In difesa della legge 194

Sabato 14 gennaio si terrà a Milano la manifestazione nazionale in difesa del diritto all’aborto, dei consultori pubblici, della libertà femminile, della laicità dello Stato. Da Pavia è possibile recarsi alla manifestazione in treno (si parte alle 13:02 oppure alle 13:25) o col pullman della CGIL (si parte alle 13 dalla Camera del Lavoro). Da Vigevano il ritrovo è presso la stazione ferroviaria alle 11:30. In ogni caso se intendete venire in manifestazione chiamateci al 328 3657696.
Pubblichiamo il volantino su questo tema prodotto congiuntamente da Giovani Comunisti, Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP) e CSU (redazione del giornalino universitario il Megafono).

Difendiamo la legge 194

La legge 194 del 1978 (che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza) sta subendo un duplice attentato:

  • Da un lato la legge 194 è sotto attacco da parte del governo, con il ministro Storace (che appartiene all’ala destra di AN) che minaccia la revisione di tale normativa. Come considerare infatti l’inchiesta parlamentare commissionata dal ministro per verificare quanto faccia lo Stato italiano per prevenire l’aborto? Come un tentativo di mettere sotto accusa il diritto all’aborto e le donne che vi fanno ricorso.
  • Dall’altro lato abbiamo il tentativo reazionario della Chiesa di sacrificare sull’altare del più becero moralismo un diritto basilare per la donna (e, indirettamente, per la coppia): il diritto a mettere al mondo dei bambini solo quando si desidera farlo.

Ancora una volta i diritti faticosamente ottenuti in passato da lavoratrici e lavoratori sono messi in pericolo per mano delle ingerenze della Chiesa cattolica nel “laico” Stato italiano. In cosa si traducono questi attacchi? Viene innanzi tutto attaccata una legge che sancisce il fondamentale diritto all’autodeterminazione femminile, che permette l’aborto senza favorirlo, proteggendo la salute della donna e diminuendo drasticamente il numero delle interruzioni di gravidanza (che si sono dimezzate dal 1982 ad oggi).
Prima della legge, l’aborto esisteva lo stesso ma veniva fatto clandestinamente
La 194 parla anche dei consultori familiari, centri di assistenza alle donne e alle coppie sui temi della sessualità e della maternità. Questi centri sono purtroppo troppo pochi, mal finanziati, ostacolati in vari modi dalle amministrazioni locali (soprattutto se guidate da partiti cattolici e di destra). Invece di migliorare la situazione, Storace propone la presenza stabile nei consultori di rappresentanti del Movimento per la Vita, un’associazione integralista cattolica (molto presente nella provincia di Pavia) che ha lo scopo di abolire la legge 194! Mettere nei consultori guarnigioni di fondamentalisti (che considerano le donne costrette ad abortire come delle assassine) sarà uno strumento intimidatorio per la scelta della donna, in modo particolare per quelle provenienti dalle classi sociali meno abbienti.
A questo si aggiunge il rischio di privatizzazione dei consultori: Storace vuole ripetere su scala nazionale ciò che propose quand’era governatore del Lazio (legge Tarzia): trasformare i consultori da servizi pubblici a strutture gestite da privati… magari proprio dal Movimento per la Vita!!
La difficile decisione d’abortire è sempre più spesso la conseguenza di pesanti ed oggettive limitazioni. Il lavoro precario, la distruzione dello Stato sociale, la schiavitù salariata rischiano di diventare il contraccettivo più efficace: fare figli è diventato un lusso per la nostra generazione!
In difesa del diritto all’aborto, come studenti e come giovani lavoratori, abbiamo alcune rivendicazioni molto chiare:

  1. Per un vero Stato sociale con consultori pubblici, gratuiti e di qualità e senza l’ombra molesta dei rappresentanti del Movimento per la Vita.
  2. Abolizione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, opportunamente sostituito con educazione sessuale.
  3. Abolizione del lavoro precario, per permettere una scelta più libera dei giovani sulle proprie vite.
  4. Per il diritto ad acquistare in farmacia la “pillola del giorno dopo“, che impedisce l’insediamento dell’ovulo fecondato evitando così il trauma del raschiamento dell’utero.
  5. Basta alle ingerenze della Chiesa cattolica nello Stato italiano! No all’8 per mille e a tutti i privilegi di cui gode il Vaticano in Italia.

Per tutte queste ragioni vi invitiamo a partecipare alla

MANIFESTAZIONE NAZIONALE a MILANO

per la libertà femminile, per la laicità dello Stato, in difesa della 194

SABATO 14 GENNAIO 2006

Partenza corteo: alle 14 davanti alla Stazione Centrale

CSP-CSU Pavia
Giovani Comunisti Pavia

(250mila aborti clandestini all’anno) con metodi pericolosissimi che hanno provocato la morte di migliaia di donne.

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