Fermare il Ku Klux Klan!

C O N S I D E R A T O

– che il movimento neofascista Forza Nuova ha organizzato una fiaccolata razzista per giovedì 5 luglio 2007 al quartiere san Pietro in Verzolo che terminerà all’entrata dell’area ex-Snia con lo scopo manifesto di acuire le tensioni con le famiglie insediatesi all’interno dei capannoni;
– che questo movimento ha matrice razzista e anticostituzionale:
– che secondo il quotidiano “la Repubblica? sono da ascriversi a membri di questa organizzazione i fatti sanguinosi di giovedì scorso aVilla Ada a Roma;
– che negli ultimi anni, in tutto il Paese, inclusa Pavia, le forze neofasciste hanno provocato innumerevoli incidenti, anche cruenti

C H I E D I A M O

che le Autorità competenti vietino lo svolgimento di questa manifestazione provocatoria e pericolosa, che rischia di riprodurre le logiche violente che abbiamo già visto concretizzarsi con l’incendio del campo nomadi dell città di Opera.

Irina BEZZI – Giovani Comunisti

Alessandro CALIANDRO – FGCI

Francesco VIOLA – vicario Segreteria cittadina PdCI

Paolo FORNELLI – Segretario provinciale PdCI

On. Marco RIZZO – Presidente Gruppo PdCI Parlamento Europeo

On. Alberto BURGIO – Deputato PRC

Adolfo FANTONI – Assessore Comune di Pavia

Antonio BENGIOVANNI – Assessore Comune di Pavia

Pinuccia BALZAMO – Assessore Comune di Pavia

Roberto PORTOLAN – Assessore Comune di Pavia

Pasquale DI TOMASO – Consigliere Comunale Pavia – Capogruppo PRC

Alberto MOGGI – Coordinatore provinciale Verdi per la pace

Angelo LEPORE – Segretario provinciale Movimento Repubblicani europei

Irene CAMPARI – Consigliere comunale Pavia – Capogruppo Misto

Giuseppe ABBÀ – Segretario provinciale PRC

Pablo GENOVA – Segretario cittadino PRC

Flavia FULVIO – già Consigliere provinciale IdV

Angelo ZORZOLI – Consigliere comunale Pavia – Capogruppo Verdi per la pace

Fabio CASTAGNA – Consigliere comunale Pavia

Virginia TRIMARCHI – Consigliere comunale Pavia

Claudia CAPPELLETTI – Consigliere comunale Pavia

Sandra MORLOTTI – Segretaria cittadina SDI

Elena FAVA – Coordinamento Diritto allo Studio

Guido COLUCCI – Co.R.S.A.Ri. Comitato per il Recupero Sociale delle Aree Riciclabili

INDIVIDUALITÀ ANTIFASCISTE

One Response to “Fermare il Ku Klux Klan!”

  1. http://sucardrom.blogspot.com/2007/07/rom-e-sinti-alleanza-nazionale-divisa.html

    Molti esponenti di Alleanza Nazionale continuano ad organizzare manifestazioni per la cacciata dei Rom e dei Sinti, in particolare Rom rumeni, ma nella destra italiana l’onorevole Roberta Angelilli (in foto) sceglie una strada diversa: l’assimilazione.

    L’onorevole Angelilli, utilizzando le stime errate dell’Opera Nomadi Nazionale, sta raccogliendo in tutto il Paese le firme per “difendere” i minori e le donne rom.

    Da alcune settimane è in distribuzione, in particolare a Roma, un appello al Ministero dell’Interno e al Sindaco di Roma, dove si criminalizzano le famiglie rom. Il tutto con il paradossale paravento dell’EUMC (Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia) che, contattato da sucardrom, ha dichiarato di non essere informato delle iniziative dell’onorevole Angelilli. Dobbiamo però dare atto all’esponente della destra italiana di aver costruito con diabolica maestria il suo dossier, utilizzando sia le cifre errate dell’Opera Nomadi ma anche documenti e risoluzioni internazionali.

    La costruzione ideologica della Angelilli è il classico esempio di distorsione della realtà. Infatti, ben si guarda a descrivere le discriminazioni subite da Sinti e Rom nel nostro Paese. Secondo tale folle dossier sarebbero circa 50 mila i bambini rom, di età compresa tra i 2 e i 12 anni, costretti all’accattonaggio in Italia.
    Durante la presentazione del dossier, avvenuta a Rom all’inizio del mese di luglio 2007, si sono prestate alle “idiozie? della Angelilli anche le organizzazioni che operano a Roma: Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Centro Astalli, Opera Nomadi, Telefono Azzurro, Arci.
    Sucar Drom condanna con forza tale iniziativa, con tanto di sito internet, che speriamo non sfoci in una tragedia pari a quella Svizzera, quando furono sottratti i bambini sinti e rom dalle proprie famiglie, nel periodo compreso tra la fine degli anni Trenta e il 1976.

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