Milano, Torino, Brescia, Roma, Genova: LOTTA DURA!

Nelle cinque principali città operaie d’Italia i lavoratori dei trasporti (autoferrotramvieri a Milano, Torino, Brescia e Genova, dipendenti Alitalia a Fiumicino) indicano la strada della lotta dura contro governo e padronato come potente arma contro il carovita, le privatizzazioni dei servizi (a tutto danno anche degli utenti) e il blocco Confindustria-Berlusconi che ormai da tre anni ha dichiarato una guerra aperta al movimento operaio.
Proprio oggi 19 dicembre, dopo un’altra giornata di sciopero selvaggio degli autoferrotramvieri (questa volta a Genova), CGIL e UIL hanno rifiutato l’accordo proposto dal governo, che prevedeva 80 euro al mese di aumento e una una tantum di 500 euro. I lavoratori nelle assemblee (anche molti iscritti alla CISL che hanno subito un ennesimo tradimento da parte dei loro rappresentanti sindacali) rispondono che ce ne vogliono 100 in più al mese e 1000 o 2000 una tantum per recuperare due anni di ritardo contrattuale.
Sembra dunque che nel capoluogo ligure la lotta non si fermerà e già si sente parlare di precettazioni e multe. Il solito sottosegretario al Lavoro Sacconi non perde l’occasione per lodare la CISL che ha accettato l’accordo ed insultare la CGIL (“In modo non inusuale si è comportata come quel tale che vuole spogliare una signora per poi dire alla fine che non gli piaceva il naso”), ma intanto il governo cerca di correre ai ripari racimolando milioni per cercare di frenare la valanga delle lotte…

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