La nuova giunta di Pavia si dimentica l’accoglienza

Apriamo con un intervento del compagno Gavino del Barattolo un ragionamento sulla questione degli sgomberi effettuati dal Comune ai danni di alcuni rumeni poverissimi che si erano rifugiati nelle baracche di via Savoldi. Seguiranno altri interventi sul tema. Invitiamo inoltre chiunque intenda dire la sua al proposito ad inviarci un suo contributo.

Pavia città “aperta al futuro� sembra svanita, come velata da una fitta coltre di nebbia. Eppure i proclami elettorali sono recenti, ancora risuonano nella memoria le parole della neo-sindaco: “occorre sviluppare una politica dell’accoglienza�; e ancora: “una vera politica di integrazione non può prescindere dal riconoscere all’immigrato la piena dignità di persona con cui contrarre un patto di diritti e doveri�.
Ma dietro le sbandierate intenzioni, ben altra è la realtà manifesta della giunta, in primis della Capitelli e del suo vice Filippi, che per nulla dimentica i modi e le azioni di forza tipici da questore. La soluzione che costoro hanno delineato non prevede accoglienza, a meno che tale possano considerarsi la sistematica distruzione delle aree dismesse abitate da migranti e italiani in condizioni di indigenza, le persecutorie ispezioni della polizia (pressoché quotidiane) e la loro continua cacciata dalle aree occupate, che nulla provoca se non una transumanza da un posto ad un altro. Pare piuttosto che la via d’uscita sia quella di far passare un’emergenza sociale, come una di ordine pubblico, quindi risolvibile con controlli, sgomberi ed espulsioni.
Da chi in campagna elettorale si è lanciata contro i “gravissimi limiti prodotti dalla legge Bossi-Fini� mi sarei aspettato altre azioni, che partissero proprio dal contrasto legale e costruttivo a questa legge. Azioni capaci di mettere in rete le numerose esperienze di accoglienza esistenti nella nostra città ad opera di numerosi attori del sociale: ricerca di una dimora, assistenza sanitaria, alfabetizzazione, accompagnamento al lavoro, inserimento scolastico, assistenza legale. Azioni che potrebbero essere condotte con efficacia in una struttura messa a disposizione dall’amministrazione comunale, con la gestione congiunta degli operatori del terzo settore interessati, similmente a quanto già avvenuto per l’emergenza freddo dell’inverno scorso.
E speriamo che quest’anno non ve ne sia un’altra, ma non perché i bisognosi sono stati scacciati per tempo da Pavia, piuttosto per uno sforzo congiunto di accoglienza che sappia dare reali risposte alla situazione cittadina.

Gavino Starone CSA Barattolo

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