La strage di Piazza Fontana

La strage di Piazza Fontana

Il 12 dicembre 1969 – Quel giorno vengono compiuti quattro attentati: una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, facendo 16 morti e oltre 100 feriti; un’altra rimane inesplosa nella sede della vicina Banca Commerciale; due altri ordigni esplodono a Roma, sotto l’altare della patria (4 feriti) e nella sede della BNL (14 feriti). Questi attentati sono il culmine della campagna terroristica attuata durante tutto il 1969 da un gruppo neofascista di Padova, guidato da Franco Freda, cui partecipano uomini collegati ai servizi segreti.

La montatura poliziesca – Governo di centro-sinistra DC-PSI, e magistratura, prendendo a pretesto la strage di Piazza Fontana, scatenano la macchina repressiva dello Stato contro i raggruppamenti anarchici e di estrema sinistra. Il 16 dicembre il ferroviere anarchico Pino Pinelli trova la morte in circostanze misteriose e mai chiarite durante un interrogatorio nella questura di Milano.

Il perché delle stragi – Le stragi del 1969, e tra queste Piazza Fontana, dovevano servire a imporre una svolta a destra della politica di governo e sostenere lo sviluppo elettorale del partito fascista (il MSI, oggi AN). L’incarcerazione di Valpreda e compagni e la caccia al rosso sono servite per cercare, senza peraltro riuscirci, di mettere in ginocchio la classe operaia di fronte al padronato, durante gli scioperi per i rinnovi dei contratti nazionali. Queste montature sono servite anche per tentare di stroncare i raggruppamenti di sinistra, che avevano una presa crescente tra i giovani operai e studenti. Ma il vero scopo della montatura e della campagna terroristica di Stato era quello di nascondere che il fascismo si annidava ancora nei vertici della Repubblica costituzionale: magistratura, servizi segreti, comandi militari. E se anche fra le alte cariche istituzionali qualcuno, già allora, sapesse chi e perché aveva organizzato la strage di Piazza Fontana? Se in quegli ambiti fossero risaputi i rapporti tra il gruppo fascista che l’aveva attuata e gli uomini dei servizi segreti e gli alti gradi militari, sia italiani sia americani, coinvolti? Il Paese attende ancora risposte chiare ed esaustive.

Da anni il 12 dicembre è diventato una ricorrenza per cortei e assemblee nelle città, nelle piazze e nelle scuole a difesa della democrazia; una ricorrenza più che mai attuale per puntare il dito contro l’attuale tendenza, comune a governi di centrodestra e di centrosinistra, a una gestione dell’ordine pubblico interno autoritaria e assai poco rispettosa dei diritti civili, e a una politica estera guerrafondaia.

Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Pavia
Partito dei Comunisti Italiani – Sezione di Pavia

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