Gli intracomunitari

Quando Romania e Bulgaria sono entrate nell’Unione Europea, i razzisti dicevano che ci sarebbe stata un’ondata di rumeni e di bulgari che avrebbero potuto stabilirsi liberamente in Italia senza che si potesse più applicare loro la legislazione draconiana che vale per gli extracomunitari. A Pavia, Lega Nord e forze simili sollevavano la questione specialmente nei confronti dei rumeni poverissimi che si sono insediati nell’area dell’ex SNIA. Purtroppo, si sbagliavano.
Scopriamo al contrario, grazie ad una scandalosa circolare del ministero dell’Interno, che l’Unione Europea non smentisce la sua fama razzista e reazionaria neanche in questo caso, calpestando all’occasione diritti umani di cittadinanza e buon senso. Così infatti spiega la faccenda Fabrizio Merli su la Provincia Pavese del 6 maggio:

Il ministero dell’interno “mette alla porta” i romeni dell’ex Snia. E’ questo, in sintesi, il significato di un decreto legislativo la cui applicazione viene caldeggiata in una circolare inviata a tutte le prefetture. Il decreto chiarisce i dubbi sui cittadini “neo-comunitari”?, ossia quelli provenienti da Bulgaria e Romania, nazioni appena entrate nell’Unione europea. Per ottenere il diritto di soggiorno, questi cittadini devono dimostrare di avere un lavoro, di potersi mantenere o di essere iscritti all’Università. In caso contrario scatta l’allontanamento dall’Italia.
Il decreto riguarda chi abbia intenzione di soggiornare in Italia per più di tre mesi. […]

Insomma, esistono gli intracomunitari, che sono cittadini dell’Unione Europea ma non godono dei diritti dei “veri” cittadini europei. Questa ci sembra una risposta piuttosto eloquente a chi ancora pensa che attraverso il processo di unificazione capitalista su scala continentale si possa ottenere un’estensione dei diritti civili e sociali.

Intanto Piera Capitelli ed Ettore Filippi si fregano le mani: queste indicazioni dall’alto lasciano le mani libere al comune (teoricamente di centrosinistra) per disfarsi a suo piacimento della fastidiosa presenza dei poveri cristi e poter finalmente aprire la fase finale della speculazione edilizia sull’area dismessa.

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