I fascisti aggrediscono i Los Fastidios

I pregiudicati neonazisti Marco Rossella e Luca Oriani, del Veneto Fronte Skinheads, ne hanno fatta un’altra delle loro: dopo aver tagliato le gomme al loro furgoncino, hanno aggredito, armati, i membri della band street-punk Los Fastidios, a Pavia per un concerto al Centro Sociale Barattolo.
Los Fastidios erano a Pavia dalla sera di venerdì 17 dicembre 2004. Dovevano infatti suonare al Barattolo per una nobile causa: il finanziamento dei processi intentati dagli antifascisti contro i violenti naziskin pavesi. Avevano anche rinunciato ad una parte del loro compenso per aiutare i compagni pavesi in difficoltà economiche di fronte ad ormai ingenti spese processuali.
Non potevano immaginare che, a poche ore da un’udienza di un processo che stanno subendo per un’altra delle loro codarde imprese violente, i fascisti Marco Rossella e Luca Oriani, del Veneto Fronte Skinheads, avessero la bella pensata di pedinarli fino al piazzale di fronte all’istituto Cossa (viale Necchi), dove il gruppo musicale ha lasciato il camioncino per trascorrere la notte presso un ospite pavese. Questa almeno è la teoria più accreditata presso chi sta conducendo le indagini, secondo quanto riferito dalla stampa locale; il camioncino infatti era privo di scritte o altri segni che potessero renderlo riconoscibile come appartenente alla band di sinistra.
La mattina successiva, i sei compagni veneti venuti a Pavia per lavorare e per solidarietà antifascista hanno trovato il loro camioncino con tutte e quattro le gomme tagliate. Un grosso danno, tenuto anche conto che per la sera era previsto un concerto a Reggio Emilia che alla fine è stato sospeso.
Ma la storia non finisce qui. Verso le 13 passa un’auto con a bordo Marco Rossella e Luca Oriani (il colpevole ripassa sempre sulla scena del delitto) che rivolgono insulti pesanti ai musicisti. Non paghi, i due ripassano una seconda volta alcuni minuti dopo, armati di tirapugni e manganello, scendono dal veicolo e innescano uno scontro fisico con Los Fastidios.
La colluttazione è estremamente violenta e fortunatamente i due neonazisti hanno la peggio: all’arrivo della polizia Rossella è piuttosto malconcio e Oriani deve addirittura essere portato via dall’ambulanza. Anche alcuni dei sei compagni, tuttavia, sono feriti (uno con oltre una settimana di prognosi). Rapidamente accorrono sul posto esponenti dei CoRSARi, dei Folletti URBANI e dei Giovani Comunisti.
Tutti gli otto partecipanti allo scontro sono stati denunciati per rissa. Secondo voci non confermate, nella macchina di Rossella sarebbe stata trovata anche una mazza.
Vogliamo dire subito e con chiarezza che secondo noi Los Fastidios hanno fatto bene a difendersi e che è con soddisfazione che abbiamo tutti reagito alla notizia del ferimento di Oriani, che ci auguriamo sia di monito a chi continua a pensare di poter spadroneggiare nella nostra città con la violenza squadrista, pur essendo totalmente privo di seguito e di consenso, oltre che naturalmente di idee sensate. Non abbiamo mai sostenuto l’idea che bisognasse ridurre la lotta antifascista a scontri tra bande (che è quello che costoro vorrebbero), ma nemmeno crediamo che l’unica reazione di fronte ad un’aggressione possa essere una telefonata al 113 – col rischio di trovarsi con la testa rotta prima di aver fatto in tempo a comporre il numero.
Riteniamo invece scandaloso e inaccettabile che sei ragazzi, venuti fino a Pavia a portare un po’ di musica e di solidarietà, si trovino non solo a fare i conti con gravi danni economici e col mancato guadagno del concerto di Reggio necessariamente rinviato, ma anche feriti da dei balordi neonazisti e denunciati per una rissa che non hanno certo provocato! Vanno processati e puniti solo i due fascisti, peraltro noti pregiudicati non certo nuovi a gesti violenti di questo tipo.
La lotta antifascista continua alla luce del sole, con la mobilitazione democratica, con l’organizzazione, con la controinformazione, con l’approfondimento politico, con il coinvolgimento della cittadinanza e con la ricerca del consenso dei lavoratori e dei giovani che a Pavia si sono davvero stufati di questa situazione. I gesti insensati di cui i fascisti si stanno macchiando a Pavia ultimamente, colpendo a casaccio chiunque sia riconducibile al mondo della sinistra, dimostra solo la loro incapacità cronica di sviluppare un qualunque progetto politico serio attorno al quale aggregare consensi; come una bestia ferita a morte, sono tuttavia ancora pericolosi e vanno fermati: non va abbassata la guardia e bisogna organizzare una forma democratica e collettiva di autodifesa, affinché questi mercenari dei padroni capiscano che l’unica cosa saggia da fare per loro è semplicemente scomparire e affinché fare politica a sinistra a Pavia sia un diritto e non un rischio.

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