I GC lombardi contro la liquidazione burocratica dei Giovani Comunisti

Il Coordinamento Regionale dei Giovani Comunisti della Lombardia approva la seguente mozione e ne stabilisce l’inoltro al Coordinamento Nazionale GC, all’Esecutivo Nazionale GC e ai Portavoce Nazionali GC:

Con il documento politico approvato in sede di Coordinamento Nazionale GC del 1 settembre 2010 in assenza del numero legale che ne rendesse valida la seduta, si è sancita di fatto la prossima scomparsa della nostra organizzazione comunista giovanile.

Il solo fatto che un documento di tale importanza sia stato assunto senza lo scrupolo del rispetto delle regole di Partito è di per se stesso indice di una volontà che si eleva superiore alla dialettica democratica, la quale probabilmente avrebbe permesso l’elaborazione di un documento differente.

Venendo ai contenuti del documento lo sconcerto dei compagni della base militante è più che giustificato: senza validi né condivisi motivi si decide la via del fusionismo verticistico con la FGCI e con altre organizzazioni non meglio specificate.

Se da un punto di vista strategico l’unità dei comunisti e delle organizzazioni comuniste non può che essere pienamente condivisibile, pare tuttavia alquanto sorprendente che la tattica delineata prefiguri alleanze allargate in nome della sopravvivenza e dell’allargamento numerico, senza accennare minimamente a contenuti politici, ideologici e programmatici. L’unità prefigurata si basa unicamente sul timore di non farcela, è uno sbandamento così nevrotico che non potrà partorire che figli ciechi ed inutili alle nostre classi di riferimento.

Se infatti lo scopo dei Giovani Comunisti è contribuire alla trasformazione economica e sociale dello stato di cose presenti a partire dai conflitti delle giovani generazioni, allora per questo fine devono strutturarsi e organizzarsi. Se, ahinoi, lo scopo dei GC è invece ottenere rappresentanze istituzionali, sindacali o universitarie, allora è giusto che abbandonino l’ideologia e l’analisi marxiste come lasciato intendere dal documento in oggetto.

Noi Giovani Comunisti, che vogliamo crescere nel numero e nei consensi tramite la pratica e la formazione marxiste, saremo ben disposti al superamento della nostra organizzazione quando ciò significherà un avanzamento reale nell’analisi e nell’organizzazione comuniste. Se a volte è necessario fare un passo indietro, lo è solo nella sicura previsione di farne due in avanti!

Non possiamo pertanto accettare direttive che impongono di accantonare il comunismo per abbracciare non meglio definite soggettività di sinistra. Se è vero che il capitale si combatte sfruttando ogni potenzialità, è altrettanto vero che lo si può vincere solo possedendo obiettivi chiari e strumenti corretti.

Il percorso che porterà alla fusione con la FGCI e altri è ipocritamente affidato alle federazioni locali, ben sapendo che nessuna struttura nazionale, nemmeno la stessa FGCI, può vantare, anche in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, la capillarità dei GC. Così, oltre che subire il cambiamento di nome, simbolo e matrice ideologica, i Giovani Comunisti subiranno quasi sicuramente anche un’ibridazione dei livelli dirigenti calata evidentemente dall’alto.

Da  comunisti ci batteremo contro questo orizzonte deleterio e continueremo a lavorare, nonostante tutto, per la rivoluzione e per il socialismo.

Approvato dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Giovani Comunisti il 12 settembre 2010

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