Gli antipapi all’area Vul

Un buono spazio sulla stampa locale e anche al telegiornale regionale (che ha intervistato due nostri compagni) è stata data all’iniziativa contro la visita del papa a Pavia (e soprattutto contro le modalità dell’organizzazione dell’accoglienza) che si è tenuta domenica 22 aprile presso l’area Vul sulle sponde del Ticino.
È stata un’iniziativa soprattutto festosa e musicale che noi Giovani Comunisti abbiamo contribuito a costruire e che ha visto la presenza del nostro banchetto e del nostro materiale; la Provincia Pavese ha pubblicato su questo un articolo che riportiamo integralmente.

Area Vul, festa alternativa “antipapale”

In tanti lungo il Ticino al raduno “musical-politico”
Nei volantini dicono: “Ratzinger non è il benvenuto”

PAVIA. Centinaia di ragazzi e giovani hanno deciso di sfuggire a transenne e papa-boys cercando rifugio all’area Vul, dove le associazioni del Barattolo, dei Giovani Comunisti, Spimo e Udu avevano organizzato un raduno musical-politico “antipapale”. “Il sig. Ratzinger non è il benvenuto”, recitava provocatoriamente il volantino, appeso da giorni sui muri della città.

Sono arrivati in tanti, spinti dalla bella giornata, per dimostrare che Pavia non è solo quella che accoglie festosa il Papa, ma che esiste anche una sorta di “Pavia ghibellina” contraria “alle politiche reazionarie della Chiesa, alla messa in discussione dell’aborto, alla Chiesa che agisce come Partito politico e alle tournée del Papa”, viste non tanto “come una questione di fede ma come eventi di propaganda politica reazionaria”. Fino a quando non è calato il buio sul Ticino gruppi musicali pavesi hanno suonato, cantato, ballato, mentre intorno si giocava a calcio, si prendeva il sole o si studiava per gli esami incombenti. La massa di giovani che fino dalle due del pomeriggio in bici o a piedi ha attraversato il Ponte Coperto alla ricerca di un’oasi “senza polizia e transenne” ha voluto così affermare, secondo le parole di Michelangelo Morganti dell’Udu, “che esiste un altro modello sociale, un altro modo di scegliere e di vivere e ogni occasione deve essere buona per dimostrarlo”. Mauro Vanetti dei Giovani Comunisti ha rivendicato l’assenza di “folle oceaniche” in città per l’arrivo del Papa e ha sottolineato “l’importanza di aver fatto notare con questo atteggiamento che ‘visita papale’ non deve corrispondere necessariamente a una città genuflessa”. Le critiche dei Giovani Comunisti sono tante: dalla “città allestita a festa come se dovesse scendere dal cielo Gesù Cristo in persona” alla “discutibile presentazione della totalità dei giovani pavesi come papa boys che aspettano il matrimonio”. (a. gh.)

One Response to “Gli antipapi all’area Vul”

  1. […] Domenica si è tenuto invece il concerto anticlericale al Vul, sulle sponde del Ticino, di cui ha parlato ampiamente la stampa locale (in un articolo che abbiamo già riportato su questo sito) e a cui è stato dato un certo spazio anche in televisione con l’intervista a due compagni dei GC. Le presenze erano superiori al previsto, qualche centinaio di giovani è venuto ad ascoltare l’improvvisato concerto e a visitare i banchetti di materiale politico che avevamo allestito noi e gli altri organizzatori dell’evento. Abbiamo colto l’occasione per conoscere alcuni nuovi compagni molto giovani ed entusiasti e per produrre il nostro nuovo striscione ufficiale che abbiamo poi esibito il 25 Aprile, con la bella scritta rossa Giovani Comunisti Pavia – Federazione F. Ghinaglia. Lunedì, infine, la Sinistra Giovanile e l’UdU hanno portato decine di persone (tra cui numerosi ragazzi della comunità omosessuale della città) ad una riuscita assemblea con il parlamentare Franco Grillini (presidente onorario dell’Arcigay, dei DS, ma pare non aderirà al Partito Democratico – e d’altronde ci chiediamo con che faccia i Democratici di Sinistra possano pretendere di difendere i diritti civili arrivando addirittura ad una fusione organizzativa con gli ex democristiani della Margherita, tra cui troviamo la fondamentalista cattolica Binetti). I giovani di Forza Italia, a cui forse la presenza del papa nel week end aveva dato alla testa, avevano annunciato una “presenza in massa” della “cittadinanza” per contrastare le opinioni presuntamente anti-famiglia di Grillini (chiamato “la/il on. Grillini” in un delirante volantino omofobo), ma si sono presentati in tre rimediando la solita figuraccia. Forse hanno confuso le leggende giornalistiche, che vogliono dipingere la nostra come una generazione di papa-boy, con la realtà.   […]

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