ll sindaco-sceriffo non va di moda solo a Bologna

Naturalmente le vicende di una piccola città come Pavia non hanno lo stesso peso di quelle bolognesi, ma le analogie non mancano e sta ormai diventando un luogo comune tra i militanti e i giovani di sinistra della nostra città l’idea che Piera Capitelli, da pochi mesi il nostro sindaco diessino, stia scimmiottando Sergio Cofferati.
Nell’estate Capitelli apre una campagna contro alcune baraccopoli di immigrati (rom provenienti dalla Romania, proprio come quelli del Lungoreno bolognese), in buona parte clandestini, presenziando di persona ad un violento sgombero (con ruspe, poliziotti e polizia locale). La propaganda del centrosinistra sostiene che lo sgombero sia servito a dare a queste persone un’accoglienza migliore, peccato che alcuni immigrati (tra cui un bambino e sua madre) siano stati accompagnati a forza all’aeroporto di Malpensa per essere rimpatriati, altri abbiano semplicemente cercato rifugio in qualche luogo ancora più allucinante di quelle baracche, e solo alcune donne siano state temporaneamente accolte in una soluzione abitativa provvisoria (in genere dopo essere stati divise dai propri marite). Gli sgomberi si sono poi ripetuti diverse volte perché i disperati tornavano in quello che è il posto migliore che abbiano trovato sinora, a conferma del fatto che il problema della casa non si risolve certo con la violenza poliziesca.

Reazioni politiche allo sgombero: la Lega Nord (che a Pavia è tra l’altro contigua al neofascismo) ha dato il suo appoggio al sindaco, mentre il responsabile immigrazione della Cgil, così come il centro sociale e alcune associazioni di sinistra della città, lo ha criticato duramente. E Rifondazione? Con l’eccezione di noi Giovani Comunisti, il silenzio ha dominato la scena; preoccupati solo di ottenere un assessorato, i consiglieri comunali del Prc hanno preferito sottoscrivere un documento di appoggio agli sgomberi prodotto dal centrosinistra e su questa strada hanno finito per votare una mozione sull’immigrazione in Consiglio Comunale… insieme alla Lega e ad An!! È nella sera di quella scandalosa votazione all’unanimità che alcuni compagni della sinistra del Partito, tra cui chi scrive, hanno pubblicamente contestato il sindaco ma anche la condotta del nostro gruppo consiliare, al punto che la stampa locale da settimane parla ormai delle “due anime? di Rifondazione Comunista.

Intanto, Piera Capitelli sta gestendo col pugno di ferro anche la questione delle politiche giovanili, alienandosi le simpatie di molti dei suoi giovani elettori. Non scendiamo nei dettagli, ma in tre distinte occasioni il sindaco ha manifestato un atteggiamento poliziesco e sbrigativo nei confronti del centro sociale, di un’associazione di sinistra che da anni organizzava un partecipatissimo concerto pro-Chiapas, di un locale privato da un decennio ritrovo tipico degli universitari di sinistra.

La ciliegina sulla torta è stata la questione della costruzione di due campi nomadi attrezzati, assolutamente necessaria visto che ora le comunità nomadi vivono in una condizione di degrado estremo. La decisione su questi campi è stata nuovamente rinviata e un assessore ha avuto il buon gusto di dire al giornalista “Non penserete mica che lo facciamo prima delle elezioni provinciali??.

In questo contesto, Rifondazione Comunista, già in crisi da subito dopo le elezioni a causa di scontri di poltrone tra i membri della maggioranza, è in uno stato vegetativo che le sta facendo perdere numerose occasioni di lanciare una seria campagna contro queste politiche. Da parte nostra continueremo ad opporci al cofferatismo alla pavese, dialogando con tutti quei compagni che nel partito che hanno dimostrato insofferenza verso il centrosinistra e verso chi ad esso si è ormai totalmente consegnato con mani e piedi legati.

Mauro Vanetti
coordinatore GC Pavia

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