Fiore contro Savoldi

Fiore contro Savoldi

Mercoledì 6 ottobre dalle 18:30 alle 22 presso l’Osteria Sottovento in via Siro Comi i GC organizzano un aperitivo di solidarietà con Alessandro Savoldi.

Alessandro Savoldi è un ragazzo di Pavia, fa il giardiniere; fin dal liceo è militante di Rifondazione Comunista.

Roberto Fiore è un ricco imprenditore cinquantenne, fondatore, segretario nazionale e di fatto proprietario del partito di estrema destra Forza Nuova.

Fiore, che ha soldi, avvocati e importanti amicizie politiche, ha portato in tribunale Alessandro chiedendogli migliaia di euro come “risarcimento” per un articolo “diffamatorio” che Savoldi avrebbe scritto sul sito dei Giovani Comunisti di Pavia (www.giovanicomunistipavia.org). Ma raccontiamo tutta la storia.

Nell’estate 2007 la giunta di centrosinistra di Pavia, guidata da Piera Capitelli (PD), sgombera con la forza le famiglie poverissime (soprattutto rom rumeni) che trovavano rifugio presso la ex SNIA Viscosa. Di fronte a questa azione razzista, Rifondazione Comunista esce dalla giunta.

Le famiglie rom cacciate da Pavia (dove stavano in qualche modo cercando di integrarsi, per esempio mandando i bambini a scuola) vengono disperse in varie cascine e paesi della provincia. Alcuni di loro vengono mandati in un edificio a Pieve Porto Morone, in località Casoni. Immediatamente razzisti e bifolchi del paese, con la testa piena delle balle raccontate dalla Lega e da Forza Nuova (ma di fatto anche dal centrosinistra che per settimane aveva fatto una campagna anti-rom), mettono in piedi un “presidio contro gli zingari” sotto lo striscione «Più rum, meno rom». Leghisti e fascisti sono costantemente davanti al cancello della casa ad urlare insulti e minacce contro i bambini rom, dando man forte ad ubriaconi e bulli di provincia.

Il 9 settembre Savoldi e Giovanni Giovannetti vanno a vedere com’è la situazione e a portare solidarietà alle famiglie “sotto assedio”. I balordi del presidio li riconoscono e cominciano a minacciarli: «Comunisti, vi ammazziamo»; «Tornate a Cuba coi vostri negri» (?); «Per voi ci vogliono i forni crematori». Ad un certo punto, in cinquanta, li inseguono e li prendono a sassate. Ale e Giovanni si rifugiano dentro la casa, dove i rom sono terrorizzati; i bambini piangono perché la gentaglia fuori minaccia di bruciarli vivi. La polizia sta a guardare e non fa niente. Le donne stanno cucinando una pasta per tutti, cercando di sdrammatizzare.

In tarda notte Ale riesce finalmente a tornare a Pavia. Si mette al computer e scrive di getto un articolo per il sito dei Giovani Comunisti, dove, ancora con la rabbia addosso, racconta questi avvenimenti vergognosi. Alla fine dell’articolo, cita Roberto Fiore, che in un comizio aveva detto che «la svolta inizierà da Pavia». Nel nominare Fiore, lo chiama «stragista». E lì cominciano le grane…

Ora, non è facile spiegare chi è Roberto Fiore, perché Fiore denuncia tutti quelli che dicono qualsiasi cosa sul suo conto. Cercatelo su Wikipedia: non lo trovate, perché la pagina è stata cancellata per «minacce di azioni legali» (lo trovate nella Wikipedia in inglese, dove lo definiscono “fascista”). Scrivete qualsiasi cosa su di lui: in poche settimane vi arriverà una lettera dalla questura (ci è successo numerose volte).

Per dire chi è, sono costretto a riportare le parole del prefetto Andreassi, un importante ufficiale della polizia che è stato interrogato nel 1999 dalla Commissione Parlamentare sulle Stragi (stragi… da cui deriva la parola “stragista”). Andreassi dice: «È accertato che sia il Movimento politico occidentale sia altri gruppi neofascisti e neonazisti hanno ricevuto rimesse di denaro da due noti personaggi già aderenti a Terza posizione, Roberto Fiore e Massimo Morsello, rimasti a lungo latitanti a Londra ove hanno avviato, nel corso degli anni, cospicue attività economiche». Terza Posizione era un gruppo terroristico degli anni Settanta sciolto nel 1980; Fiore ne faceva parte e sfuggì all’arresto scappando a Londra, dove venne misteriosamente protetto dalle autorità; dice infatti Andreassi: «Abbiamo fatto di tutto con la polizia britannica per riaverli indietro, ma non ci siamo mai riusciti». Terza Posizione, di cui faceva parte Fiore, aveva notevoli contiguità con i Nuclei Armati Rivoluzionari, altro gruppo terrorista neofascista che commise 33 omicidi e che il 2 agosto 1980 organizzò la strage (strage… da cui deriva la parola “stragista”) della stazione di Bologna, dove morirono 85 persone innocenti.

Quindi, Fiore non è uno stragista; era “solo” membro di una banda armata ed è stato “solo” condannato per associazione sovversiva! Fiore non è uno stragista; però membri del gruppo di cui faceva parte avevano messo in piedi un arsenale con decine di pistole, mitragliatrici, addirittura bombe, e collaboravano con gli stragisti dei NAR.Risultato: Fiore, condannato per reati gravi, non ha mai fatto un giorno di galera ed è stato europarlamentare ed alleato di Silvio Berlusconi nelle elezioni del 2006; Savoldi dovrà sborsare migliaia di euro per aver “diffamato” su un sito web quel santarellino-che-non-è-uno-stragista. Poi veniteci a dire che i tribunali sono in mano alla sinistra!

Crediamo che sia giusto sostenere Ale in questa brutta vicenda giudiziaria; la prima udienza, a Roma, si è già tenuta, ma il dibattimento è stato rinviato a dopo l’estate. Speriamo in un’assoluzione, ma se Ale sarà costretto a versare un risarcimento, è dovere di tutti gli antifascisti pavesi contribuire alle spese. Organizzeremo delle iniziative per raccogliere questi soldi e far vedere che per noi un attacco a uno è un attacco a tutti.

Buone vacanze, Roberto Fiore. Se vai in Riviera e passi dalla stazione di Bologna, da’ un’occhiata alla lapide con le 85 vittime. Tanto non sei stato tu, vero?

Eva Rita Montù

(tratto dal numero 5 di Bonarda)

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