Il Forum Sociale di Vigevano e della Lomellina: quale pace in Iraq?

Questo comunicato del Forum Sociale di Vigevano e della Lomellina è stato pubblicato oggi 19 aprile su La Provincia Pavese.

Ma quale pace dopo la guerra all’Iraq?

Ormai da mesi il Forum Sociale di Vigevano e Lomellina ha deciso di esprimere un chiaro no alla guerra all’Iraq.
L’ha affermato con la partecipazione alla grande manifestazione del 15 febbraio a Roma, con gli incontri pubblici realizzati in città, con la manifestazione ed il blocco del ponte sul Ticino, con una presenza alla manifestazione di sabato 12 aprile a Roma, con la contestazione al ministro Giovanardi, con la carovana delle “biciclette-pacifiste”, con l’adesione alla campagna contro la Esso e con la partecipazione a tutti gli eventi che si sono susseguiti in città contro la guerra.
Tutto questo per sottolineare che la guerra globale permanente – perché di questo si tratta – non è affatto finita, nonostante ci dicano che il conflitto è ormai terminato. Si parla infatti di guerra trentennale, di guerre di aggiustamento strutturale nell’area del Medio Oriente che, non a caso, ha visto in questi giorni indicare anche Siria e Giordania come paesi detentori di armi di uccisione di massa. Armi che in Iraq non si sono trovate, ma che sull’albergo Palestine e sui civili iracheni sono state sperimentate dalla coalizione anglo americana (bombe a grappolo, missili all’uranio impoverito, ecc.).
In questa fase di rincorsa alla ricostruzione di un paese devastato dalle bombe, dai saccheggi e dall’embargo, vogliamo dire che questa “pace” non ci piace, perché non c’è pace senza giustizia sociale. Guerra e pace hanno cambiato il proprio significato, la guerra non è più l’interruzione di un periodo pacifico, la pace non è più il periodo che va da una guerra all’altra. La guerra moderna e globale è innanzitutto guerra contro i civili, strumento di dominio globale, controllo dell’umanità. Le sue conseguenze non possono essere che nuove povertà, nuovi conflitti, nuove vittime civili.
Ed è anche per questo che abbiamo voluto essere presenti a Roma sabato 12 aprile. A Roma si è svolta una manifestazione che, oltre ad essere contro la guerra in Iraq, è stata anche contro la guerra globale e le vittime civili che produce in tutto il mondo. Un corteo molto variegato, percorso da un certo senso di insoddisfazione rispetto a queste forme di sfilata che poi non propongono forme nuove di conflittualità. Nell’ambito di questa critica, c’è chi ha promosso all’interno di quel corteo azioni dirette, “sanzioni dal basso” alle società finanziarie e di credito coinvolte nel traffico d’armi, dimostrando che oltre essere soggetto di testimonianza, questo movimento può anche essere creatore di boicottaggio attivo nei confronti dei meccanismi della guerra globale permanente. La grande forza del movimento sta infatti soprattutto nella capacità di poter proporre pratiche concrete e radicali di costruzione di un altro mondo possibile e di protesta alla guerra globale permanente.
Sono questi i motivi che ci hanno spinto nelle scorse settimane ad affermare con forza il nostro no alla guerra e che riproporremo nei prossimi mesi, all’interno delle campagne di mobilitazione già programmate dal movimento dei movimenti. Saremo impegnati a sostegno del al referendum per l’estensione dell’articolo 18 a tutti i lavoratori ed in tutte le iniziative previste contro le istituzioni che governano la globalizzazione neoliberista, a partire dalla contestazione al prossimo vertice dei G8 che si terrà in Francia nei primi tre giorni di giugno. Perché un mondo diverso non solo è possibile, ma è necessario.

Forum Sociale di Vigevano e Lomellina

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