L’antifascismo non si processa! Solidarietà al compagno Alessandro Savoldi!

Alessandro Savoldi, giardiniere e militante dei Giovani Comunisti di Pavia, è stato denunciato per diffamazione a mezzo stampa da Roberto Fiore, segretario nazionale del partito neofascista Forza Nuova. La denuncia si riferisce ad un articolo che Alessandro scrisse nel settembre del 2007, dopo lo sgombero dei Rom dalla ex Snia (un’area industriale dismessa).

Alcune delle famiglie sfrattate furono sistemate in uno stabile della chiesa a Pieve Porto Morone e divennero bersaglio della Lega Nord e di Forza Nuova, che aizzarono alcuni abitanti della zona contro di loro, formando presidi permanenti e organizzando manifestazioni razziste che culminarono con assedi e lanci di pietre contro la casa in cui si trovavano i Rom.

Fu durante una di questemanifestazioni, caratterizzata da un clima di incitamento all’odio razziale e di caccia al Rom, presidi a cui lo stesso fiore aveva partecipato, che Alessandro e altri compagni vennero inseguiti e aggrediti dalla folla, e si trovarono costretti a rifugiarsi nell’abitazione. La sera stessa, Alessandro scrisse l’articolo che gli è costato la denuncia in quanto definì Roberto Fiore “stragista”.

Roberto Fiore, uno dei fondatori di Terza Posizione, movimento fascista degli anni ’70, venne condannato dalla magistratura italiana per banda armata e associazione sovversiva. Dopo la condanna scappò in Inghilterra, che diverse volte si rifiutò di concedere l’estradizione all’Italia. Qui restò per diversi anni, fino a quando la condanna cadde in prescrizione e potè tornare nel suo paese. Quindi è solo per un cavillo legale che Fiore ha potuto denunciare il compagno Alessandro. La prima udienza del processo ha già avuto luogo e la sentenza è prevista in novembre.

Ci sorprende che nel 2010 vi sia ancora la necessità assoluta e inderogabile di stigmatizzare con forza qualsiasi manifestazione, pensiero o attività direttamente o indirettamente riconducibili a quel “male assoluto” che è stato e riamane il fascismo. Tuttavia noi Giovani Comunisti, ogni qual volta si presenterà tale triste evenienza saremo sempre presenti e con forza grideremo il nostro no. Noi crediamo che l’antifascismo oggi abbia una sua imprescindibile ragion d’essere a fronte di quotidiani richiami a quella ideologiamaledetta che ha portato alla totale distruzione fisica emorale dell’intero paese (sono ormai troppo frequenti le dichiarazioni inneggianti al razzismo, alla xenofobia, alla paura del diverso che viene sempre visto come pericolo da annientare).

Alessandro è intenzionato a continuare il processo fino alla fine, convinto della sua piena innocenza davanti a un personaggio come Fiore. Si presenterà in aula rivendicando la correttezza del suo gesto, senza chiedere vie d’uscita o sconti a nessuno.

Purtroppo, però, non siamo in grado di garantire la copertura delle spese per l’avvocato, nè tantomeno il rimborso delle spese processuali. Non sappiamo come finirà il processo, ma se dovesse finire con una sconfitta è possibile che la cifra che Fiore chiederà sarà sicuramente nell’ordine delle migliaia di euro.

Per questo motivo chiediamo a tutti i compagni, i lavoratori, gli studenti e a tutti gli antifascisti, che ne hanno le possibilità, di contribuire con un’offerta al processo di Alessandro. Perchè un attacco a uno è un attacco a tutti gli antifascisti! Noi non piegheremo mai la testa, avanti con la lotta, ora e sempre resistenza!!!

Giovani Comunisti Pavia

Per i contributi inviare a Poste Pay intestato a Coda Simona Alessandra, numero di carta 4023 6005 9286 0706. Per info o comunicati di solidarietà scrivere a gc.pv@giovanicomunistipavia.org o lasciare un commento qua sotto.

Non appena avremo delle novità sul processo invieremo un altro comunicato con il risultato della raccolta fondi.

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