Genova in lotta

Significativo sciopero a Genova: tutto il nostro sostegno ai lavoratori autoferrotranvieri in lotta, costretti a forme dure di lotta dalla protervia del governo che non vuole tirar fuori i soldi. Da l’Unità del 19/12/2003:

Salta la trattativa notturna, a Genova bus e tram restano nei depositi

«Se facciamo i buoni non ci sentono» è questo il giudizio più accreditato negli ultimi tempi tra i lavoratori a proposito del governo e della sua politica di relazioni sindacali. E così ecco che arriva uno sciopero selvaggio al giorno, o quasi. Oggi è toccato a Genova, dove nessun mezzo pubblico ha circolato stamani a partire dalle 5 del mattino, quando i primi autobus sarebbero dovuti uscire dai depositi. Gli autisti hanno messo i mezzi arancione di traverso davanti alle porte carraie, bloccando così le uscite. Hanno permesso che uscissero soltanto i mezzi per l’ accompagnamento dei disabili, i cosiddetti «pollicino».
Capannelli di lavoratori si sono formati davanti a tutti i depositi – i cosiddetti picchetti” – ma non si registrano al momento situazioni di tensione.Colti di sorpresa, i genovesi hanno atteso inutilmente alle fermate l’ arrivo dei mezzi ed hanno tempestato di telefonate i centralini di polizia e carabinieri per chiedere informazioni. Man mano che la notizia dello sciopero improvviso si diffondeva, i gruppi di persone sotto le pensiline si sono rarefatti sino a scomparire. Pesanti le conseguenze per il traffico, soprattutto nel ponente cittadino.
Il sindaco del capoluogo ligure Giuseppe Pericu ha incontrato i lavoratori in sciopero, ai quali ha rivolto un appello affinchè si riprenda il regolare servizio ed ha assicurato l’intervento presso il governo del Comune di Genova. «Chi lavora qui deve poter continuare a farlo – ha detto Pericu – anch’io mi aspettavo che il governo risolvesse la questione imponendo un’accisa sulla benzina». Secca la risposta dei lavoratori che hanno mostrato al primo cittadino le proprie buste paga ed hanno ancora una volta esposto le loro motivazioni: «Non siamo contenti di fare azioni simili – hanno replicato i portavoce – ma non capiamo perchè solo noi dobbiamo rispettare leregole». Secondo le ultime notizie il sindaco per il momento non intende chiedere la precettazione dei lavoratori. Dello stesso parere sarebbe anche il prefetto di Genova, Giuseppe Romano.
Il sottosegretario Maurizio Sacconi che conduce la trattativa al ministero dei Trasporti invoca sanzioni più rigide per i lavoratori “ribelli”. Ma è chiaro ormai – da Milano a Fiumicino – che la regolazione del diritto di sciopero può funzionare soltanto quando il conflitto è controllato da una concertazione tra le parti, quando la vertenza non si trasforma in un durissimo braccio di ferro come nel caso degli autoferrotranvieri. La maratona negoziale notturna tra governo e sindacati per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri non ha portato ad un accordo. Il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi ha messo sul tavolo un aumento medio mensile di 80 euro lorde e una «una tantum» di 600 euro, ma i sindacati confederali non sono riusciti a dare finora una risposta unitaria alla proposta e si riuniranno oggi pomeriggio alle 15 nella sede Cisl per valutarla (inizialmente l’incontro era previsto alle 11). La Cisl sembra disposta a dire di sì, mentre Cgil e Uil hanno forti perplessità. «Per l’una tantum siamo disponibili a metterci fra aziende e lavoratori, ma assolutamente non scenderemo sotto i 1.000 euro», ha detto il segretario nazionale autoferrotranvieri della Uil, Goffredo Patriarca. E il segretario generale della Uil-Trasporti, Sandro Degni, non nasconde che la tensione tra i lavoratori è molto alta e oltre alla proteste spontanee c’è anche il rischio che i lavoratori scelgano di seguire rigidamente le regole attuando una sorta di «sciopero bianco».
I lavoratori genovesi, i più arrabbiati di oggi, dicono che «i 600 euro non coprono neppure gli scioperi di due anni, perchè tolta l’indennità degli ultimi due anni, si arriva a 250 netti», spiega il segretario provinciale della Filt-Cgil, Guido Fassio.«600 euro per gli arretrati, ma ce ne aspettavamo almeno 2 mila!», dice il segretario provinciale della Cisl Trasporti, Giorgio Ghiglione. «La gente è alle fermate, ci dicono, ma noi sono due anni e mezzo che aspettiamo il contratto. Siamo esasperati da questo balletto di cifre», aggiunge il segretario provinciale della Uil per i trasporti, Carlo Ruwet.
Tutti nel capoluogo ligure attendono segnali da Roma: se non arriva la notizia dello sblocco della trattativa dopo la riunione delle 11 a Roma, il blocco continuerà. Intanto c’è il rischio di un’ordinanza del prefetto Giuseppe Romano che costringa i lavoratori a tornare sui mezzi: «è possibile che il prefetto prenda dei provvedimenti, ma ci aspettiamo anche che ne prenda nei confronti della Regione e del Comune, perchè la nostra situazione la conosce da mesi», commenta Ghiglione. Al deposito di Sampierdarena sono presenti anche i ragazzi del laboratorio occupato Buridda in segno di solidarietà agli autoferrotramvieri.

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