Monti rappresenta la finanza mondiale e porterà avanti il programma della BCEe dell&#8217;FMI. Egli rimpiazza Berlusconi, ma le politiche che si accinge a praticare, come lui stesso afferma, saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/11/monti-1.jpg" style="color: #000000; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 16px; line-height: 20px" title="monti-1.jpg"><img src="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/11/monti-1.thumbnail.jpg" alt="monti-1.jpg" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/11/monti-1.jpg" style="color: #000000; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 16px; line-height: 20px" title="monti-1.jpg"><span style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px" class="Apple-style-span">Berlusconi se n&#8217;è andato sotto la pressione del capitale nazionale e internazionale.</span></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>E&#8217; il momento del governo Monti, ma per noi la musica è sempre la stessa. Monti rappresenta la finanza mondiale e porterà avanti il programma della BCEe dell&#8217;FMI. Egli rimpiazza Berlusconi, ma le politiche che si accinge a praticare, come lui stesso afferma, saranno in piena continuità con quelle del suo predecessore.</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Le banche e la finanza mondiale hanno provocato la crisi e ora vorrebbero farla pagare a noi, tramite misure di lacrime e sangue.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Monti ha dichiarato profondo apprezzamento per la Riforma Gelmini e il Modello Marchionne: “..Grazie alla loro determinazione <em>(di Gelmini e Tremonti, ndr)</em>, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili..&#8221; <em>(Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011).</em>Questa è una chiara dimostrazione di continuità.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Se il PD già prima non faceva una reale opposizione, adesso appoggia il governo Monti, senza la minima critica.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>La Lega si presenta come una finta opposizione, chiedendo elezioni immediate e criticando Monti. Lamentano che Monti non abbia fatto nulla per la disoccupazione, ma dimenticano di dire che loro sono stati al governo fino a ieri, appoggiando le politiche di Berlusconi.</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Le prime misure si possono leggere nel testo del maxiemendamento al disegno di legge di stabilità, approvato i primi di novembre dal Senato, che vede applicare le misure imposte dall&#8217;Unione Europea:</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">obbligo del pareggio di bilancio per tutti i conti pubblici: da quelli dello Stato a quelli di regioni, province e comuni (quindi tagli ai servizi)</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative, come la libertà di licenziamento nel settore pubblico e privato e la demolizione dell&#8217;articolo 18</p>
</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>innalzamento dell&#8217;età pensionabile</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">intenzione di portare avanti le grandi opere come la Tav (costo 35 miliardi di euro)</p>
</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>spese per armamenti e guerre (39,1 miliardi di euro annui)</li>
<li>Tra il 2012 e il 2014 sono previsti tagli all&#8217;istruzione pubblica per 13.683 miliardi di euro (che si aggiungono agli 8 miliardi tagliati con la Riforma Gelmini)</li>
</ul>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><span style="text-decoration: underline" class="fbUnderline"><strong>Il nostro programma:</strong></span></p>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">no all&#8217;aumento dell&#8217;età pensionabile e una pensione minima degna;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">no al pagamento del debito: noi non abbiamo creato il debito e non lo dobbiamo pagare;</p>
</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>drastici tagli alle spese militari: i soldi risparmiati vanno usati per la scuola e l&#8217;università pubblica;</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>no alle grandi e inutili opere come la TAV: i soldi risparmiati vanno usati per migliorare i trasporti locali;</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>taglio di tutti i finanziamenti a scuola e sanità privata e loro utilizzo per scuola e sanità pubblica;</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>difesa dell&#8217;articolo 18: è necessario rimettere al centro il Contratto nazionale, con aumenti salariali e un salario minimo garantito;</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>ripristino della scala mobile;</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 25px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; text-align: left">
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 1.5em; margin: 0px">dimezzamento degli stipendi delle caste e imposizione di un tetto agli stipendi dei manager</p>
</li>
</ul>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>Giovani Comunisti Pavia</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Volantino più-che-indignato sul debito</title>
		<link>http://www.giovanicomunistipavia.org/volantino-piu-che-indignato-sul-debito</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 09:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mv</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

		<category><![CDATA[Volantini]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo volantino è stato prodotto dai &#8220;Più che Indignati&#8221; di Pavia. Spiega perché secondo noi non bisogna pagare il debito pubblico.
Clicca per leggerlo!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volantino è stato prodotto dai &#8220;Più che Indignati&#8221; di Pavia. Spiega perché secondo noi non bisogna pagare il debito pubblico.</p>
<p><a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/11/volantino-debito.png" title="Volantino debito pubblico"><img src="http://www.giovanicomunistipavia.org/wp-content/uploads/2011/11/volantino-debito.thumbnail.png" alt="Volantino debito pubblico" />Clicca per leggerlo!</a></p>
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		<title>Sono figlia di un operaio, certe logiche non le capisco quindi le rifiuto. Io sono abituata a lottare.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>power</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

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		<description><![CDATA[Per anni ho visto mio papà soltanto nei fine settimana. Per anni, la domenica pomeriggio ho visto mia mamma preparargli con cura e amore la valigia per una settimana. Per anni, la domenica sera si accompagnava il papà a prendere l’autobus. E lo si vedeva rientrare il venerdì sera. Distrutto da ore di lavoro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Per anni ho visto mio papà soltanto nei fine settimana. Per anni, la domenica pomeriggio ho visto mia mamma preparargli con cura e amore la valigia per una settimana. Per anni, la domenica sera si accompagnava il papà a prendere l’autobus. E lo si vedeva rientrare il venerdì sera. Distrutto da ore di lavoro e alienato dal lavoro sempre uguale.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Per anni non ho capito perché il mio papà era costretto a partire tutte le domeniche per poter lavorare. E farsi centinaia di chilometri ogni domenica ed ogni venerdì.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">“Qui non c’è lavoro” – mi spiegava mia mamma quando mi vedeva appiccicata al finestrino della macchina mentre guardavo l’autobus che portava via mio papà insieme ad altri tanti operai - “Il papà deve andar via per forza, lavorare è importante per mangiare, vestirsi, andare a scuola” – spiegava mia mamma a me e al mio piccolo fratellino.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Ma il venerdì, a casa mia era una festa, e quando il papà rientrava la mamma preparava sempre delle cene buonissime e si passava la serata davanti al camino, tutti insieme.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Per anni, mio papà, dedito al lavoro ha sacrificato la possibilità di stare tutte le sere con noi, a casa. E l’ha fatto – mi ha spiegato più tardi – perché ha sempre creduto nel valore del lavoro. Valore così poco rispettato in Meridione. E non è mai voluto scendere a compromessi. Per questo motivo piuttosto che accettare condizioni di lavoro pessime e piuttosto che vedere i propri diritti calpestati, ha sempre rinunciato al tempo da condividere con noi. Per anni. Per 25 anni. Per un salario minimo, ma garantito. Quando la crisi lavorativa riguardava più il Sud che il Nord dell’Italia.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto soffrire, quando si è trovato nelle condizioni di dirmi che il suo stipendio non gli permetteva di concedermi le vacanze, d’estate.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto soffrire quando ci doveva spiegare che il suo stipendio non ci permetteva di andare a mangiare fuori il sabato sera ma che forse la pizza era meglio prenderla e mangiarla a casa.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto soffrire quando ha dovuto dirmi qualche anno fa: “La laurea specialistica magari si può rimandare di qualche anno, eh? Tuo fratello è ancora al liceo e il mio stipendio non basta per tutto”.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto soffrire quando ho comprato la macchina e ho dovuto fare un finanziamento con la mia prima busta paga perché i risparmi dei miei genitori erano stati utilizzati per i miei tre anni di università.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto preoccupato quando la crisi stava diffondendosi anche al Nord. E i primi a pagarne le spese erano gli operai, tra cui lui. Mio padre.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto amareggiato, quando è arrivata la cassa integrazione. E l’ho visto ancora più afflitto quando è arrivata la mobilità perché a differenza della cassa integrazione che illude gli operai del fatto che potrebbero essere re-integrati a lavoro, la mobilità non è alternativa al licenziamento, lo presuppone.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto sentirsi sconfitto quando un giorno mi ha detto: “Nemmeno il sindacato in cantiere ci difende, è d’accordo con i padroni”.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’ho visto distrutto, quando a 53 anni è rimasto senza lavoro.  L’ho visto sentirsi umiliato quando, cercando lavoro, imprenditori e padroni gli hanno detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">E mi sento male tutte le volte che sento politici e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, tutte le volte che sento politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, tutte le volte che vedo sindacati firmare accordi a scapito degli operai. Mi sento male tutte le volte che sento dire che la soluzione alla crisi è la flessibilità lavorativa.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Il mio sangue ribolle nelle vene quando leggo editoriali di noti economisti “esperti” risolutori di questa crisi che dicono che la “difesa del posto di lavoro” deve essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, e i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”.  E ancora: il lavoratore, i cui salari sono ormai ridotti al minimo, non necessita più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma deve solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte. Traduzione: il tempo libero di un operaio non ha alcun valore, perché non è correlato al denaro.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Provo vergogna per alcuni sindacati, per alcuni partiti di sinistra, per gente che non comprende il reale significato di questa crisi che si protrae da 20 anni.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Io oggi ho quasi 30 anni e provo imbarazzo nei confronti di mio padre che ha sempre riposto fiducia nelle possibilità reali di cambiamento, che mi ha trasmesso il valore reale delle lotte per i diritti, che mi ha insegnato a non abbassare la testa, che mi ha educata secondo una logica NON borghese, che mi ha insegnato che cosa è la dignità.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Provo imbarazzo quando partiti cosiddetti di *sinistra* appoggiano proposte come il libero licenziamento e quindi l’abolizione dell’art. 18.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Provo rabbia di fronte ad un governo terrorista: un governo tecnico, un governo unico delle banche. Un governo nelle mani di uno che ha contribuito alla crisi dell’Italia.  Provo rabbia di fronte a quelle complici opposizioni che danno a banchieri e padroni gli strumenti per licenziare, derubare e affamare la povera gente.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Provo rabbia e tristezza nello stesso tempo. Ed è per questo che ora più che mai mi tornano in mente le parole di Marx:</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">“<em>Eppure, tutta la storia dell&#8217;industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione</em>”</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Ieri sera mio padre al telefono mi ha detto: “Ed ora cosa cambierà dopo il capolinea di Berlusconi?”</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Io un po’ imbarazzata gli ho detto: “Beh, bisogna che ci mobilitiamo tutti. C’è da ribellarsi di fronte a qualsiasi forma di governo che procede sulla stessa linea del precedente!”</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">“Hai ragione” – mi ha risposto – “ne va della nostra dignità!”</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Eh già. La dignità. Non ci avevo pensato. Mio padre lo sa bene che cosa è la dignità. E’ un operaio.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>Manuela Cibellis,</strong></p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 18px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>compagna dei Giovani Comunisti </strong></p>
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		<item>
		<title>Solidarietà ai 57 denunciati per l&#8217;occupazione dell&#8217;Ex-Mondino</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>power</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[I  Giovani Comunisti pavesi esprimono la loro solidarietà ai 57 ragazzi  denunciati per l&#8217;occupazione dell&#8217;ex-Mondino avvenuta quest&#8217;inverno. Le  denunce, al pari dello sgombero avvenuto il 12 febbraio, sono  espressione della repressione che il sistema liberale fa di qualsiasi  forma di dissenso attivo. Inoltre l&#8217;occupazione è da inserire  nell&#8217;ambito della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{"><span class="messageBody translationEligibleUserMessage" data-ft="{">I  Giovani Comunisti pavesi esprimono la loro solidarietà ai 57 ragazzi  denunciati per l&#8217;occupazione dell&#8217;ex-Mondino avvenuta quest&#8217;inverno. Le  denunce, al pari dello sgombero avvenuto il 12 febbraio, sono  espressione della repressione che il sistema liberale fa di qualsiasi  forma di dissenso attivo. Inoltre l&#8217;occupazione è da inserire  nell&#8217;ambito della mobilitazione studentesca dello scorso anno e non può  essere ridotta all&#8217;azione di pochi. E&#8217; stata una delle tante espressioni  di protesta, che potevano prendere piede in quel periodo e che, alla fine  dei conti, non ha danneggiato nessuno. I ragazzi coinvolti hanno  occupato lo stabile per portare avanti la condivisibile istanza di  mancanza di spazi, non soltanto per i giovani, ma anche come aree di  sviluppo di modelli alternativi alla società liberale.<br />
Inoltre avevano il progetto di adibire parte dello stabile a residenza universitaria autogestita.<br />
Senza entrare nel merito del “come” gestire una simile struttura,  riteniamo fondamentale sottolineare la mancanza di servizi per gli  studenti.<br />
Gli studenti universitari sono un&#8217;ampia fetta della  popolazione pavese e sono un&#8217;ottima risorsa da sfruttare. Le strutture  presenti (come i colleggi Edisu) non sono assolutamente sufficienti,  così in molti fuori sede si ritrovano ad affrontare il costo di affitti costosissimi. L&#8217;istruzione dovrebbe essere un diritto e invece ci si  ritrova davanti a un&#8217;infinità di ostacoli economici.<br />
Ancora una  volta la risposta alle esigenze dei giovani cittadini non è un orecchio  teso ad ascoltare i bisogni di una città universitaria, che sta perdendo  sempre più la sua capacità di aggregazione culturale, ma una rigida  chiusura repressiva, che, invece di interessarsi delle problematiche dei  cittadini, criminalizza qualsiasi voce fuori dal coro.</span></h6>
<p>Giovani Comunisti Pavia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato sulla manifestazione del 15 ottobre a Roma</title>
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		<comments>http://www.giovanicomunistipavia.org/comunicato-sulla-manifestazione-del-15-ottobre-a-roma#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 17:00:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

		<category><![CDATA[indignati]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dalla manifestazione degli indignati a Roma, registriamo, senza sorpresa, le mosse del governo. Ancora una volta, la risposta a una manifestazione di piazza molto partecipata sembra essere la repressione. Inoltre i media hanno parlato tantissimo degli scontri e delle frange più violente presenti al corteo, senza cercare di capire cosa sia successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla manifestazione degli indignati a Roma, registriamo, senza sorpresa, le mosse del governo. Ancora una volta, la risposta a una manifestazione di piazza molto partecipata sembra essere la repressione. Inoltre i media hanno parlato tantissimo degli scontri e delle frange più violente presenti al corteo, senza cercare di capire cosa sia successo realmente, distogliendo l&#8217;attenzione dalle questioni più importanti: le idee, le ragioni e le proteste di un popolo stanco di essere sfruttato.</p>
<p>Chi di noi era a Roma ha potuto vedere e sentire di comportamenti della polizia che lasciano perplessi: attaccare manifestanti che si trovavano in Piazza San Giovanni, ma lasciare correre indisturbati individui che compivano azioni inutili di distruzione di banche ed esercizi commerciali. La nostra ipotesi è che, almeno in parte, si sia usata la stessa tattica di Genova 2001 e di molte altre occasioni: il governo tenta di infiltrare gruppi violenti all&#8217;interno dei movimenti, per avere la scusa di caricare la folla, facendo in modo di dirottare l&#8217;attenzione dei media dalle ragioni della protesta alla &#8220;persecuzione del violento&#8221;.</p>
<p>In quanto comunisti, non siamo a prescindere contrari alla violenza usata come forma di dissenso, ma, in questo caso, pensiamo che chiunque abbia incendiato macchine o bancomat abbia poco a che fare con le ragioni della protesta. Azioni del genere, isolate e fini a se stesse, non portano a nulla, se non all&#8217;aumento delle distanze tra i manifestanti. Invece siamo solidali con le persone che sono state caricate ingiustamente in Piazza San Giovanni. Questo dimostra l&#8217;importanza di organizzare democraticamente dei servizi d&#8217;ordine affinché i cortei di massa siano difesi dagli attacchi della polizia così come dalle provocazioni. Qualcosa del genere si è iniziato a vederlo negli spezzoni più politicizzati e sindacalizzati in fondo al corteo.</p>
<p>Riteniamo che il primo da condannare sia il governo, che, tramite tagli alla spesa sociale e misure sempre più degne di regimi dittatoriali, prima ha creato l’attuale situazione socio-economica e ora utilizza provvedimenti reazionari per mettere tutto a tacere.</p>
<p>Nell’attuare questa strategia il governo trova poi sponda nella cosiddetta &#8220;opposizione parlamentare&#8221;: infatti, Di Pietro è il primo a pretendere misure più rigide, dicendo che è necessaria una &#8220;legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell&#8217;arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado&#8221;. Una proposta che piace moltissimo a Maroni e al resto del governo.</p>
<p>Interviene anche Alemanno, proibendo le manifestazioni sul territorio romano per un mese, proprio in prossimità della manifestazione nazionale dei metalmeccanici, convocata dalla FIOM per oggi, 21 ottobre.</p>
<p>Noi siamo contrari alla repressione e troviamo inaccettabili tali proposte. Crediamo fermamente che il vero sopruso stia nell’impedire a un popolo di manifestare liberamente le proprie idee e nel censurare regolarmente la verità dei fatti. Infine secondo noi la forma suprema di violenza risiede nella volontà di governo, parlamento e imprenditori di concertare ed attuare una politica atta a ridurre il paese nella disastrosa situazione in cui versa oggi.</p>
<p align="right"><em>i Giovani Comunisti di Pavia</em></p>
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		<title>Novantanove per cento</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:04:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la riflessione di un compagno di Rifondazione Comunista di Pavia sui fatti del 15 ottobre 2011.
Da Roma a New York, da Londra a Sidney, da Madrid a Taipei, da Atene a  Tel Aviv e oltre: sabato più di un milione di persone si è riversato  nelle strade di tutto il mondo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la riflessione di un compagno di Rifondazione Comunista di Pavia sui fatti del 15 ottobre 2011.</em></p>
<p>Da Roma a New York, da Londra a Sidney, da Madrid a Taipei, da Atene a  Tel Aviv e oltre: sabato più di un milione di persone si è riversato  nelle strade di tutto il mondo per denunciare un sistema economico  basato sullo sfruttamento e sul profitto, a favore dell’1% della  popolazione e ai danni dell’altro 99%.Siamo il 99%, e ci siamo stufati: questo è il messaggio che è salito  forte e chiaro dalle piazze fino ai consigli di amministrazione delle  banche e ai governi. Questo è il dato che conta il giorno dopo, quello  da cui ripartire oggi, ed è incomparabilmente più importante di ogni  questione riguardante gli atti di vandalismo e i successivi scontri che  si sono verificati a Roma.</p>
<p>Naturalmente è proprio questo dato che i mezzi di informazione di  tutto il Paese vogliono mettere sotto silenzio, dedicando ogni  centimetro quadrato di spazio e ogni secondo di tempo ai “black bloc”,  mistificando i fatti e creando barriere fittizie tra “buoni” e  “cattivi”. Non c’è nulla di peggio, oggi, che assecondare questa tattica  studiata a tavolino dal governo per depotenziare il movimento,  abbandonandosi a semplificazioni che non aiutano né a capire che cosa  sia successo, né a imparare a gestire meglio la piazza in futuro.</p>
<p>Francamente non mi interessa sapere se tra gli idioti che lungo il  percorso del corteo hanno incendiato delle auto ci fossero infiltrati  della polizia o se fossero tutti quanti idioti genuini: resta il fatto  che quel tipo di comportamenti è servito soltanto da pretesto perfetto  per la polizia per attaccare il corteo, comprese migliaia di  manifestanti “normali”, in Piazza S. Giovanni. Non si possono però  mettere sullo stesso piano le responsabilità di chi – il “blocco nero”  - ha fornito il pretesto per uno scontro perso in partenza con quelle  ben più gravi della polizia (cioè del Ministro degli Interni Maroni) che  quello scontro l’ha messo in atto con la consueta indiscriminata  violenza.</p>
<p>Ma davvero, torniamo da subito a parlare dei contenuti di cui, più o  meno consapevolmente, si sono fatti portatori tutti quelli che sono  scesi in piazza ieri in tutto il mondo, a partire dalle centinaia di  migliaia di Roma. L’obiettivo è che quei contenuti diventino presto  patrimonio condiviso di tutti quelli che da questo sistema economico e  politico hanno solo da perdere: il novantanove per cento.</p>
<p align="right"><em>Alessandro Villari, PRC Pavia</em></p>
<p align="center">Leggi anche il nostro <a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/comunicato-sulla-manifestazione-del-15-ottobre-a-roma">comunicato ufficiale</a></p>
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		<title>15 ottobre 2011 - 200.000 vs 200</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 11:57:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

		<category><![CDATA[indignati]]></category>

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Pubblichiamo la lettera scritta a caldo da un compagno dei GC di Pavia al rientro dalla manifestazione del 15 ottobre 2011 a Roma. 
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Viale Luigi Einaudi va riempiendosi. È l&#8217;una, la partenza del corteo è prevista fra un&#8217;ora e mezza: abbiamo tutto il tempo per cercare il nostro spezzone e assicurarci che sia in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px"></span></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px"><em>Pubblichiamo la lettera scritta a caldo da un compagno dei GC di Pavia al rientro dalla manifestazione del 15 ottobre 2011 a Roma. </em></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Viale Luigi Einaudi va riempiendosi. È l&#8217;una, la partenza del corteo è prevista fra un&#8217;ora e mezza: abbiamo tutto il tempo per cercare il nostro spezzone e assicurarci che sia in una posizione lontana dalle teste calde. Già questo ci fa riflettere: molti di noi hanno visitato svariati blog su internet da cui si capisce chiaramente che ci saranno disordini organizzati, è probabile che l&#8217;abbia fatto anche la polizia, pensiamo. Fra il camion dei Giovani Comunisti e lo spezzone della FIOM vediamo un gruppetto di ragazzi vestiti di nero, dalle intenzioni dubbie. La sentenza è unanime: questi non possono essere manifestanti!</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Ci mettiamo in attesa in fondo al corteo senza renderci conto di quanto la sua massa vada accrescendosi. Passano le ore, verso le tre e mezza iniziano le telefonate da casa: &#8220;hanno incendiato una macchina&#8221;, &#8220;ci sono scontri ai Fori Imperiali&#8221;, ma in fondo al corteo tutto tace.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px"> Sono le quattro e un quarto, molti compagni di Pavia sono seduti sul marciapiede, con un misto di stanchezza e delusione per l&#8217;incomprensibile attesa. Propongo di staccarci dal corteo e di muoverci per vie laterali cercando di raggiungere Piazza S. Giovanni dove è pervisto l&#8217;arrivo della manifestazione. Iniziamo a muoverci compatti, percorriamo tutto Corso Luigi Einaudi colmo di gente e all&#8217;incrocio con Via Cavour notiamo un&#8217;altro gruppo di fascisti infiltrati. Ci allontaniamo percorrendo vie laterali e arriviamo fino a piazza dell&#8217;Esquilino: giù in Corso Cavour ancora si vede il corteo: fermo, la gente canta, fa cori, balla. Dalla piazza vediamo le bandiere sventolare in via Cantoni, poi il percorso del Corteo gira verso il Colosseo e lo perdiamo di vista. Verso la cinque ci dirigiamo verso via Merulana, dalla cima della quale si può osservare cosa succede in fondo, all&#8217;incrocio con via S. Giovanni. La situazione sembra tranquilla, vediamo molta gente, che come noi ha deciso di staccarsi dal corteo, che scende lungo la via.<br />
Passa un gruppetto di attori che inscenano la pantomima di una giornata in borsa, la gente si ferma, guarda, si diverte, applaude. Ad un tratto vediamo gente risalire di corsa, una colonna di fumo alzarsi e camionette della polizia sopraggiungere in fondo alla via. Un fumogeno viene lanciato in aria e d&#8217;istinto la gente fugge.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Attraverso il cortile di un palazzo vedo la polizia arretrare da via Merulana verso piazza S. Giovanni: perchè si ritirano? Le voci si rincorrono, fra cassonetti incendiati la gente parla di caserme date alla fiamme, di palazzi bruciati e tutto stride col clima di attesa che avevamo in Piazza della Repubblica, con la gente che canta, con le bandiere che sventolano, con gli attori che recitano per strada. Raggiungiamo via Emanuele Filiberto: la tensione si sente. Ci dicono che alcuni compagni hanno menato alcuni fascisti infiltrati nel tentativo di isolarli. Ma le notizie giungono frammentate.<br />
Da dove siamo, vediamo a valle le barricate delle camionette della polizia che delimitano piazza S. Giovanni: fumo, petardi, scoppi. <strong>Un signore indica una macchina, ai piedi della quale la strada è macchiata con della vernice rossa. Si china e da sotto il telaio tira fuori una spranga di ferro: come è possibile che la polizia non sapesse nulla?</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Al telefono cerco di raggiungere un compagno: i manifestanti hanno cercato di impossessarsi della piazza per isolare i fascisti, ma la polizia ha diviso la massa e ora i pacifisti si trovano fra i fascisti e la polizia. Passano le ambulanze. Si dice che un compagno sia stato investito da una camionetta della polizia, che un&#8217;altra abbia fatto un frontale (ma non si capisce con cosa) e che un ragazzo del servizio d&#8217;ordine abbia perso alcune dita nel tentativo di allontanare un petardo dalla polizia. Insieme decidiamo di scendere verso piazza S. Giovanni, fra il fumo dei cassonetti dati alle fiamme. La polizia sta chiudendo le via di fuga e decidiamo di tornare alla metro e quindi al pullman. La delusione è tanta. Quanta gente eravamo? Facendo grossolane proporzioni fra le persone partite da Pavia (circa 100) e la popolazione d&#8217;Italia possiamo stimare la presenza di qualche decina di migliaia di persone. Quanto è &#8220;qualche&#8221;? È verosimile 10-15-20: eravamo almeno 200 mila persone pacifiche in strada e per colpa di duecento stronzi fascisti la manifestazione sembra essere fallita. I primi commenti che facciamo sono autocritici: com&#8217;è possibile che il nostro Partito non abbia un servizio d&#8217;ordine in grado di isolare questi animali? Com&#8217;è possibile che tutti sapevano che ci sarebbero stati scontri e nessuno è intervenuto? Mi hanno raccontato che dalla diretta TV si è vista la polizia attaccare persone sedute per terra. Non so se sia vero e non voglio crederci. Però la riflessione finale parte da qui: Perchè sempre in Italia? Perchè si ha sempre la sensazione che la tattica usata sia la stessa di Genova 2001 nel tentativo di screditare un movimento di massa? Perchè la polizia non si è accorta che c&#8217;erano spranghe e molotov nascoste ovunque? Perchè la polizia non ferma le persone coi caschi? Perchè nessuno dice che c&#8217;erano centinaia di migliaia di persone che hanno cercato di fronteggiare i fascisti e che la polizia lo ha impedito?</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Questo articolo ( <strong>http://www.repubblica.it/politica/2011/10/16/news/errori_polizia-23310861/?ref=HREA-1</strong> ) racconta abbastanza bene il clima e le ragioni. I disordini sono stati fatti da FASCISITI e qualcuno ha delle responsabilità:</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px"><em>[Date le male interpretazioni di alcuni, oggi - 18 ottobre 2011 - aggiungo questo punto per fare chiarezza: con queste domande sulla polizia non stiamo sostenendo che le forze dell&#8217;ordine dovessero intervenire, ma stiamo facendo delle osservazioni sulla possibilità che mentre in Piazza San Giovanni abbiano caricato compagni che non facevano nulla, in alcuni casi abbiano lasciato correre. Questo è avvenuto perché alcuni degli incappucciati erano infiltrati? Non lo sappiamo, ma è un&#8217;ipotesi che non ci sentiamo di escludere, Genova 2001 dimostra che è possibile, NdR]</em></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">1) In primo luogo il mio Partito e tutte le associazioni che hanno partecipato non possono permettersi di organizzare manifestazioni con 200 mila persone senza avere un serivzio d&#8217;ordine adeguato.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">2) La repsonsaiblità maggiore è però della polizia che non ha garantito controlli (come dimostrano le svariate armi ritorvate nascoste sotto le macchine) e una preparazione idonea agli allarmi che provenivano dai diversi blog in rete.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">Anche i politici rappresentanti dei poteri forti questa volta sono cauti. Parlano di infiltrati, fanno distinzioni, cercano di spendere parole di comprensione per i manifestanti. <strong>Non basta!!</strong> È troppo evidente che a qualcuno fa comodo poter distogliere l&#8217;attenzione dalla manifestazione, glissare sulla rabbia pacifica che ieri serpeggiava per le strade eppure non possono permettersi di alimentarla ulteriormente facendo un minestrone unico. Non può permetterselo neppure il fascista Maroni, che, dal suo ruolo di partito di governo di opposizione, parla apertamente di infiltrati.<strong> Il movimento non può assopirsi</strong>. Sappiamo che la maggiorparte della popolazione capirà come sono andate le cose. Ed è proprio contro chi cerca di sminuire e di adombrare la massiccia partecipazione di ieri, cercando anche di attirarne il consenso con frasi ipocrite, che andremo avanti.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px"><strong>Proseguiamo a Pavia la mobilitazione di massa scoppiata ieri in tutto il mondo con un&#8217;assemblea generale del movimento cosiddetto &#8220;indignato&#8221; per venerdì prossimo, 21 ottobre, alle ore 21. Provvisoriamente come luogo indichiamo il Commons di via Bligny 83.</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin: 0px" align="right"><em>un compagno di Pavia che era a Roma</em></p>
<p align="center">Leggi anche il nostro <a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/comunicato-sulla-manifestazione-del-15-ottobre-a-roma">comunicato ufficiale</a></p>
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