Giorno della Memoria: chi ha fatto la Shoah?

In questo giorno [27 gennaio] si ricorda la Shoah, ossia lo sterminio di 6 milioni di ebrei (tra cui un milione di bambini) ad opera del regime nazista hitleriano e dei suoi collaboratori fascisti in tutta l’Europa, tra cui i fascisti italiani della repubblichetta-fantoccio di Salò, gli ustascia croati, le Croci frecciate ungheresi, i pétainisti di Vichy in Francia, i traditori ucraini, lettoni, lituani ecc., nell’URSS invasa dalla Wehrmacht…
Quindi è una mostruosa e provocatoria menzogna quella della destra in parte neofascista, ma anche di quei sedicenti “democratici”, che pretenderebbero di coprire l’infamia nazifascista con la cortina fumogena dei “totalitarismi”, e di invitare alla “pacificazione” tra vittime e carnefici. Il fascismo mussoliniano, che nel 1938 aveva emanato le ripugnanti legge razziali antiebraiche, e poi aveva operato di concerto con la Wehrmacht, le SS e la Gestapo per deportare e massacrare un buon quinto dei pochi ebrei presenti sul territorio italiano durante la II Guerra Mondiale, non può in alcun modo ritenersi estraneo alla Shoah (tranne casi del tutto individuali,artificialmente gonfiati).
È assurdo ed osceno invocare perdono per il genocidio, ed è ipocrita sostenere che esso sarebbe stato determinato solo dalla megalomania paranoica e sanguinaria dell’imbianchino austriaco, spia del comando militare tedesco, Adolf Hitler. Costui venne infatti eletto Cancelliere del Reich da una maggioranza reazionaria, capeggiata dalla grande borghesia industriale e finanziaria tedesca, con al seguito masse piccolo-borghesi imbevute di anticomunismo ed odio antioperaio – con la benedizione del “conservatorismo democratico” internazionale, come già era avvenuto per il regime fascista italiano, che p.es. Churchill approvava come rimedio alle “bestiali passioni del bolscevismo”.
Nella guerra civile contro il proletariato tedesco, i vari Krupp, Stinnes, ed i loro burattini politici diedero al boia Hitler l’incarico di demolire tutte le conquiste del movimento operaio tedesco, quindi le stesse “libertà civili”, allo scopo di togliere l’acqua in cui nuotavano i comunisti. Il risultato è evidente: mobilitando tutta l’antica reazione, l’antigiudaismo ed antisemitismo accumulato da secoli divennero una strategia accuratamente pianificata di sterminio (Endlösung o soluzione finale), posta in atto con sofisticata tecnologia industriale, e efficienza senza precedenti.
“Chi non vuole parlare di capitalismo, non deve neanche aprir bocca sul fascismo.” (Max Horkheimer)
La Shoah è la rivelazione della “civiltà cristiana-occidentale”, cioè del capitalismo nella sua fase imperialista, un indice di che cosa la borghesia sia capace di fare per proteggere i suoi profitti e privilegi, di quali forze del sottosuolo sociale (piccola borghesia parassitaria, sottoproletariato criminale) sia disposta a scatenare per conservare il potere.
Il grembo da cui nacque il mostro nazifascista è quindi ancora fecondo (B. Brecht) – così come la reazione culminante nell’antisemitismo è tutt’altro che sparita dal panorama “ideologico” del nostro Paese, anzi pretende dignità culturale col ridicolo pretesto della “libertà di espressione” (è il caso di Forza Nuova, dichiaratamente fascista ed antisemita, ma anche di altri settori reazionari raccolti sotto l’ombrello del governo Berlusconi).
Tutto ciò deve rafforzarci nell’intransigenza antifascista e nel rifiuto di ogni pretesa “pacificatrice” e di ricerca di un “comune riferimento nazionale” con gli squallidi e scellerati “ragazzi di Salò”, servi e tirapiedi dei nazisti nel nostro Paese (i quali per lo più sono riusciti ad eludere la giustizia partigiana, ed hanno infestato nel successivo mezzo secolo la scena politica, come lo fanno ora i loro figli e nipoti, tutt’altro che “pentiti” – a differenza di tanti ex-comunisti).

M. S., PRC Pavia

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