In difesa di Radio Aut

Pubblichiamo la bella lettera inviata a la Provincia Pavese dal Presidente del circolo ARCI Radio Aut, al momento sotto attacco dal sindaco diessino Piera “Law & Order” Capitelli.

Gentile Direttore,

a proposito delle opinioni pubblicate ieri in merito all’ordinanza di chiusura di Radio Aut per inquinamento acustico, riteniamo sia doveroso far sentire la nostra voce, non solo per tutelare il Circolo e le sue attività culturali, ma anche per salvaguardare la nostra dignità, seriamente messa in discussione dalle gravissime accuse lanciate da vicini anonimi senza alcun riferimento ad episodi precisi.

Un vicino anonimo racconta che qualcuno gli avrebbe suonato il campanello e, in seguito alle sue proteste, lo avrebbe minacciato di tirargli una molotov. Ammesso e non concesso che l’episodio riportato sia vero e fatta salva ogni possibile azione a tutela della nostra dignità, ci chiediamo cosa c’entri il Circolo in tutto questo. Qualcuno ci vuole spiegare il nesso tra una minaccia di molotov fatta suonando ad un campanello e le attività culturali e ricreative che si svolgono a Radio Aut? Capiamo che ci si possa lamentare del rumore, ma non possiamo accettare che ci si imputino tutti gli episodi di vandalismo che possono accadere nel centro storico di Pavia: qui si pretende addirittura che nessuno parli per strada, pena la chiusura di attività che sulla strada non si svolgono. Ora si sta esagerando. Siamo un gruppo di giovani che da anni, del tutto gratuitamente, spende il proprio tempo per offrire alla città occasioni di approfondimento e di svago, eppure siamo stati vittima di ogni sorta di accanimento, mediante l’invio di controlli a tappeto su tutti i fronti (Questura, ASL, A.R.P.A., Vigili del Fuoco, Amministratore e altro ancora, manca solo il RIS di Parma!) ed ora dovremmo farci carico anche di chi suona i campanelli? Forse si sta perdendo il senso della realtà e della misura. Vorremmo ribadire che qualche giorno fa abbiamo addirittura subito in prima persona lanci di candeggina dalle finestre dei piani superiori, che solo per fortuna non hanno colpito volti e teste, ma indumenti, comunque sensibilmente rovinati. Questo lo diciamo non per farci commiserare ma perché vorremmo che l’opinione pubblica valutasse con che razza di individui abbiamo a che fare, persone che non esitano a far ricorso ai mezzi più discutibili, pur di danneggiarci.

Di vicini intolleranti si è sentito troppo parlare negli ultimi tempi, e non sempre in termini lusinghieri.

Ci siamo sempre dimostrati disponibili a venire incontro alle esigenze dei vicini, da noi più volte incontrati in modo assolutamente rispettoso e cordiale (altro che molotov!), abbiamo fatto interventi di insonorizzazione costosissimi, ci siamo fatti carico, come soci, di organizzare un servizio d’ordine per ridurre il disturbo sulla strada e ora che cosa dovremmo fare? Arrestare noi tutti quelli che si comportano male in centro? Il vicino anonimo riferisce che i Vigili, essendo in pochi, hanno paura di venire nella via (dipinta come zona di illegalità, piena di escrementi e vomito). Se tale ragionamento reggesse, qualcuno ci dovrebbe spiegare cosa può fare un Circolo nei confronti di persone che non sono soci, non hanno nulla a che fare con noi, si trovano all’esterno della sede e non sono avvicinati neppure dai Vigili per paura. Qui si dipinge via Siro Comi come un centro di criminalità diffusa: a questo punto perché non allertare il Ministro degli Interni e convocare un’unità di crisi!?! Vorremmo ricordare che, una sera, un non iscritto è entrato abusivamente nel Circolo e, una volta richiesto della tessera (che non aveva), si è rifiutato di uscire ed ha minacciato di morte un nostro socio. Ebbene, abbiamo chiamato la forza pubblica e ci è stato fatto un interrogatorio sul perché lo avessimo fatto entrare. L’interrogatorio è avvenuto alla presenza della persona che ci minacciava di morte. La forza pubblica è andata via lasciando tale persona all’interno del Circolo. E dire che l’avevamo chiamata perché non riuscivamo a farlo uscire! Siamo convinti che ci si chieda veramente l’impossibile.

Un’ultima considerazione sulle dichiarazioni di esponenti politici comparse sempre sulla Provincia di ieri. Si dice che la sinistra cerchi privilegi: i fatti dimostrano che le uniche attività chiuse da questa Giunta colpiscono proprio a sinistra, mentre sussistono attività commerciali che macroscopicamente arrecano un disturbo superiore e che non sono mai state scalfite. Chiediamo almeno di non essere canzonati (di quali privilegi si parla?). Riteniamo, inoltre, che sia stato totalmente ignorato che l’A.R.C.I. ha finalità assistenziali e non commerciali e si regge sul contributo volontario dei soci. Infine, contestiamo che l’ordinanza di chiusura sia un atto dovuto poiché, contrariamente a quanto dichiarato, è pacificamente un atto discrezionale, il cui contenuto può liberamente essere determinato dall’autorità che la emette.

Nella speranza, almeno, di non essere più insultati, salutiamo Pavia, città che pretende che non si parli in strada.

Il Presidente
Michele Galli

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