I giovani a Pavia – programma politico della Lista Comunista

I giovani a Pavia – programma politico della Lista Comunista

Questo testo è il prodotto di un’elaborazione comune realizzata a Pavia tra Giovani Comunisti e Federazione Giovanile Comunisti Italiani. Ne abbiamo sottoposto i contenuti ad una discussione aperta coi giovani di sinistra tenutasi all’osteria Sottovento il 19 marzo scorso e sulla base dei temi usciti da quel dibattito ne abbiamo pubblicata una versione riveduta che è entrata a far parte del programma elettorale della Lista Comunista Pavese formata da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Comunisti Italiani per le prossime elezioni comunali di giugno.

Questo testo è diventato subito argomento di confronto politico in città e faremo del nostro meglio per imporre al dibattito pubblico i temi per noi cruciali in esso contenuti. Ci ha colpito come anche con altri giovani di sinistra che non hanno la nostra stessa appartenenza partitica si sia subito creata una sintonia su queste rivendicazioni concrete; questo secondo noi dimostra che la politica fatta in un certo modo può avvicinare e non allontanare i giovani. Ai giovani che ritengono di riconoscersi in queste idee chiediamo aiuto per una campagna elettorale che sarà per noi durissima, privi come siamo di appoggi nella “Pavia che conta”, di lauti finanziamenti dall’alto, di protettori e “faraoni” a Milano o a Roma – un aiuto che può significare affiancarci nella campagna e nei volantinaggi o anche un’adesione all’organizzazione dei Giovani Comunisti. Le nostre porte sono aperte a chi vuole battersi per una Pavia dove questo programma abbia voce e dove quell’assemblea al Sottovento non resti soltanto chiacchiere e un “libro dei sogni”.

Giovani a Pavia

A chi ci rivolgiamo quando parliamo di questione giovanile?

Noi ci rivolgiamo alla generazione degli studenti bistrattati dalle controriforme che rivendicano il proprio diritto allo studio, dei giovani lavoratori (o… disoccupati!) che subiscono per la prima volta nella loro vita lo shock di una crisi dell’economia capitalista, delle nuove coppie che cercano difficoltosamente di costruirsi un futuro sereno.

Per semplicità chiamiamo questa categoria “i giovani”, ma ci sono giovani e giovani: i giovani rampanti che si sono spesso messi in mostra nel teatrino politico pavese hanno problemi ben diversi, ammesso che ne abbiano. La nostra politica a favore dei “giovani” non ne fa una questione generazionale, ma una questione sociale: questi giovani, come anche gli immigrati, sono una parte decisiva della nostra base sociale tanto quanto i lavoratori adulti e italiani o i pensionati. Non solo: sono anche una parte importante dei nostri iscritti e militanti, conosciamo i loro bisogni perché spesso siamo noi stessi parte di quella generazione.

Cosa ha fatto la politica cittadina per i giovani?

Questi giovani sono stati messi all’ultimo posto nelle priorità dell’ex sindaco Piera Capitelli, che si è meritatamente conquistata l’antipatia di gran parte anche dei giovani di sinistra della città.

Sono i giovani che non trovano lavoro e a cui la proposta che viene dalla politica cittadina è un impiego ultraprecario al nuovo Carrefour.

Sono i giovani che non trovano casa e che vedono nel Piano Regolatore quasi solo piani per la costruzione di nuove residenze di lusso, mentre le case popolari restano sfitte, i grandi proprietari immobiliari fanno i furbi con gli affitti, la modesta spesa sociale del comune sembra rispondere a logiche clientelari e non ad un’idea di welfare universale.

Sono i giovani che hanno difeso i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo chiedendo la chiusura della sede del partito di estrema destra Forza Nuova in Borgo Ticino, che hanno espresso la loro solidarietà ai rom della SNIA cacciati e perseguitati in nome degli interessi degli speculatori edilizi. In queste battaglie, noi siamo stati al loro fianco, la giunta era zitta o addirittura dall’altra parte della barricata.

Sono i giovani che sono stati trattati come ospiti sgraditi per anni, i loro luoghi di ritrovo chiusi (Radio Aut) o perennemente sotto attacco (Sottovento, Barattolo, piazza Cavagneria, piazza Duomo ecc.) con il silenzio o la complicità dell’amministrazione comunale, che non tentava in alcun modo una mediazione tra esigenze diverse né proponeva soluzioni alternative, ma si schierava sempre e comunque a favore del proibizionismo e degli interessi dei proprietari immobiliari del centro storico.

Se alle questioni di carattere più strettamente sociale danno risposta le parti del nostro programma sul lavoro e sulla casa, così come le sezioni apposite esprimono la nostra posizione sull’antifascismo e sull’antirazzismo, esistono anche dei temi prettamente giovanili che richiedono da parte di noi comunisti lo sviluppo di una serie di rivendicazioni e considerazioni specifiche. Noi vogliamo essere la lista che dà risposte a questa parte di città, senza ipocrisie e specchietti per le allodole come fanno altre forze politiche pavesi.

Gli spazi di aggregazione

La proposta dell’assessore Nizzoli che i giovani andassero in periferia o fuori città a divertirsi per non disturbare la quiete del centro dimostra da un lato un progetto per il centro storico incompatibile con il carattere di Pavia città universitaria, dall’altro un disprezzo verso gli abitanti dei quartieri periferici, che a quanto pare possono essere disturbati dal rumore senza problemi perché tanto sono cittadini di serie B.

Dal nostro punto di vista, le vie tradizionalmente più vivaci del centro storico devono restare tali e l’aggregazione giovanile deve essere valorizzata, specie quella di tipo non commerciale (circoli ARCI e simili, centri sociali, associazionismo). Questo, però, non basta: il Comune deve investire nello sviluppo di spazi (sia spazi fisici, edifici, sia delle occasioni speciali) per l’espressione dei bisogni dei giovani: bisogni culturali, bisogni di socialità, bisogni di divertimento. Pavia è una città universitaria con una grandissima popolazione studentesca; molti di questi universitari si stabiliscono qui anche dopo la laurea e diventano nuovi cittadini pavesi; le due risorse economiche principali della città, l’università e il policlinico, sono strettamente legate alla presenza di questi giovani e dimostrano quanto essenziale sia questa componente demografica alla vita di Pavia. Questa categoria viene sfruttata quando fa comodo, ma ignorata dalla politica ufficiale, che risponde a ben altri gruppi di pressione.

Ecco alcune delle nostre proposte:

  • Istituzione di una commissione comunale di controllo sugli affitti e sulle condizioni di locazione, che censisca la situazione abitativa della città, denunci gli eventuali illeciti e  soprusi dei padroni di casa, fornisca consulenza ai giovani (specie studenti) che si trovano a fare i conti con il mercato degli affitti, fornisca un servizio gratuito di mediazione (una specie di agenzia di locazione municipalizzata) per abbattere i costi della mediazione delle agenzie immobiliari.

  • Ridefinizione delle aree che definiscono i limiti di rumore consentito (zonizzazione acustica) in modo da permettere una maggiore tolleranza nelle zone del centro dove si concentra la vita notturna, preservando al tempo stesso la quiete delle zone residenziali, specialmente quelle fuori dal centro storico. In generale chiediamo che l’amministrazione comunale non assecondi l’intolleranza e atteggiamenti punitivi o repressivi nel nome di un concetto esasperato di quiete pubblica, ma al contrario faciliti la convivenza.

  • Creazione di spazi di aggregazione giovanile nelle aree dismesse, per es. costruzione di una tensostruttura fissa per concerti e convegni nell’area ex SNIA o all’Arsenale. Nel nostro progetto di recupero sociale di queste aree vanno inclusi degli spazi destinati ai giovani, questo però non può diventare un alibi per rinunciare a rendere il centro storico più accogliente per la popolazione giovanile.

  • Recupero degli ex Bagni Pubblici di piazza Castello rendendolo sede per associazioni no-profit giovanili. La collocazione di quell’edificio, in un piccolo giardino, in centro e isolato da case private, è ideale per lo scopo. Censimento degli immobili pubblici recuperabili a fini sociali e di socialità.

  • Ritiro dell’assurda ordinanza anti-bivacco e cancellazione delle multe contro chi aveva protestato contro questa iniziativa proibizionista della decaduta giunta Capitelli.

  • Apertura di un tavolo permanente di confronto del Comune con le forze dell’ordine presenti nella città, allo scopo di ridefinire le priorità degli interventi di polizia, che devono essere riorientati verso i reati più gravi e pericolosi. Oggi c’è una sproporzionata attività delle forze dell’ordine nei confronti dei giovani “rumorosi” e dei momenti di aggregazione sociale degli immigrati, mentre problemi ben più seri vengono spesso dimenticati. Per esempio le zone della città meno sicure per donne e ragazze andrebbero pattugliate meglio e l’illuminazione pubblica migliorata in certi punti di passaggio delle studentesse dei collegi universitari periferici, in modo da permettere a tutti e tutte di uscire serenamente la sera.

  • Difesa del carattere autogestito del Centro Sociale Barattolo. I ragazzi che gestiscono questo posto da anni, lavorando gratuitamente per renderlo agibile alla cittadinanza (l’hanno anche ristrutturato dopo l’incendio doloso di stampo fascista che lo distrusse nel 2001), hanno il diritto di vedere riconosciuto il proprio ruolo con il rinnovo, fra due anni, della convenzione col Comune.

  • Riapertura dei cinema in centro. Il Multisala di viale Oberdan non può sostituire i tradizionali cinema di corso Cavour che contribuivano a rendere vitale una delle vie più importanti del centro storico. Inoltre è forte il rischio che con il multisala solo i film di maggior successo commerciale siano proiettati in città (cosa che già avveniva con il Kursaal d’altronde). L’unica soluzione può venire da un intervento pubblico che riapra delle sale cinematografiche a prezzi calmierati, aperte anche nel pomeriggio per studenti e pensionati, che si dedichi a rassegne e ad iniziative culturalmente valide, dati in gestione a chi in città si occupa con competenza di cinema (è possibile anche coinvolgere l’università) e a qualunque associazione no-profit intenda organizzare autonomamente delle proiezioni. Per l’estate è possibile organizzare proiezioni all’aperto per esempio al Castello.

  • Trasparenza e partecipazione nell’organizzazione di festival culturali come il “Festival dei Saperi”. Questo festival è stato occasione di spese folli e ingiustificate, a fronte di un’offerta culturale piuttosto discutibile, senza nessun reale coinvolgimento delle forze culturalmente più vivaci della città. Noi proponiamo che si formi una commissione aperta per l’organizzazione di festival di questo tipo, che i capitoli di spesa siano sottoposti al controllo democratico della cittadinanza, che siano privilegiate le iniziative su base non commerciale, che l’organizzazione di questo tipo di iniziative non sia più delegato ad imprese esterne a fini di lucro (gli scandali legati a questa vicenda dimostrano i rischi legati alla “privatizzazione” del Festival). Le iniziative tipo “notte bianca” vanno rilanciate e rese più frequenti: noi proponiamo almeno una notte bianca ogni trimestre (notte bianca di primavera, di estate, di autunno e di inverno) allo scopo di promuovere l’immagine di Pavia città universitaria aperta ai giovani. Proponiamo inoltre una “notte bianca” universitaria, da svolgersi in collaborazione con l’Università, in un giorno infrasettimanale, per permettere la partecipazione degli studenti fuori sede.

  • Organizzazione di un Festival Contro il Razzismo attorno alla data del Venticinque Aprile coinvolgendo anche le scuole, le comunità immigrate, i sinti e i rom della città, con l’obiettivo di favorire l’integrazione dei diversi gruppi etnici che costituiscono la odierna popolazione pavese.

  • Organizzare l’apertura serale di biblioteche e luoghi studio, anche in collaborazione con l’università.

  • Potenziamento ed estensione dei consultori familiari, pubblicizzandone i servizi presso le scuole, l’università e gli altri luoghi della vita giovanile. In questi consultori devono essere evitate pressioni indebite di gruppi su base religiosa, che contraddicono la laicità dello Stato e ostacolano il lavoro dei professionisti che operano in queste strutture.

Aggiungiamo qui anche alcune proposte che andranno integrate nella parte di programma che riguarda la viabilità e la mobilità:

  • Servizio gratuito di fornitura di biciclette in comodato d’uso come avviene in altre città europee. Si può studiare una soluzione simile a quelle di Parigi o Copenhagen che permetterebbero a molte più persone di usufruire delle piste ciclabili e delle aree pedonali del centro.

  • Pedonalizzazione completa di alcune vie del centro storico come corso Garibaldi e strada Nuova, attraverso l’installazione di blocchi fisici che impediscano il passaggio di vetture dalle 21 alle 6 (naturalmente gli invalidi o i servizi di soccorso dovrebbero essere forniti di un telecomando speciale). Questo consentirebbe di utilizzare meglio lo spazio pubblico, per esempio i locali potrebbero mettere tavolini all’aperto ecc.

  • Sviluppare il trasporto pubblico serale e notturno. Gli autobus non girano di notte perché ciò non è economicamente conveniente, ma dal nostro punto di vista i trasporti pubblici vanno gestiti come un servizio pubblico (che quindi può anche andare in perdita se ciò serve ad uno scopo sociale) e non come un’azienda. Anche per questo ci siamo opposti alla trasformazione in SpA e alla minaccia di privatizzazione dell’ASM.

3 Responses to “I giovani a Pavia – programma politico della Lista Comunista”

  1. Tutto il programma ufficiale della Lista Comunista è stato pubblicato sul sito del PRC di Pavia.

  2. MA NON VI VERGOGNATE A SCRIVERE STE CAZZATE?????

  3. Cosa non ti convince? Riletti dopo tre anni sembrano assolutamente profetici.

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