‘Ndrangheta a Pavia!

La situazione è grave a Pavia. Il direttore dell’ASL, Carlo Chiriaco, e l’assessore Pietro Trivi, esponenti del PDL, sono stati rispettivamente accusati di collusione con la ‘ndrangheta e di corruzione elettorale. Nelle intercettazioni Chiriaco parla di voti e soldi con Dante Labate (consigliere PDL) dopo le elezioni comunali 2009, parla di convogliare voti mafiosi sull’On. Giancarlo Abelli (PDL) per le regionali 2010, ordina all’ASL trattamenti di favore per Luca Filippi (Rinnovare Pavia), discute di possibili tangenti a Labate con l’arch. Franco Varini (PDL) per un’operazione urbanistica sull’area ENEL di via Chiesa, cerca favori per amici e compari presso l’assessore Trivi, che lo ridirige su Centinaio (Lega Nord) e Faldini (Pavia Città per l’Uomo). Il boss Neri si è anche incontrato, come testimonia un video, con Angelo Ciocca (Lega Nord).

Non tutti questi politici sono coinvolti direttamente nelle indagini, ma è chiaro che Pavia è nel circuito affaristico della criminalità organizzata: appalti pilotati, denaro riciclato reinvestito in immobili, elezioni truccate per poter mettere “le persone giuste al posto giusto” e avvelenare il tessuto civile di un’intera regione. Sfumano del tutto i confini tra mafia, speculazione immobiliare, banche e politica. Tutto ciò è reso possibile da un ceto politico di destra, che sempre più spesso ormai sentiamo accusato di sostenere e far uso del potere socio-economico di queste organizzazioni a scopi politici e di venirne al contempo utilizzato.

Uno schieramento politico che a Roma progetta leggi che ostacolano le intercettazioni (è grazie alle intercettazioni che si è scoperto tutto questo!) e limitano la libertà di stampa, che si occupa quindi di tutto fuorchè degli interessi della popolazione, colpita in modo sempre più forte dalla crisi alla quale si risponde con una manovra finanziaria che si presenta come una vera e propria operazione di macelleria sociale. Uno schieramento politico che a livello locale favorisce la speculazione edilizia, riduce i servizi pubblici a favore dei privati, chiude gli spazi giovanili e no profit favorendo locali e negozi di cui spesso sono proprietari amici e parenti.

Insomma questa politica è lontanissima dai bisogni della cittadinanza e del popolo. A questa politica targata Berlusconi, quella di consorti di faraoni che riciclano denaro, dei membri di giunta corrotti, dei dirigenti collusi noi ci opponiamo da sempre e continueremo a farlo. Tutto questo è l’inevitabile conseguenza di una politica al puro servizio dell’interesse privato. Se il capitalismo è mafioso, l’onestà è comunista!

  • LA GIUNTA CATTANEO DEVE DIMETTERSI, non solo per i sospetti di illegalità, ma perché chi fa una politica gradita alla ‘ndrangheta non governa nel nostro interesse.
  • Per tenere fuori l’affarismo mafioso da Pavia serve un forte intervento pubblico e la partecipazione democratica, non la politica degli appalti, delle privatizzazioni, della gestione autoritaria e manageriale della cosa pubblica.
  • La mafia si colpisce nel portafoglio. Ci sono famiglie nella nostra provincia che restano senza casa e senza lavoro per colpa della crisi economica. Per esempio a Chiriaco sono stati confiscati diversi immobili: questi edifici e terreni vanno utilizzati per ospitare famiglie sfrattate o servizi sociali gratuiti alla cittadinanza.
  • Rifiutiamo la presenza provocatoria della giunta Cattaneo e dei consiglieri di centrodestra alla manifestazione antimafia! Invece di cercare di strumentalizzarci e pulirsi la coscienza “mettendo il cappello” sul corteo, il sindaco di Pavia si dimetta, come ha fatto quello di Borgarello, lasciando il Comune ad un commissario fino a nuove elezioni.

Federazione della Sinistra – Pavia

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