L’ultimo saluto al compagno Visone

L’autore di questo articolo sarà oggi presente insieme ad una delegazione di giovani antifascisti pavesi al funerale di Giovanni Pesce.

Giovanni Pesce di fronte a Guernica

“La pagheranno! Era la parola d’ordine del popolo e la nostra.”
Giovanni Pesce, Senza tregua

L’inesorabile scorrere del tempo ha fatto di un banale venerdì 27 luglio un giorno di lutto profondo per il movimento operaio europeo. Con immensa tristezza abbiamo preso atto che il compagno Giovanni Pesce si è spento all’età di 89 anni, lasciando un vuoto che difficilmente potrà essere colmato. Sarebbe ingiusto ricordare Pesce come un semplice compagno, perché lui era molto di più, era un comunista della prima ora, un antifascista viscerale, un eroe della Resistenza, una leggenda destinata a lasciare un indelebile segno nella storia partigiana.

Nacque nel 1918 a Visone d’Acqui, un piccolo paese in provincia di Alessandria. La sua era una famiglia proletaria, di quelle che tutti i giorni dovevano fare i conti con la brutale morsa della povertà.
L’ambiente familiare favorì in Pesce l’emergere di una profonda coscienza antifascista, infatti il padre Riccardo (uno scalpellino socialista) per sfuggire dalle grinfie della polizia fascista dovette emigrare in Francia e qui Giovanni conobbe fin da adolescente le fatiche del lavoro in miniera a cui accompagnava la militanza nella Jeunesse Communiste (Gioventù Comunista).
Giovanissimo (a soli 18 anni) decise di andare a combattere nella Guerra Civile spagnola nelle fila delle Brigate Internazionali. L’esperienza spagnola fu una vera scuola di vita e fece di quel giovane ragazzo un intrepido combattente pronto a pagare sulla propria pelle (venne ferito 3 volte in battaglia) il prezzo della lotta per un mondo più giusto.
Dopo la vittoria franchista, Pesce tornò in Italia, ma ad attenderlo vi fu prima la prigionia fascista nel carcere di Alessandria e successivamente cinque anni di confino che trascorse a Ventotene. In realtà quella piccola cittadina, a causa dell’altissima densità di confinati comunisti e di altri oppositori del regime, costituiva una vera e propria “scuola per sovversivi?. A Ventotene, infatti, Pesce strinse forti legami con importanti dirigenti del Partito Comunista quali Terracini, Scoccimaro e Secchia. Fu proprio quest’ultimo ad assegnarli il delicatissimo incarico di costituire a Torino i Gruppi di Azione Patriotica, già, perché Giovanni Pesce non era un partigiano qualsiasi, era un “gappista? uno di quelli che la lotta antifascista la combatteva armi in pugno per le strade delle città.
Prima a Torino con il nome di Ivaldi e poi a Milano con quello di Visone, diede vita ad azioni antifasciste che definire eroiche appare riduttivo. Per comprendere il valore, il coraggio, la risolutezza e la forza d’animo di questo grande partigiano basta citare uno stralcio della motivazione che gli valse la medaglia d’oro al valor militare:

“Ferito a una gamba in un’audace e rischiosa impresa contro la radio trasmittente di Torino fortemente guardata da reparti tedeschi e fascisti, riusciva miracolosamente a sfuggire alla cattura portando in salvo un compagno ferito […] In pieno giorno nel cuore di Torino affrontava da solo due ufficiali tedeschi, ne uccideva altri due accorsi in aiuto dei primi e sopraffatto e caduto a terra fronteggiava un gruppo di nazifascisti, riuscendo a porsi in salvo?

Nel dopoguerra Giovanni Pesce ricoprì cariche di primo piano all’interno dell’ANPI e per oltre un decennio fu consigliere comunale a Milano in quota al PCI.
Pesce non rinnegò mai la propria fede comunista, si oppose con fermezza alla svolta della Bolognina e quando il PCI divenne PDS aderì senza esitazioni a Rifondazione a cui era ancora iscritto. Non possiamo che salutarlo a pugno chiuso, certi che quel che unisce la nostra generazione a indomiti compagni come Giovanni Pesce è un lungo filo rosso che non si è mai spezzato, è un legame che ci fa combattere ogni giorno i rigurgiti
neo-fascisti, è un grido di massa che ci fa urlare orgogliosi ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Alessandro Savoldi

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.