Imputazione: essere comunista

David Pecha, 26enne, moravo, è sotto accusa dallo Stato ceco per “apologia di comunismo”, imputazione per la quale rischia un massimo di 8 anni.
Le frasi per cui rischia il carcere, pubblicate sul giornale Pochodem, organo di un piccolo gruppo cecoslovacco di estrema sinistra (di orientamento m-l), sarebbero potute uscire dalla penna di molti di noi, di fronte all’orrore di miseria, disoccupazione, criminalità, sperequazione sociale in cui è stata precipitata l’Europa orientale dopo il crollo dei regimi cosiddetti socialisti e la restaurazione del capitalismo:

“Finché la classe dominante dei ‘proprietari privati’ […] non è rovesciata con una rivoluzione, e finché questo Stato non è spazzato via, distrutto e rimpiazzato da uno Stato dei lavoratori, semplicemente non è possibile nessuna democrazia e nessuna giustizia sociale”
“[…] distruggere il maledetto imperialismo e liquidare tutti gli oppressori, i ricchi e gli assassini guerrafondai”

Anzi, facciamole uscire apertamente queste frasi dalle nostre penne, non fra virgolette come una citazione, ma addirittura in maiuscolo, come un pensiero che sottoscriviamo al 100%:

FINCHÉ NON SARÀ ROVESCIATA LA CLASSE DOMINANTE, IL SUO STATO E IL SUO SISTEMA SOCIALE, FINCHÉ NON SARÀ INSTAURATO UNO STATO CHE SIA DEI LAVORATORI SALARIATI, NON CI SARÀ MAI UNA VERA DEMOCRAZIA E UNA VERA GIUSTIZIA SOCIALE!
L’IMPERIALISMO VA DISTRUTTO E VANNO LIQUIDATI GLI OPPRESSORI MILIARDARI E GUERRAFONDAI!

Forza, processateci.
Il becero anticomunismo che dappertutto, a partire dal “nostro” Berlusconi, i governanti borghesi stanno riscoprendo come arma contro i lavoratori più coscienti ed avanzati, non può nascondere una semplice, evidente e netta verità: IL CAPITALISMO NON FUNZIONA E HA FATTO IL SUO TEMPO! Questa è la verità che i padroni non possono accettare e che cercano di soffocare sotto montagne di menzogne e di repressione.
Dobbiamo difendere il diritto democratico elementare di poter affermare questa verità; la libertà di parola sotto il capitalismo non è niente se impedisce di dire che è proprio il capitalismo a non andarci bene.
L’IPI, Istituto Internazionale della Stampa, ha inviato una lettera di protesta al ministro della Giustizia ceco, chiedendo che Pecha sia assolto e la libertà di stampa e di parola siano preservate.
Anche Peter Uhl, socialdemocratico, ex membro della commissione governativa ceca per i diritti umani, sostiene:
“[il gruppo di David] è per una differente democrazia proletaria, una democrazia operaia. In una società democratica, non puoi punire qualcuno per avere un’idea della democrazia diversa da quella parlamentare”
D’altronde, non c’è limite al tragicomico, se pensiamo, per contrasto, che i naziskin di Pavia, difesi da un parlamentare europeo di AN, hanno pensato di portare alla Corte di Strasburgo il loro caso come vicenda esemplare di violazione dei diritti umani e persecuzione giudiziaria ai loro danni!! Fra il becero anticomunismo e il fascismo sfacciato, si sa, il passo è breve.
Da parte nostra, abbiamo già inviato ed invitiamo tutti a fare altrettanto, un’email di solidarietà a Pochodem. Per farlo, cliccate qui e scrivete qualche riga di sostegno (meglio se in ceco, altrimenti in inglese!).

Il messaggio eversivo sullo striscione esibito dal pericoloso gruppetto cui appartiene Pecha dice ''L'unica razza è la razza umana''

Proletáři všech zemí, spojte se!

3 Responses to “Imputazione: essere comunista”

  1. La nota è eccellente. E’ ora che si valuti per quel che è stata la controrivoluzione e restaurazione capitalistica del 1989-91 in Urss ed Est Europa: una sciagura per quelle popolazioni (in un decennio, in Russia la speranza di vita è scesa di ben 10 anni!), un enorme rafforzamento dell’imperialismo USA, che può ora lanciarsi a realizzare le proprie aspirazioni alla dittatura mondiale, lo sconquassamento delle forze comuniste nel mondo, l’avvio di una “decomunistizzazione” di cui, del resto, il V Congresso del Prc è esempio paradigmatico.

  2. Onore a Stalin !
    Nessuno ha STERMINATO più comunisti di lui !

  3. […] Dopo il caso di David Pecha nella Repubblica Ceca, continuiamo a segnalarvi esempi di persecuzione anticomunista: questa volta però non in Europa Orientale, bensì nel nostro Paese, e si tratta di una vicenda anche più clamorosa e dai risvolti parecchio inquietanti, anche se non sorprendenti per chi abbia una certa conoscenza delle “forze dell’ordine” italiane. Matteo Federici era un agente ventenne del V Reparto Mobile Torino, forse simpatizzante di sinistra, che per questa ragione è stato esonerato dal servizio. Su La Repubblica leggiamo le frasi incriminate, che hanno meritato al poliziotto di leva un provvedimento disciplinare e infine il divieto di fare carriera poliziesca “per mancanza dei requisiti morali e delle attitudini necessarie per esercitare con la dovuta affidabilità i compiti istituzionali”. Eccole: “Non tutti i tifosi che scelgono la curva sono per forza teppisti. A quelli che spaccano i seggiolini non importa niente della partita.” “[…] al G8 di Genova c’erano vari tipi di manifestanti. Persone con motivazioni e modi ben diversi.” “A Genova non c’ero, non sono d’accordo con chi sputa addosso ai poliziotti, ma se lo fanno non è per un fatto personale, ma per quello che rappresentiamo.” […]

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