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	<title>Giovani Comunisti Pavia</title>
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	<description>Federazione Ferruccio Ghinaglia</description>
	<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:48:06 +0000</pubDate>
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		<title>Continua la politica intimidatoria della giunta: multati per aver chiesto il bis ad un concerto.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:15:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mercoledì sera 3 minuti dopo la fine del concerto della rassegna UMF conclusosi entro i tempi consentiti dal Comune, i vigili, presenti in borghese fin dall&#8217;inizio, hanno puntato 4 ragazzi che cantavano per chiedere il bis e hanno verbalizzato 4 multe per schiamazzi notturni.
La giunta di Cattaneo mostra ogni giorno di più la sua vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333"><span style="font-size: 11px; line-height: 14px"></span></font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Mercoledì sera 3 minuti dopo la fine del concerto della rassegna UMF conclusosi entro i tempi consentiti dal Comune, i vigili, presenti in borghese fin dall&#8217;inizio, hanno puntato 4 ragazzi che cantavano per chiedere il bis e hanno verbalizzato 4 multe per schiamazzi notturni.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">La giunta di Cattaneo mostra ogni giorno di più la sua vera faccia: una giunta che vuole soffocare le realtà giovanili che non si allineano alle sue politiche; che ogni mese appare sui giornali in relazione a qualche scandalo speculativo; che si propone paladina delle libertà per giustificare le adesioni ufficiali alle iniziative di Forza Nuova e l&#8217;apertura di locali nazisti come il Clubhouse88.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Ma è una giunta che relega gli studenti, che producono il 17% del pil cittadino, all&#8217;ultimo posto delle sue politiche perchè il consenso degli studenti non si traduce in voti.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Già due anni fa, all&#8217;UMF, i vigili intervennero sia per imporre i tempi concessi dal Comune, sia prendendosela con un ragazzo che aveva osato pronunciare dal palco una frase contro un assessore.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Non c&#8217;è stata però la stessa premura per le serate al Castello improntate al consumismo del Pavia Music Festival, organizzato da esponenti della maggioranza consiliare, e per le iniziative di CL. Allora non si registrò nessun intervento dei vigili, così come non ce ne sono mai stati alle inizizative piegate per sopravvivere ai rigidi dettami imposti dall&#8217;amministrazione.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Gli interventi dei vigili servono a intimidire i giovani, per far fallire i successivi eventi, ma anche a poter dimostrare la tesi che le piazze del centro sono inadatte ad essi. I vigili dipendono direttamente dalla giunta e la loro presenza in borghese fin dall&#8217;inizio del concerto, dimostra che questa è stata un&#8217;azione premeditata!</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Pensiamo che a partire da qui, si possa costruire un&#8217;opposizione forte e propositiva all&#8217;ipocrisia di questa giunta. Ciò non è sicuramente lasciarsi trascinare in polemiche sulla corretta applicazione delle regole, facendo il gioco dell&#8217;amministrazione: non ci interessa se in Strada Nuova le regole non sono applicate; non stiamo facendo un capriccio additando un cattivo genitore che castiga un figlio lasciando impunito l&#8217;altro!</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Ciò che conta è il dato politico: la giunta vuole emarginare i giovani e renderli dei meri utilizzatori dei locali del centro.</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">I Giovani Comunisti di Pavia auspicano la convocazione di un incontro fra tutte le forze di sinistra contrarie alla gestione privatistica del centro di Pavia e della vita culturale di questa città!</font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333"> </font></p>
<p><font face="'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif" color="#333333">Marcello Simonetta,<br />
Giovani Comunisti Pavia </font></p>
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		<title>La ricchezza della Resistenza</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 14:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>power</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Resistenza e Antifascismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata del 25 Aprile a Pavia ci ha restituito una piazza viva, quella di Guicciardi.Stracolma di italiani, stranieri, studenti, associazioni e comunisti che si riconoscono nei principi e nei valori della Resistenza. Dove la parola, è stata data ai veri partigiani vecchi e nuovi, che attraverso i loro racconti ci hanno restituito un significato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left">La giornata del 25 Aprile a Pavia ci ha restituito una piazza viva, quella di Guicciardi.</span><br style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left" /><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left">Stracolma di italiani, stranieri, studenti, associazioni e comunisti che si riconoscono nei principi e nei valori della Resistenza. Dove la parola, è stata data ai veri partigiani vecchi e nuovi, che attraverso i loro racconti ci hanno restituito un significato pieno e un senso a questa ricorrenza. Ricorrenza, che rischiava e rischia di essere svuotata e ridotta ad un mero monumento privo di personalità e memoria storica o addirittura cancellata. </span><br style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left" /><span style="display: inline; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left" class="text_exposed_show">Nella piazza istituzionale parlava un sindaco, il cui partito l&#8217;anno scorso ha tentato di abolire il 25 aprile.<br />
Questo ci ha portato a scegliere una piazza che rappresenti veramente quegli ideali che hanno spinto tanti antifascisti a resistere al fascismo per oltre 20 anni e tanti partigiani giovani e meno giovani a combattere a rischio della propria vita per liberare l&#8217;Italia dall&#8217;occupazione nazi-fascista.<br />
A quegli italiani, a cui noi cittadini di oggi dobbiamo la nostra libertà e dignità, va il nostro ringraziamento e riconoscenza attraverso le parole toccanti del partigiano garibaldino Umberto Respizzi, che con parole toccanti ha detto &#8220;esistono due partiti: quello degli sfruttati e quello degli sfruttatori&#8221;, frase che spiega perfettamente perché eravamo in Piazza Guicciardi e non in piazza Italia.<br />
Attraverso il discorso intelligente di Carmen Silva voce della comunità migrante, attraverso l&#8217;infuocato e mai domato pensiero ribelle di Lanfranco Bolis, attraverso l&#8217;attualità dello spirito antifascista di Claudia Lucrezio presidente ARCI provinciale e del coraggioso e consapevole discorso di Giuseppe Polizzi di Arcigay Pavia. Oltre alla partecipazione di tante cittadine e cittadini che normalmente non amano il clamore ma hanno voluto dare un segnale forte e chiaro a tutta la città, istituzioni comprese.<br />
Quella piazza è una vittoria della coerenza e dell&#8217;onestà intellettuale, di chi voleva dire forte e chiaro, da che parte sta!</span></p>
<p>Giovani Comunisti Pavia</p>
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		<title>Diaz, nel bene e nel male almeno se ne parla. Una guida all&#8217;informazione.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 14:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>olmo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Mobilitazioni e Manifestazioni]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	 	
In questi giorni, nelle sale cinematografiche italiane, è in programmazione Diaz, non pulire questo sangue, il film di Daniele Vicari, che ricostruisce l&#8217;assalto della Polizia alla scuola genovese omonima e le torture che gli arrestati in quel contesto subirono nei giorni seguenti alla caserma di Bolzaneto. 
Noi Giovani Comunisti non siamo critici cinematografici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"> 	<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--> 	</style>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4">In questi giorni, nelle sale cinematografiche italiane, è in programmazione <em>Diaz, non pulire questo sangue</em>, il film di Daniele Vicari, che ricostruisce l&#8217;assalto della Polizia alla scuola genovese omonima e le torture che gli arrestati in quel contesto subirono nei giorni seguenti alla caserma di Bolzaneto. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4">Noi Giovani Comunisti non siamo critici cinematografici, facciamo politica e di questa ci occupiamo. Alcuni di noi, ormai non più tanto giovani, al G8 del 2001 hanno partecipato, molti altri quel movimento lo hanno seguito solo tramite i telegiornali – molto spesso con la voglia di mollare tutto e salire sul primo treno per Genova – ed è stato per loro come una pietra miliare della loro presa di coscienza sulla natura repressiva dello Stato e del suo braccio armato, le forze dell&#8217;ordine. Per tutte queste ragioni è normale che per noi, aver visto questo film, provochi rabbia e delusione. Delusione per tutto quello che in quei fotogrammi non compare, e che invece avrebbe dovuto esser raccontato.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4">La prima osservazione che sorge spontanea è: ma cosa può capire una persona, che non visse quei fatti, dalla visione di questa pellicola? Molto poco. Il film, infatti, è totalmente decontestualizzato da ciò che avvenne in quei giorni. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4">A Genova, dal 19 al 22 luglio 2001, si riunì il G8, il summit mondiale dei capi di governo delle otto più grandi potenze industriali. Prima di questo ce n&#8217;erano stati altri negli anni prima: a Seattle, nel &#8216;99, a Davos, nel gennaio 2001, a Napoli nel marzo e a Goteborg nel giugno dello stesso anno. Scopo di questi incontri era la pianificazione su scala mondiale di processi di globalizzazione dell&#8217;economia. Le politiche neo-liberiste che questi otto paesi decidevano venivano successivamente applicate obbligatoriamente a tutto il mondo, inclusi tutti gli altri paesi che erano stati tagliati fuori dalla fase decisionale. Fu su sulla scia di questi fatti che nacque il movimento <em>no-global, </em><span style="font-style: normal">appoggiato da moltissime altre realtà e partiti politici, come Rifondazione comunista, che iniziò a organizzarsi e a pianificare manifestazioni in concomitanza con gli incontri dei “grandi della terra”. </span><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">«Voi 8, noi 6 miliardi», si diceva a quei tempi, un po&#8217; come ai nostri giorni si usa «voi l&#8217;1%, noi il 99%». </span></font><font color="#000000"><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">Il movimento che si sviluppò contro il G8 si opponeva alle politiche di austerità a cui erano sottoposti i paesi del Terzo Mondo. Chi protestava, infatti, capì che la crisi, che all&#8217;epoca non toccava i paesi più industrializzati, sarebbe presto arrivata anche per loro. Quello che è successo in questi ultimi anni ha dato ragione alle loro analisi e alle loro proteste, mostrando allo stesso tempo l&#8217;illusione della possibilità di riformare questo sistema, in continua liquefazione. </span></font></font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4"><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">In quei giorni di luglio centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo sfilarono per le vie del capoluogo  ligure, dando vita ad un movimento di massa sorprendente. A seguito dell&#8217;intervento di quei gruppi che la stampa avrebbe ribattezzato “black block” – su questo tema si dovrebbe parlare per giorni interi, ma non è questo il momento, perdonateci la superficialità – la Polizia, i Carabinieri e la Finanza iniziarono delle cariche pesantissime, come in Italia non si vedevano dagli anni &#8216;70. In uno dei tanti scontri che seguirono trovò la morte Carlo Giuliani, un giovane manifestante di 23 anni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere. Un omicidio di stato, anche questo assente dalle nostre strade dai lontani </span></font><font face="Georgia, serif"><em>anni di piombo.</em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal"> Di questo fatto il film accenna solamente, lasciando a malapena intravedere le gravissime ripercussioni che la morte del compagno Carlo Giuliani provocarono. </span></font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal"> <font face="Georgia, serif"><font size="4">Ed ecco che arriviamo alla narrazione della pellicola di Vicari. Sabato 21 luglio, l&#8217;ultimo giorno di manifestazioni programmate dal Genoa Social Forum. Alla fine della giornata, dopo un lungo corteo di trecentomila persone, dopo ulteriori scontri e ulteriori azioni criminali delle forze dell&#8217;ordine, la sera i manifestanti tornarono negli stabili dove erano alloggiati per passare la notte e per poter, la mattina seguente, far ritorno a casa. Fu durante quella notte che la Polizia prese d&#8217;assalto la scuola Diaz, massacrando brutalmente tutti coloro che vi erano alloggiati. La giustificazione della Questura fu che in quella scuola si trovavano pericolosi black block, ma le indagini successive diedero esito negativo. Per coloro che furono arrestati quella notte, iniziò un altro periodo altrettanto infernale, alla caserma di Bolzaneto, dove i detenuti furono torturati, pestati, insultati, e privati della loro dignità di esseri umani. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal"> <font face="Georgia, serif"><font size="4">Un altro grande limite che caratterizza questo film è la totale mancanza dei nomi dei colpevoli e delle ragioni politiche che portarono al verificarsi di questi fatti. Il film si basa sugli atti delle varie inchieste che vennero aperte negli anni successivi al G8, atti nei quali tutti i nomi dei dirigenti della Polizia e dei politici vengono citati più e più volte. Ma allora perché ignorarli? Colucci, La Barbera, Andreassi, de Gennaro, ma anche Fini e Scajola, e molti altri ancora avrebbero dovuto essere nominati nella pellicola. Ma forse si pretende troppo, e alle prime critiche, legittime, che vengono spontanee, è doveroso guardare ai lati positivi di questo film, che comunque sono indubbi.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal"> <font face="Georgia, serif"><font size="4">Innanzitutto il fatto che a undici anni di distanza sia stato fatto un film per ricordare quelle nere giornate della nostra storia che, seppur con dei limiti, ha riaperto un dibattito che, ci auguriamo, possa portare ad un&#8217;analisi non solo sulla repressione dello Stato, ma anche sui limiti e le carenze con cui il Genoa Social Forum pianificò e diresse quell&#8217;evento. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal"> <font face="Georgia, serif"><font size="4">Alla fine, però, pur sempre di un film si tratta, di un film per il grande pubblico, quello stesso grande pubblico che negli ultimi anni è stato farcito e ideologizzato con l&#8217;immagine del buon poliziotto, del buon carabiniere, del Maresciallo Rocca, di Distretto di Polizia. In questo film, invece, non si salva nessuno: le forze dell&#8217;ordine sono mostrate in tutta la loro brutalità, e paragonate senza tanti mezzi termini alle forze dell&#8217;ordine del dittatore cileno Pinochet. Su questo tema non ci sono allusioni, né si lascia tanto meno intuire i fatti avvenuti. I pestaggi alla Diaz e le torture a Bolzaneto sono un pugno nello stomaco per lo spettatore. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4"><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">Per questo secondo noi, </span></font><font face="Georgia, serif"><em>Diaz </em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">è un film che va visto, perché questa pellicola può essere un modo per tantissima gente che per le più svariate ragioni è rimasta ignara di ciò che avvenne di potersi informare e sapere cosa realmente accadde in quei giorni. Riteniamo, però, che oltre questo film vadano visti anche altre pellicole, documentari, che raccontano tutto quello che, per le scelte del regista e della Produzione di </span></font><font face="Georgia, serif"><em>Diaz, </em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">non compare nel film. In merito consigliamo il documentario </span></font><font face="Georgia, serif"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PDC4Pb0WBrg" target="_blank">Bella ciao</a>, </em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">di Carlo Freccero; la puntata di </span></font><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZfsCO5fVNDM" target="_blank"><font face="Georgia, serif"><em>Blu notte</em></font></a><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal"> sul G8 di Genova; il documentario </span></font><font face="Georgia, serif"><em>Quale verità per Piazza Alimonda, </em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">scaricabile dal sito del <a href="http://www.piazzacarlogiuliani.org/carlo/iter/veritadvd.php" target="_blank">Comitato Piazza Carlo Giuliani</a>, contenente inoltre molti altri video importantissimi in quanto fonti documentarie. Fra i tanti libri, invece, uno che ci sentiamo di proporre è </span></font><font face="Georgia, serif"><em>L&#8217;eclissi della democrazia, </em></font><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">di Vittorio Agnoletto e di Lorenzo Guadagnucci. Si tratta ovviamente di una selezione, esistono moltissime altre fonti su questi fatti. Buona informazione e buona lotta.<br />
</span></font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm"><font face="Georgia, serif"><font size="4"><font face="Georgia, serif"><span style="font-style: normal">Riccardo Scanarotti - Giovani Comunisti Pavia</span></font></font></font></p>
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		<title>Un&#8217;altra vittoria per gli antifascisti pavesi!!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 16:09:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Resistenza e Antifascismo]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assalto fascista alla nostra città è stato respinto con prontezza e fermezza: il locale Clubhouse88 non aprirà e questo grazie all&#8217;impegno dei militanti antifascisti e alla loro mobilitazione.
&#160;
Nel rallegrarsi di questa notizia non si può non sottolineare ai fanatici del pensiero liberale, che sostenere che l&#8217;antifascismo sia un valore del passato, permettere l&#8217;apertura di posti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L&#8217;assalto fascista alla nostra città è stato respinto con prontezza e fermezza: il locale Clubhouse88 non aprirà e questo grazie all&#8217;impegno dei militanti antifascisti e alla loro mobilitazione.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Nel rallegrarsi di questa notizia non si può non sottolineare ai fanatici del pensiero liberale, che sostenere che l&#8217;antifascismo sia un valore del passato, permettere l&#8217;apertura di posti come quello citato, partecipare alle iniziative fasciste e avere queste persone come interlecutori politici non fanno altro se non legittimarne l&#8217;esistenza. L&#8217;impegno profuso per evitare l&#8217;apertura di questo posto dimostra ancora una volta proprio il contrario: l&#8217;antifascismo non è un valore del passato, bensì una valore fondante della nostra società.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Un solo concetto viene ribadito da questa esperienza a tutta la destra italiana: ogni volta che i fascisti tenteranno di riattecchire nei nostri quartieri facendo leva con gli sporchi legami che hanno con i partiti liberali e istituzionali di destra, trasformeremo quella città in una Stalingrado.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>Anche questa volta il fascismo non è passato e non passerà mai.</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Giovani Comunisti Pavia</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Per maggiori dettagli: <a href="http://www.giovanicomunistipavia.org/clubhouse88-pavia-colpito-e-affondato">Clubhouse88 Pavia: colpito e affondato.</a></p>
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		<title>Clubhouse88 Pavia: colpito e affondato!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 15:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>olmo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Antirazzismo ed Immigrazione]]></category>

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		<category><![CDATA[Bollettino Satirico]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri (5 aprile 2012) il segretario di  Rifondazione Comunista di Pavia è stato convocato in questura. La  polizia era molto arrabbiata perché l&#8217;Osservatorio Antifascista Pavese,  un fronte ampio di organizzazioni e individui che da anni si occupano di  contrastare la minaccia dell&#8217;estrema destra nella nostra città, all&#8217;ora  di pranzo aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="content">Ieri (5 aprile 2012) il segretario di  Rifondazione Comunista di Pavia è stato convocato in questura. La  polizia era molto arrabbiata perché l&#8217;Osservatorio Antifascista Pavese,  un fronte ampio di organizzazioni e individui che da anni si occupano di  contrastare la minaccia dell&#8217;estrema destra nella nostra città, all&#8217;ora  di pranzo aveva convocato una conferenza stampa con TV e giornali.  Questa conferenza stampa aveva l&#8217;obiettivo di denunciare l&#8217;apertura,  prevista per domani (7 aprile 2012), di una sorta di locale neonazista  col nome Clubhouse88 (88 sta per HH, cioè &#8220;Heil Hitler&#8221;), sulla via  Vigentina. Quel che aveva irritato la polizia è che la conferenza stampa  l&#8217;abbiamo tenuta proprio davanti al Clubhouse88. Secondo la polizia,  così facendo abbiamo rischiato di scatenare la violenza dei fascisti del  Clubhouse88.</p>
<p>Qui sorge la prima domanda: ma allora la polizia è cosciente del  fatto che l&#8217;apertura di un covo di naziskin crea una minaccia in tutta  la zona circostante? e se è così, perché una settimana prima ci ha detto  che andava tutto bene e non avevamo motivo di preoccuparci?</p>
<p>In effetti, da molti giorni l&#8217;Osservatorio Antifascista e le forze  che ne fanno parte o lo appoggiano (citiamo Rifondazione Comunista e il  PdCI, Studenti in Crisi e tutti i compagni dell&#8217;ex Barattolo, l&#8217;Unione  degli Universitari, il circolo ARCI Radio Aut, l&#8217;ANPI universitaria,  l&#8217;Arcigay, l&#8217;UILDM ecc.) avevano precisamente chiesto che questo covo  non aprisse perché avrebbe comportato, come tutte le aperture di sedi  fasciste a Pavia negli ultimi anni, inevitabili esplosioni di violenza.  Avevamo anche detto che avremmo fatto un presidio di protesta di fronte  al locale nel giorno dell&#8217;inaugurazione; la polizia ci ha risposto che  invece di proibire il concerto neonazista avrebbe proibito&#8230; la nostra  protesta.</p>
<p>Qui però la storia comincia a farsi divertente. Dopo la ramanzina per  la conferenza stampa incauta e dopo aver chiesto lumi su cosa  intendessimo fare a proposito del presidio che loro stessi ci avevano  proibito, i questurini annunciano al segretario del PRC che il  Clubhouse88 ha annullato l&#8217;inaugurazione e addirittura chiuderà, con  tanto di consegna delle chiavi alle forze dell&#8217;ordine. Il motivo è che  &#8220;non aveva i permessi&#8221; per essere dichiarato idoneo a diventare una  nazidiscoteca. La cosa buffa è che i poliziotti che hanno verificato che  il posto fosse in regola non li abbiamo chiamati noi; sono arrivati  mentre noi facevamo la conferenza stampa, poco dopo che tre o quattro  fascisti sono usciti dal covo preoccupati dalla nostra presenza.  Sospettiamo insomma che li abbiano chiamati loro stessi.</p>
<p>Ecco dunque un&#8217;altra domanda che rimane irrisposta: come mai la  polizia non aveva controllato che il posto fosse in regola nonostante  noi avessimo sollevato il problema di quel covo da più di una settimana?  se non fossimo andati coraggiosamente proprio lì davanti, il posto  avrebbe aperto senza essere in regola? quanto seriamente dobbiamo dunque  d&#8217;ora in poi prendere quei funzionari di polizia che ci dicono ad ogni  pie&#8217; sospinto che loro stanno solo applicando le leggi?</p>
<p>In questi giorni avevamo iniziato non solo a contattare i mezzi di  comunicazione e a fare polemica su Internet, ma anche a volantinare tra  la gente comune per costruire consenso e partecipazione attorno alla  nostra iniziativa. Evidentemente sono questa mobilitazione dal basso e  la minaccia di una manifestazione ad aver convinto le forze dello Stato  ad intervenire per premere il pulsante &#8220;off&#8221; sulla capoccia dei  fascisti, che in pratica sono come dei robot telecomandati. Ma  telecomandati da chi?</p>
<p>A questo punto ci tocca parlare di Marco Galandra. Costui è un ex AN  diventato assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale del Comune di  Pavia dopo le elezioni del 2009 vinte dal berlusconiano Alessandro  Cattaneo. Il 25 febbraio scorso l&#8217;assessore Galandra ha partecipato ad  un&#8217;assemblea pubblica di Forza Nuova sul signoraggio e la &#8220;moneta di  popolo&#8221;. Ho risposto a queste scempiaggini complottiste nelle <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2012/03/004236.html" target="_blank">FAQ sul signoraggio</a>  che ho scritto insieme a Luca Lombardi. In quell&#8217;assemblea c&#8217;erano vari  oratori ufficiali e ospiti importanti seduti in presidenza. Uno di loro  era un certo Marco Saba, candidato varie volte in liste di estrema  destra, che Galandra ha definito &#8220;economista&#8221;: siccome crede alle teorie  complottiste sul signoraggio, definirlo tale sarebbe come definire  biologo un seguace del creazionismo. Un altro era lo stesso Galandra,  che stando alle sue stesse dichiarazioni era stato inviato a  quell&#8217;assemblea in rappresentanza della giunta comunale di centrodestra.  Addirittura, Galandra ha sostenuto su Facebook di essere rimasto  d&#8217;accordo con i fascisti di Forza Nuova affinché inviassero alla giunta  le loro proposte in materia economica.</p>
<p>Galandra si è offeso perché abbiamo sottolineato l&#8217;imbarazzante  coincidenza fra questa sua interlocuzione e la successiva apertura di un  locale neonazista in quella che era la sede proprio di Forza Nuova, ad  opera di elementi di quell&#8217;area che in passato sono stati condanati in  tribunale per gravi aggressioni di stampo fascista. Ci ha risposto in <a href="http://www.telepaviaweb.tv/webtv/news/DTVnews_vedi3_WEBTV2.php?numero=19151&amp;utez=0#home" target="_blank">questa videointervista</a>.</p>
<p>La risposta è esilarante perché mette una pezza peggiore del buco,  confermando le nostre accuse. Su una cosa possiamo rassicurare Galandra:  nessuno pensa che lui sia un agente di Forza Nuova; al contrario, noi  crediamo che i fascisti di Forza Nuova e i naziskin siano agenti,  consapevolmente o nei fatti, della destra ufficiale. Ho visto coi miei  occhi i naziskin pavesi numerosi anni fa recarsi nella sede della Lega  Nord per incontrare quello che oggi è il vicesindaco di Pavia. Un altro  di loro si candidò alle scorse comunali in una lista del centrodestra.  Loro stessi affermarono nei loro siti che nel 2009 non si erano  presentati alle elezioni per favorire l&#8217;elezione di Alessandro Cattaneo e  di altri politici che definivano &#8220;amici&#8221;.</p>
<p>Non deve quindi temere l&#8217;assessore che noi si creda che lui condivida  le idee, peraltro deliranti, di Forza Nuova. Si potrebbe piuttosto  ironizzare sul fatto che nel bel mezzo di una grave crisi economica chi  governa una città di 70mila abitanti debba rivolgersi a dei ciarlatani  per avere ricette economiche. D&#8217;altronde i politicanti formalmente al  potere non decidono in realtà nulla per quel che riguarda la politica  economica italiana, che in questa fase è gestita ormai direttamente dal  grande capitale finanziario. Banchieri e padroni non si aspettano da  loro competenza, ma soltanto che rispondano agli ordini e ne assecondino  gli appetiti. In questo sono decisamente in gamba.</p>
<p>Chiudiamo con un interrogativo finale: è questa una vittoria  antifascista? Diremmo di sì. Finché ci sarà il capitalismo, ci saranno i  fascisti, quindi il problema non è certo &#8220;risolto&#8221; e si ripresenterà  periodicamente. Sarebbe &#8220;giusto&#8221; in astratto che le sedi fasciste  venissero chiuse perché fasciste e non perché non hanno i permessi o con  qualche altro pretesto, ma non possiamo certo aspettarci molto di più;  in questa società, i fascisti sono uno strumento del potere, quando il  potere ne viene messo in imbarazzo si libera velocemente di loro, per  poi utilizzarli di nuovo più avanti.</p>
<p>Lo abbiamo visto a Pavia numerose volte. Il gruppo originario di  Forza Nuova Pavia, poi Veneto [sic] Fronte Skinheads (entrato ad un  certo punto nella Fiamma Tricolore), venne utilizzato per una serie  lunghissima di aggressioni e per due assedi al centro sociale Barattolo  nel 2003, finché caparbiamente non li sconfiggemmo con una grande  quantità di iniziative politiche di massa, incluso un processo penale  che venne gestito da noi antifascisti come una vera e propria campagna  politica. Ci toccò qualche volte anche dare qualche pugno per  difenderci. Furono condannati al processo, disgregati al loro interno,  isolati e per un po&#8217; scomparvero.</p>
<p>In seguito, nuovi seguaci di Forza Nuova aprirono una sede di fianco  al centro sociale Barattolo. Anche lì, campagna politica di massa, fino  ad una grave aggressione da parte loro che provocò una risposta di massa  antifascista nel 2008, con l&#8217;assedio della loro sede fino alle 3 di  notte. Due giorni dopo, la sede di via dei Mille chiuse.</p>
<p>Poi ci fu la &#8220;casa Barbarossa&#8221;, un&#8217;occupazione fatta da Forza Nuova  ed altri elementi di estrema destra in viale Sardegna. Il Barbarossa fu  sacrificato dalla stessa giunta Cattaneo alle sue esigenze contingenti:  nel 2010 a distanza di 24 ore vennero sgomberati prima il Barbarossa e  poi il Barattolo; in questo modo il centrodestra, che pure per voce di  alcuni suoi esponenti aveva appoggiato il Barbarossa, poteva mostrarsi  solomonicamente neutrale nel suo intento di chiudere i centri sociali di  qualsiasi colore politico. I fascisti sgomberati invece di prendersela  con chi li aveva cacciati &#8220;stranamente&#8221; se la presero col Barattolo,  scatenando nel giro di pochissimi giorni una sfilza notevole di  violenze. A quanto pare i fascisti sanno benissimo qual è il loro ruolo e  sono sempre pronti a perdonare i loro padroni quando decidono di  sacrificarli temporaneamente come fa un bravo giocatore di scacchi coi  pedoni.</p>
<p>Questa ennesima puntata della saga del neofascismo pavese non ha  avuto dunque per noi un esito imprevisto; sapevamo - e lo abbiamo detto  pubblicamente - che le nostre forze e il consenso di cui godiamo sono  nettamente superiori a quelle, per quanto pericolose, dei fascisti.  Abbiamo imparato come si fa a costruire consenso e consapevolezza, senza  cedere né alla logica della guerra tra bande né a quella lagnosa degli  inutili appelli alla Costituzione e ad istituzioni spesso complici.</p>
<p>Sapevamo che avremmo vinto e abbiamo dichiarato anche un po&#8217;  spavaldamente che quel covo non aveva futuro. Ci ha stupito soltanto  vincere così facilmente e così presto. Restiamo perciò vigili ma senza  dimenticarci mai che il vero nemico è un altro, questi sono solo i suoi  manovali.</p>
<p>Mauro Vanetti - <em>Rifondazione Comunista, FDS - Pavia</em></p>
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		<title>Caso Punta Est, dalla Giunta una sola risposta: &#8220;Consumate! Tacete! Lasciateci speculare!&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 20:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso Punta Est non rappresenta per Pavia un semplice caso di malapolitica o di speculazione edilizia.
Non soltanto a causa degli attori coinvolti, ma anche perchè ci dice molto dell&#8217;idea di città che hanno gli amministratori locali pavesi.
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Che cos&#8217;è il caso PuntaEst? Il caso nasce nel 2007, quando la Società Cooperativa Atena presenta un progetto, conforme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Il caso Punta Est non rappresenta per Pavia un semplice caso di malapolitica o di speculazione edilizia.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Non soltanto a causa degli attori coinvolti, ma anche perchè ci dice molto dell&#8217;idea di città che hanno gli amministratori locali pavesi.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px"><strong>Che cos&#8217;è il caso PuntaEst?</strong> Il caso nasce nel 2007, quando la Società Cooperativa Atena presenta un progetto, conforme al Piano Regolatore Generale allora vigente, per edilizia e servizi destinati a professori, studenti e operatori universitari, da realizzare nel quartiere Vallone. Il progetto, che prevede una convenzione con l&#8217;ISU (oggi EDISU), ovvero l&#8217;ente per il diritto allo studio universitario, è approvato dal Comune nel giugno 2010, ma dopo poche settimane i terreni vengono venduti a Punta Est. Ed ecco svelato l&#8217;arcano (ma solo dal punto di vista legale). È inizio Febbraio 2011 quando viene presentata richiesta di cambio di destinazione dei terreni: da edilizia e servizi universitari, a edilizia di lusso per il libero mercato. Nonostante i pareri negativi del funzionario dello Sportello Unico per l&#8217;Edilizia e del consulente legale del Comune, l&#8217;architetto comunale decide di approvare la richiesta non conforme con il PRG tutt&#8217;ora valido. Il problema viene astutamente risolto dal docente del dipartimento di Ing. Edile Architettura che si occupa della stesura del progetto e che è lo stesso (ma guarda un po&#8217;!) che si occupa di definire il nuovo PGT (Piano di Governo del Territori), nel quale l&#8217;area in questione cambia magicamente destinazione, rendendo conforme il progetto di Punta Est.</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Se legalmente e politicamente c&#8217;è dunque ben poco da star tranquilli, <strong>che dire della visione di città che ci stanno propinando?</strong> La natura stessa del progetto iniziale non può che lasciare perplessi di fronte alla grande e profonda miopia di chi lo ha approvato. Può definirsi edilizia studentesca un appartamento di lusso che uno studente è costretto ad acquistare? E finiti gli studi, lo studente avrebbe dovuto rivendere l&#8217;appartamento o sarebbe stato costretto a programmare una carriera universitaria? E chi avrebbe potuto verificare che l&#8217;iscrizione all&#8217;Università fosse vera e non una copertura, economicamente irrisoria a fronte del prezzo dell&#8217;appartamento, per verificare il requisito? <strong>Queste assurdità erano tutti moniti dell&#8217;abuso che si sarebbe fatto di un simile progetto e lasciano pochi dubbi che non solo manchi attualmente la volontà per una diversa politica di gestione del territorio, ma che, come dimosta la decisione di concedere il cambio di destinazione nonostante i pareri negativi espressi dagli enti preposti, addirittura ci sia quella precisa di mantenere questo sporco andazzo. Speculazione! Profitti! Interessi particolari! Corruzione!</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Il contesto in cui si inserisce questa vicenda è poi profondamente drammatico, in particolare per una città universitaria, che potrebbe trarre grande sviluppo culturale e sociale, quando non economico per la collettività, proprio dalla presenza massiccia degli studenti. Non è necessario ricordare che si preferisce denunciare gli studenti che scrivono sui muri dell&#8217;ex Mondino, piuttosto che dar loro degli spazi di aggregazione diversi dai locali degli amici della giunta. Non serve neanche ricordare le assurde ordinanze del Sig. Sindaco, in onore di un fantomatico decoro, che certo non può sostituire il valore dell&#8217;aggregazione libera, ma che garantisce il tutto esaurito nei suddetti locali. E chissenefrega se l&#8217;edilizia studentesca è ferma da decenni e se gli studenti vengono stipati in collegi fatiscenti!</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Alle instant question presentate dalla minoranza in Consiglio Comunale l&#8217;amministrazione ha preferito glissare. <strong>Una sola risposta sembra venire ai giovani, agli studenti e a tutti i cittadini da questa giunta: &#8220;Consumate! Tacete! Lasciateci speculare!&#8221;</strong></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Marcello Simonetta - Giovani Comunisti Pavia</p>
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		<title>Fuori i fascisti dalla nostra città</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 18:07:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Resistenza e Antifascismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 7 aprile è prevista l&#8217;apertura del locale Clubhouse88 a Pavia. Si tratta di un locale fascista situato proprio vicino alla sede di Forza Nuova. Nell&#8217;iniziativa sembrano coinvolti noti estremisti di destra, inclusi pregiudicati che hanno già ricevuto condanne e provvedimenti giudiziari.
Forse non tutti sanno che l&#8217;88, presente nel nome del locale, negli ambienti neonazisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font face="Calibri" size="3">Sabato 7 aprile è prevista l&#8217;apertura del locale Clubhouse88 a Pavia. Si tratta di un locale fascista situato proprio vicino alla sede di Forza Nuova. Nell&#8217;iniziativa sembrano coinvolti noti estremisti di destra, inclusi pregiudicati che hanno già ricevuto condanne e provvedimenti giudiziari.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font face="Calibri" size="3">Forse non tutti sanno che l&#8217;88, presente nel nome del locale, negli ambienti neonazisti viene usato come saluto al posto di &#8220;Heil Hitler&#8221; essendo l&#8217;H l&#8217;ottava lettera dell&#8217;alfabeto. Nella locandina campeggia il logo dei naziskin, costituito da un&#8217;immagine del Ponte Coperto dal quale serpeggia uno &#8220;Schwarze Sonne&#8221; ovvero il sole nero delle SS. L&#8217;evento dovrebbe essere seguito da un concerto in cui suonerebbero gruppi nazi-oi, i pavesi &#8220;Porky Bastards&#8221; e i varesini &#8220;Garrota&#8221;. Il simbolo di questi ultimi è un tirapugni insaguinato.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font face="Calibri" size="3">Nessun dubbio dunque: trattasi di neonazisti .</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font face="Calibri" size="3">Non possiamo permettere che nella nostra città si concedano nuovamente spazi ai fascisti. Il pericolo che costoro possano riorganizzarsi e seminare violenza per le vie della città è sotto gli occhi di tutti, dopo tutto quello che è avvenuto negli anni scorsi. Non possiamo permettere che a Pavia ci sia un covo che diffonda razzismo, xeonofobia e tutte quelle idiozie fasciste che hanno armato le mani dei vari Brevik e Casseri.  Non tollereremo la presenza in città di chi attacca le conquiste della resistenza, di chi nega la Shoah e si candida a fare il lavoro sporco per i poteri forti contro le organizzazioni dei lavoratori.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font size="3"><font face="Calibri">(Ricordiamo che quando aprì la sede di Forza Nuova in via dei Mille avevamo previsto che si sarebbero verificate violenze, e così è stato; se fossimo stati ascoltati da subito quanti problemi si sarebbero evitati?)</font></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font size="3"><font face="Calibri">Chiediamo alla giunta di revocare i permessi per questa iniziativa, di chiudere tutte le sedi di organizzazioni fasciste, dando un segnale di democrazia a questa città. Gli assessori gettino la maschera e dimostrino concretamente  da che parte stanno: con i gruppi neonazisti al limite della legalità che ostentano simboli inneggianti a Hitler e al nazismo?</font></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font size="3"><font face="Calibri">Purtroppo però la giunta comunale non sembra avere la stessa sensibilità, avendo già avallato altre iniziative fasciste.</font></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font size="3"><font face="Calibri">Pretendiamo che la giunta comunale (che si definisce democratica) spezzi il legame che la lega alla destra fascista, e che costringa alle dimissioni chi offre legittimità politica ai fascisti partecipando alle loro iniziative. Ci riferiamo all&#8217;assessore alla sicurezza Marco Galandra che si è recato in qualità di rappresentante ufficiale dell&#8217;amministrazione comunale a un incontro organizzato da Forza Nuova lo scorso 25 febbraio. Questo incontro si è tenuto in un&#8217;aula comunale. Guarda caso, poche settimane dopo apre il Clubhouse88&#8230;</font></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal"><font face="Calibri" size="3">Ancora una volta i fascisti tentano di attecchire nei nostri quartieri, e ancora una volta sarà pronta e decisa la risposta delle forze antifasciste che li ricacceranno nelle luride fogne da dove provengono.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.918)" class="MsoNormal">Giovani Comunisti Pavia</p>
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		<title>La valle non si arresta</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 19:19:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento No Tav è un movimento che inizia a far paura e non per una caratteristica criminale e violenta con cui vogliono etichettarlo a tutti i costi. Fa paura perché di fatto ad oggi i lavori ancora non sono iniziati e i cantieri ancora sono fermi. Questo impaurisce e terrorizza uno stato che sente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Il movimento No Tav è un movimento che inizia a far paura e non per una caratteristica criminale e violenta con cui vogliono etichettarlo a tutti i costi. Fa paura perché di fatto ad oggi i lavori ancora non sono iniziati e i cantieri ancora sono fermi. Questo impaurisce e terrorizza uno stato che sente di non avere più il pieno controllo della situazione. I poteri forti si sono spaventati di fronte ad una solidarietà sociale così imponente e hanno ripreso a fare le uniche cose di cui sono capaci: criminalizzazione e repressione.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Quel che accade in Val Susa è resistenza vera e propria e il corteo di sabato 25 febbraio era un chiaro segnale di lotta. Il movimento No Tav ha dimostrato in più occasioni di avere un potere politico e di massa, un movimento che coinvolge diverse generazioni e che abbraccia l’Italia intera:da Nord a Sud, da Est ad Ovest.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">E’ quello che ho visto sabato a Bussoleno: migliaia di persone arrivate da diverse città per rispondere ad una situazione di crisi che ci sta coinvolgendo tutti. Tanti e significativi i riferimenti e i richiami alla situazione greca e alle politiche di austerity. Questo a dimostrazione del fatto che siamo di fronte ad un movimento di opposizione ad un governo che sta portando l’Italia al precipizio.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Sabato in Val Susa è arrivata anticipatamente la primavera. La vette innevate facevano da sfondo ad una Valle splendida come non mai. Un incantevole paesaggio che ha accolto questo immenso popolo no tav. Tanti, tantissimi, si parla di 75 mila persone, un’intera comunità accompagnata dai suoi sindaci, dalle famiglie con i loro bambini con cartelli e maschere di carnevale.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Una giornata pacifica, colorata e coinvolgente che ha visto un epilogo poco piacevole per alcuni dei compagni che rientrando a casa dopo la manifestazione a Torino Porta Nuova hanno trovato ad attenderli una trappola a tutti gli effetti.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">La celere si è recata alla stazione di Torino in assetto antisommossa e ha aspettato l’arrivo dei no tav milanesi. Dopo un’iniziale provocazione da parte della polizia, che sarebbe stata mediata dai militanti, sono seguite due cariche gratuite e violente.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Non si può ignorare il significato politico di questi attacchi ingiustificati da parte di uno stato di polizia che troppe volte ha violato diritti e attuato abusi di potere gravissimi. Per questo non possiamo ignorare che Spartaco Mortola, colui che ha guidato le cariche alla stazione di Torino, è anche il responsabile del massacro alla Diaz del G8 di Genova. Non possiamo nemmeno non tener conto, a mio avviso, che l’attacco di sabato sera ha un significato intimidatorio nei confronti di tutta la gente che sente il dovere morale e politico di prendere parte a queste lotte. Tutto ciò assume un carattere surreale e inaccettabile, non è tollerabile che uno stato attui repressione e violenza contro il popolo per prendere le parti di speculatori e banchieri.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Siamo tutti coinvolti. Questa “grande opera” quale è la TAV costerà ulteriori sacrifici per le persone che lavorano, consapevoli e d’accordo che le risorse pubbliche non vanno sprecate in opere inutili e che la Val Susa rappresenta un bene comune. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo si potrebbero utilizzare questi soldi per pagare il debito invece che andare a toccare le pensioni e gli stipendi già da fame.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Ignorare quello che è successo sabato in Val Susa è da ipocriti. Ignorare quanti hanno detto a gran voce No a quest’opera inutile è da dittatori.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">“Dov’è la democrazia?” – diceva uno dei tanti cartelli che sfilavano sabato in corteo.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Dov’è la democrazia quando la polizia perde la testa e senza nessuna ragione aggredisce i manifestanti che arrivano in stazione Porta Nuova?</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Dov’è la democrazia se la diretta conseguenza al corteo pacifico di sabato è l’operazione di sgombero di questa mattina della Baita Clarea per mano delle forze dell’ordine?</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Dov’è la democrazia quando Luca Abbà, attivista NO TAV, inseguito dalle forze dell&#8217;ordine si arrampica su un traliccio per opporsi allo sgombero e cade fulminato dall&#8217;alto?</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">L’obiettivo è chiaro: si sta cercando di alzare il livello dello scontro.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Le cariche di sabato sera, le provocazioni di questi giorni, il tentativo dell’espropriazione di case e terreni alla popolazione della Val Susa invitano tutti noi a non abbassare la guardia ma ad intervenire attivamente come comunisti e come cittadini in difesa di una democrazia che non accetta tali soprusi e tali azioni da parte di uno Stato che vuole a tutti i costi mettere a tacere ogni forma di protesta perchè ne ha paura.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Il governo deve bloccare immediatamente le procedure di esproprio e deve far rientrare le forze dell&#8217;ordine nelle caserme. Solo quando accadrà questo ci fermeremo. Intanto la nostra voce continuerà a farsi sentire perché il popolo non si ferma e sebbene represso non ha paura ma resta unito da Atene alla Val Susa.</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Manuela Cibellis</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">Giovani Comunisti - Pavia</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font-size: 12px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px">&nbsp;</p>
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		<title>Il caso Elnagh ci conferma che solo la lotta paga</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>power</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Movimento Operaio]]></category>

		<category><![CDATA[Pavia e Dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine è stata una sconfitta. È duro ammetterlo. Forse è anche irrispettoso nei confronti dei lavoratori che per 75 giorni hanno resistito, incuranti di neve e gelo, a presidiare i cancelli dello stabilimento SEA-Elnagh. Ma è una sconfitta per tutti, tranne per il padrone.
La SEA-Elnagh è una azienda che produce camper. La sede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><font color="#393939" face="Arial, Helvetica, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Alla fine è stata una sconfitta. È duro ammetterlo. Forse è anche irrispettoso nei confronti dei lavoratori che per 75 giorni hanno resistito, incuranti di neve e gelo, a presidiare i cancelli dello stabilimento SEA-Elnagh. Ma è una sconfitta per tutti, tranne per il padrone.</span></font></p>
<p><font color="#393939" face="Arial, Helvetica, sans-serif">La SEA-Elnagh è una azienda che produce camper. La sede di Trivolzio, in provincia di Pavia, è presente da 60 anni e gli operai sono tutti specializzati e con esperienza decennale. Con anni di lotte sono riusciti a ottenere un contratto di secondo livello: la quattordicesima, l&#8217;obbligo da parte dell&#8217;azienda di assumere a tempo indeterminato i contrattisti che durano da almeno 20 mesi, anche in tempi frazionati. Anni di lotte, appunto.</font></p>
<p><font color="#393939" face="Arial, Helvetica, sans-serif">Anni di lotte che il padrone voleva cancellare con un colpo di spugna: in barba ai democratici che dicono che è impossibile licenziare in questo paese, il padrone decide di delocalizzare la produzione in Toscana e in Umbria, licenziando i lavoratori di Trivolzio e liberandosi del loro pesante (per i suoi profitti) contratto. Alla faccia della poca flessibilità aziendale: la borghesia decide, per fare profitti, di gettare la crisi anche laddove non c&#8217;è.</font></p>
<p><font color="#393939" face="Arial, Helvetica, sans-serif">Bene hanno fatto tutti i comunisti che hanno spinto per dar vita al presidio, a partire dal compagno Invernizzi, senza il quale probabilmente non sarebbe nato.</p>
<p>Male hanno fatto i democratici, i liberali, i leghisti e i fascisti di Forza Nuova a fare le loro comparsate al presidio, che suonano, oggi più di allora, come una vera e propria presa in giro. A iniziare da Giuseppe Villani, che le calze della befana poteva tenerle per i nipotini.</p>
<p>Probabilmente a costoro sfuggiva anche lo stesso significato del presidio. Non era un modo per far parlare di sè, un modo per attirare l&#8217;attenzione, un modo per protestare. Era una lotta: rinchiusi nei cancelli dello stabilimento c&#8217;erano oltre 200 camper pronti per essere immatricolati e venduti. Questa era la merce di scambio con cui gli operai volevano contrattare e il presidio aveva il preciso scopo di evitare che il padrone potesse appropriarsi di ciò che apparteneva a loro. Le parole d&#8217;ordine del presidio erano: vogliamo il lavoro, non la cassa integrazione.</p>
<p>Il presidio si è concluso Venerdì 17 Febbraio, con la firma in regione della cassa integrazione e Sabato 18 è stato smontato, con l&#8217;aiuto dei militanti del PRC. Di Villani, Minetti, Fiore, Ciocca neppure l&#8217;ombra.</p>
<p>Chi ha vinto? Non si può giocare con i soldi e i bisogni degli altri, specie se operai che hanno subìto un licenziamento. Però gli operai, come classe lavoratrice, hanno perso: chiedevano lavoro e hanno ottenuto la cassa integrazione. Hanno perso le istituzioni locali, incapaci di mantenere 130 posti di lavoro nella nostra provincia. Hanno perso i cittadini, che dovranno pagare la cassa integrazione per permettere al padrone di fare più profitti.</p>
<p>Ha vinto il padrone. De Costanzo potrà delocalizzare dove vorrà un&#8217;azienda che in crisi non era. Potrà assumere precari, senza quattordicesima e senza obbligo di assunzione dopo 20 mesi. E potrà farlo ridendo alle spalle dei contribuenti che stanno pagando la cassa integrazione e alle spalle dei lavoratori che nel frattempo faranno i disoccupati.</p>
<p>Con quali mezzi il padrone ha vinto? Con l&#8217;inganno e con le minacce: tentativi di incontrare separatamente i lavoratori; promesse di lavoro per parte di operai, purchè si smontasse il presidio; istigazione alla lotta fra poveri: fra i lavoratori di Trivolzio e quelli toscani e umbri. E dulcis in fundo, a poche ora dalla fine dei 75 giorni: denunce in procura. Metodi noti e arcinoti per dividere la classe lavoratrice.</p>
<p>Che cosa ci insegna il presidio? In questi mesi gli operai hanno sempre voluto muoversi nella legalità e aspettare gli esiti degli incontri fra le parti in causa: sindacati, istituzioni e azienda. Come comunisti siamo stati loro vicini con atti di solidarietà attiva e compartecipativa, cercando di coinvolgere anche la popolazione locale. Ma abbiamo cercato di spiegare che la differenza l&#8217;avrebbe fatta il poter tenere il coltello dalla parte del manico, l&#8217;inasprire la tensione, il far vedere che si era disposti a tutto, anche all&#8217;occupazione della fabbrica.</p>
<p>Il fatto che il padrone potesse cedere è dimostrato dai numerosi tentativi di dividere i lavoratori: il presidio dava fastidio ed era un danno sia economico sia di immagine per l&#8217;azienda. Inasprendo lo scontro si poteva costringere il padrone a scendere a compromessi.</p>
<p>Nonostante la sconfitta come classe lavoratrice, per i lavoratori della Elnagh la cassa integrazione rappresenta una vittoria rispetto a quanto prospettato due mesi fa. Questo risultato è stato ottenuto con la lotta, ponendo il padrone di fronte all&#8217;eventualità di non avere i soldi dei 200 camper degli operai, ponendo le istituzioni di fronte all&#8217;eventualità di bloccare l&#8217;autostrada Milano-Genova. Il presidio è stato permesso dalla forza dei lavoratori e dalla spinta del partito comunista. Senza presidio, gli operai non avrebbero avuto neppure la cassa integrazione. Ma con una lotta più dura potevano mantenere il lavoro.</p>
<p>Il presidio ci insegna che solo la lotta paga e che la forza della classe lavoratrice è l&#8217;unione e l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Marcello Simonetta - Partito della Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra</p>
<p></font></p>
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		<title>Presidio Elnagh: l&#8217;ipocrisia della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mv</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Elezioni e Partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa lettera è stata pubblicata su la Provincia Pavese del 6 gennaio 2012. 
Immaginiamo che dagli operai della Sea-Elnagh chiunque affermi di  mettersi a disposizione della loro causa venga ben accettato.
Pare che  l&#8217;AD di SEA abbia dichiarato che i costi dello stabilimento di Trivolzio  siano insostenibili, mentre in altri due stabilimenti, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa lettera è stata pubblicata su </em>la Provincia Pavese<em> del 6 gennaio 2012. </em></p>
<p>Immaginiamo che dagli operai della Sea-Elnagh chiunque affermi di  mettersi a disposizione della loro causa venga ben accettato.</p>
<p>Pare che  l&#8217;AD di SEA abbia dichiarato che i costi dello stabilimento di Trivolzio  siano insostenibili, mentre in altri due stabilimenti, quello toscano e  quello umbro, siano decisamente più vantaggiosi. Il contratto aziendale  della SEA di Trivolzio prevede: quattordicesima, permessi aggiuntivi  per visite mediche e altri &#8220;benefit&#8221; che il contratto nazionale dei  metalmeccanici non prevede. Ma la cosa che rende quel contratto per  certi versi &#8220;atipico&#8221; è il fatto che tutti i contratti a tempo  determinato dopo 20 mesi, anche non continuativi, devono essere  obbligatoriamente rivisti e sottoscritti a tempo indeterminato. Di  questi tempi una conquista degna di nota e rispetto.</p>
<p>Bene, tutto questo  invece risulta penalizzante perchè troppo oneroso per la proprietà  (ricordiamo che la proprietà è un fondo e che della produzione non  interessa un granché; al fondo interessa spendere di meno per  guadagnare di più così da avere dividendi più alti).</p>
<p>Chi ha permesso  alla SEA di applicare ai dipendenti degli stabilimenti toscano e umbro,  contratti interinali, a termine, utilizzo di cooperative di comodo o  altre forme che risultino più vantaggiose dal punto di vista del  risparmio economico all&#8217;azienda produttrice di camper? Dopo il pacchetto  Treu (centrosinistra) che ha smosso le acque del mercato del lavoro, è  arrivato il Ministro del Lavoro targato Lega Nord, Roberto Maroni: oltre  40 forme di contratti atipici e a termine. In ultimo troviamo  l&#8217;amatissimo Ministro Sacconi (centrodestra). Qui le forme contrattuali  atipiche riprendono quota, superando il numero di 50.</p>
<p>Ora ci chiediamo  se la lettera comparsa su questa stessa rubrica il 28 dicembre a firma  del consigliere regionale Angelo Ciocca, sia stata fatta a titolo  personale o come esponente della Lega Nord, partito che con suoi  esponenti di punta ha contribuito alla stesura delle leggi che hanno  cambiato il mercato del lavoro. Quello dichiarato nella lettera del  consigliere regionale è l&#8217;antitesi di quello che il suo partito ha  praticato negli anni e che non ci è parso lui abbia mai criticato. Nel  frattempo veniamo a conoscenza che il sindaco Leghista di Lesmo dichiara  che la cassa in deroga è immorale (magari lui ha più incarichi e tutti  retribuiti) e chiede al prefetto di sgomberare i lavoratori Yamaha in  presidio da mesi. Questo sindaco e Ciocca devono essere iscritti a  partiti diversi, se no non si spiegano questi giudizi diametralmente  opposti sugli stessi problemi.</p>
<p align="right"><em>Alaa Nasser<br />
segretario Rifondazione Comunista - FdS Pavia</em></p>
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