Lunedì 15/09 ore 21, tutti in municipio!

Lunedì 15/09 ore 21, tutti in municipio!

Lunedì sera si tiene il primo consiglio comunale dopo la pausa estiva, ma il sindaco Capitelli non se n’è rimasto con le mani in mano in questi due mesi, annunciando l’ormai famigerata ordinanza anti-birra: l’ennesimo provvedimento contro i giovani e contro le fasce più deboli della nostra città. Altro che città dell’accoglienza!
Nonostante centinaia di firme raccolte e un incontro formale, ha dichiarato che andrà dritta per la sua strada. Ma anche noi tiriamo dritti per la nostra, e lunedì sera saremo in Piazza del Municipio dalle 21, birra in mano, a mostrare a lei e alla Giunta che la città che hanno in mente non ci piace!

P.S. La birra non è inclusa…

Segue il testo del volantino che distribuiremo nei prossimi giorni sulla faccenda!

Cavalcando l’ondata di securitarismo e repressione sociale che dilaga in tutta Italia, e sfruttando in pieno i poteri da veri e propri sceriffi concessi ai sindaci dal decreto Maroni, la “democratica” Piera Capitelli ha emanato un’ordinanza che, tra le altre misure, vieta il consumo di alcolici in luoghi pubblici, sotto pena di pesanti sanzioni.

Si tratta dell’ennesimo passo intrapreso dall’amministrazione comunale nello sforzo di trasformare la città in un “dormitorio”: non è un’espressione coniata da noi, sono parole dell’assessore alle politiche giovanili (!), che poco prima della pausa estiva ha suggerito che i giovani dovrebbero spostarsi, la sera, in quartieri periferici, per non disturbare il sonno dei residenti.
È questo l’unico vero obiettivo dell’ordinanza (in linea con i precedenti ordini di chiusura ad alcuni locali popolari del centro, tra cui il circolo ARCI Radio Aut), nonostante il goffo tentativo di far credere all’opinione pubblica cittadina che il problema sia la spazzatura per strada, o addirittura l’alcolismo giovanile. L’ordinanza così concepita, infatti, non sfiora neppure simili questioni, che peraltro a Pavia non destano certamente motivo di allarme: gli unici ad essere colpiti dal provvedimento del sindaco sono i giovani e gli studenti, che vedono ancora una volta ridotti gli spazi a disposizione per gestire il proprio tempo libero, specialmente se non hanno molti soldi da spendere.

In questione è il modo stesso in cui i giovani sono percepiti dalla Giunta: in sostanza, un fastidioso fardello da ignorare, e possibilmente allontanare. Allontanare, sì, ma non prima di aver loro estorto somme favolose per gli affitti, specialmente in centro. Noi crediamo, al contrario, che i giovani e gli studenti che vivono in questa città debbano essere considerati una risorsa importante, e che l’amministrazione debba porsi la questione di come soddisfare le loro esigenze.

La priorità dell’amministrazione dovrebbe essere il benessere di tutti i cittadini, residenti e non residenti, giovani, anziani, famiglie; specialmente ai cittadini in condizioni meno agiate dovrebbe assicurare servizi migliori e più accessibili: case popolari (che avrebbero anche un effetto-calmiere sugli affitti, sempre più esorbitanti), asili, trasporti pubblici più economici e potenziati (anche in orario notturno), spazi per organizzare il tempo libero.

Ma, evidentemente, l’attenzione della Giunta è rivolta altrove: a garantire i massimi profitti ai grandi proprietari e agli speculatori immobiliari, che sono gli unici a trarre veri benefici dal clima di controllo sociale, così come anche dalla nuova regolamentazione, prevista dalla stessa ordinanza del sindaco, che rafforza il controllo privato delle aree dismesse. Non a caso il provvedimento ha ottenuto il plauso non solo dalla maggioranza che sostiene la Giunta (PD, ex consiglieri di Sinistra Democratica, Verdi) ma anche dall’opposizione di destra (PdL e Lega Nord).

Pavia non è certo un caso isolato nel panorama nazionale: provvedimenti analoghi, se non peggiori, sono emanati da giunte di destra (Verona, Voghera) e da amministrazioni guidate dal Partito Democratico (Bologna, Torino, Firenze). Il clima di securitarismo isterico e di repressione è creato e manovrato ad arte dal governo del PdL e della Lega Nord.
È dunque un problema strettamente politico, al quale secondo noi non è possibile opporre una resistenza efficace senza un’analisi e senza risposte politiche, nel senso più ampio: si tratta di contrastare il modello stesso di città e di società che ci viene imposto dal governo nazionale e dalle amministrazioni locali.
Per questo motivo intendiamo lanciare una mobilitazione certamente non contrapposta alle iniziative già in atto, ma che rivendichi la necessità di una risposta ulteriore, politica a tutto campo, per proporre il modello di città che vogliamo:

PAVIA NON È UN PAESE (solo) PER VECCHI!

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