Il CSP sfonda nelle scuole pavesi

Il corteo studentesco pavese del 28 ottobre 2005Il Comitato in difesa della Scuola Pubblica, lanciato (anche dai compagni dei Giovani Comunisti) nelle scuole di Pavia, ha ieri 28 ottobre 2005 tenuto il suo primo corteo per le vie della città. L’iniziativa di lotta contro la riforma Moratti è stata organizzata congiuntamente dal CSP e dal collettivo SPiMo e ha raccolto centinaia di giovani e giovanissimi compagni, veramente molto arrabbiati per le conseguenze funeste della politica scolastica del governo Berlusconi, ma anche critici nei confronti dell’autonomia scolastica, dei finanziamenti alle private e di tutte le porcherie con cui i governi di centrosinistra hanno aperto la strada alle devastazioni provocate da Letizia Moratti.
Il corteo è stato preparato da settimane di minuziosi volantinaggi e approfondimenti politici nelle scuole (inclusa la pubblicazione dei primi due numeri di Formica Rossa) e il risultato si è visto: era da tempo che a Pavia non si vedeva una manifestazione studentesca così buona non solo sul piano quantitativo ma soprattutto su quello qualitativo, con cartelli e slogan politici scanditi da tutti i partecipanti che recitavano No alla scuola di classe!, Stop ai buoni scuola, La Scuola pubblica non si tocca, Studenti e lavoratori uniti nella lotta e Si trovano i miliardi per i bombardamenti / ma poi non c’è una lira per operai e studenti.
La manifestazione ha attraversato Corso Cavour e poi è scesa per Strada Nuova per poi terminare in via dei Mille, al CSA Barattolo. Strada facendo si sono svolti numerosi applauditissimi comizi da parte dei compagni dei due collettivi e da parte di Matteo Molinaro, del Coordinamento Nazionale CSP-CSU (nonché dei Giovani Comunisti di Udine). Non si è mancato di ricordare gli studenti romani e bolognesi vittime della repressione e neppure la risposta fascista della Santanché alle lamentele studentesche.
Da La Provincia Pavese di oggi citiamo alcuni passaggi particolarmente significativi:

“Nell’assemblea che si è svolta al Barattolo – spiegano i promotori del CSP pavese – abbiamo ribadito le nostre idee sulla riforma. Che andrebbe completamente cancellata, insieme all’autonomia scolastica”. Gli studenti chiedono anche che si dirottino sulla Scuola pubblica sempre più in affanno i fondi stanziati per le scuole private. Si schierano anche a favore di una “Scuola laica, che non subisca ingerenze dalla Chiesa” e dicono “stop al lavoro precario che affligge il personale della scuola e non solo”. Gli studenti del CSP si danno appuntamento ogni venerdì, subito dopo le lezioni, al Cairoli. Per ora gli iscritti “attivi” sono una trentina ma il movimento sta allargando le basi con adesioni trasversali in molti istituti.

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