La Grande Albania avanza…
Da tempo le bande reazionarie albanesi dell’Uck commettono ogni genere di atrocita’ contro i serbi del Kossovo (che era parte della Serbia da centinaia di anni, fino all’aggressione imperialista della NATO).
Ormai il fenomeno e’ cosi’ evidente che la stessa NATO e gli stessi osservatori occidentali lo stanno denunciando, che strana forma di pace che hanno portato in tale paese…
Il presidente della Federazione Russa Putin ha fatto sapere che la Russia non puo’ stare a guardare…
Riportiamo questo articolo tratto da Liberazione sulla difficile situazione in Kossovo, di cui i governi occidentali sono anch’essi responsabili (al tribunale fantoccio dell’Aia in cui e’ tenuto Milosevic dovrebbero essere processati Clinton e Blair… se non fossero loro gli ispiratori di tale tribunale…). Quello che oggi è sotto gli occhi di tutti rivela la vera natura dell’Uck, altro che “partigiani ribelli” come ci avevano raccontato per giustificare la guerra contro la Serbia…
Pablo Genova
La Nato accusa gli estremisti albanesi. La regione in fiammeKosovo, «Una regia dietro le violenze»C’è un tremendo sussurro che sale mentre le fiamme avvolgono di nuovo il Kosovo e un’altro monastero brucia, un nuovo villaggio guarda impotente la violenza e la fuga, mentre al cielo si levano di nuovo le grida, i simboli e i miti dell’eterna contrapposizione che dallo sprofondo dei secoli torna ad infiammare i Balcani. Il sospetto che, una volta ancora, il vento che sta attizzando il braciere dell’odio etnico tra albanesi e serbi non sia il frutto di un cataclisma naturale, ma il prodotto confezionato di un regia politica. Che ha innescato la miccia con la vecchia tecnica, sperimentata con grande successo nell’ultimo decennio balcanico, di mettere le agende negoziali di fronte a fatti compiuti. Funzionò in Slavonia, nella Herzegovina, a Srebrenica, accadde nell’agosto 1995 nelle Krajine e in cento altre valli ancora. E anche in Kosovo non sarebbe la prima volta. Il conto, provvisorio a ieri sera, sono 28 casse da morto e 600 feriti di cui 22 (tutti serbi) in condizioni gravissime. Senza contare le devastazioni della furia iconoclasta che infierisce sui monumenti e i simulacri che testimoniano la presenza e l’esistenza dall’altro, 16 chiese e monasteri cristiano-ortodossi sono stati distrutti, 100 case di famiglie serbe incendiate o rase al suolo, l’unica moschea di Belgrado in fiamme.
Così i portavoce e i generali della Kfor, ma anche Bruxelles i vertici Nato, hanno attribuito principalmente agli «estremisti albanesi» la responsabilità delle violenze, chiamando in causa i leader di quell’Uck che ufficialmente dovrebbe essere disciolto. Il numero delle truppe dei contingenti internazionali è aumentato di qualche migliaio di unità principalmente nei contingenti italiano, tedesco e francese, una presenza più massiccia con cui i vertici dell’Alleanza sperano di raffreddare gli animi. Nel frattempo meglio evacuare la minoranza serba, soprattutto quelli che vivono isolati nei villaggi albanesi, e ieri circa mille persone sono state evacuate dalle loro case (in molto casi costrette perché non ne volevano sapere di andarsene), ancora nel mirino dell’ondata di violenza che per molti è un deliberato tentativo di eliminare le enclave serbe isolate in “territorio albanese” prima della spartizione del Kosovo.
«Gli albanesi stanno tentando di ripulire il Paese dai serbi e creare un fatto compiuto prima di qualsiasi colloquio», ha detto una fonte diplomatica occidentale citata da Reuters. La stessa ombra degli estremisti albanesi sollevata dall’agenzia Onu per i rifugiati (Unhr), che ieri ha messo in guardia contro «una nuova pulizia etnica ai danni della minoranza serba». Derek Chappell, responsabile dell’Unmik, ha definito gli accadimenti «una azione coordinata». «La violenza è scoppiata in molti posti diversi allo stesso momento, e questo dimostra che era stata pianificata da prima - ha dichiarato il portavoce dell’Unmik ventilando anche la possibilità che la notizia che ha contribuito ad innescare gli scontri - i ragazzi albanesi che hanno raccontato di essersi gettati nel fiume Ibar a Mitrovica perché inseguiti da coetanei serbi - possa essere stata inventata. «Quello che sta accadendo in Kosovo deve purtroppo essere descritto come un pogrom antiserbo: le chiese sono incendiate e la gente attaccata per nessun altro motivo che non sia la appartenenza etnica» ha detto il portavoce Unmik delle Nazioni Unite a Radio B92 di Belgrado.
Teatro delle violenze anche ieri, oltre a Mitrovica dove alcuni militari Nato hanno ucciso un cecchino, Pristina, Caglavica, Prizren, Pec, Gnijlane e altri centri minori. L’arrivo dei rinforzi Nato non sembra tuttavia aver placato quei gruppi di estremisti serbi che, da Belgrado, hanno promesso di andare in Kosovo per «difendere i fratelli». Le autorità serbe hanno fermato ieri numerosi paramilitari che cercavano di varcare il confine, mentre il ministro della Difesa di Serbia e Montenegro Boris Tadic ha detto di «aspettarsi altre violenze» e ha fatto appello alla Nato a fare di più per far fronte a «una situazione terribile». I comandanti delle brigate multinazionali sono stati autorizzati a «fare uso della forza nella misura in cui sarà necessario per assicurare la sicurezza dei nostri soldati, per proteggere la gente innocente in Kosovo e per ristabilire la libertà di movimento in tutto il Kosovo». Fino ad ora le truppe si sono limitate a gas lacrimogeni e proiettili di gomma, a Mitrovica ma anche a Caglavica e ad Obilic, dove gli albanesi hanno sparato contro i soldati che difendevano le case dei serbi.
Ivan Bonfanti
mi dispiace per voi ma siete tutti e due ignoranti prima di parlare leggete un po di storia kosovo fa parte della serbia dal 1912 ma prima era dell albania da anno 0 le grande potenze non dovevano spezzare l,albania che cosa fano i serbi in kosovo cosa cercano e voi coglioni che cazzo volete se non sapete le cose come stano e arrivata l,ora di corregere i sbagli che avete fato e tutta colpa vostra
Sapere da quanti secoli il Kosovo facesse o non facesse parte della Serbia non è un tema molto importante per capire cosa stia succedendo adesso in quella zona del mondo. Ad ogni modo, prima del 1912 in realtà il Kosovo faceva parte dell’Impero Ottomano, diventando una provincia a sé stante che in seguito fu suddivisa tra Serbia e Montenegro (nessuna parte di quella provincia era dentro i confini dell’attuale Albania). Prima che arrivassero gli ottomani il Kosovo faceva parte della Serbia. Non c’è mai stata una dominazione albanese sul Kosovo, che per le sue caratteristiche è sempre stato controllato o da grandi potenze (come oggi, che è un protettorato tedesco-statunitense) o da Stati a maggioranza slava (Bulgaria, Serbia, Jugoslavia).
Che poi sia “tutta colpa nostra” di quanto è accaduto nei Balcani negli ultimi secoli, ci sembra difficile affermarlo vista l’assenza di truppe dei Giovani Comunisti di Pavia nella zona.