Otto Marzo 2010: dibattito

L’Otto Marzo si ricordano sia le conquiste sociali, politiche ed economiche della donna che le discriminazioni e le violenze cui tuttora è soggetta. Usiamo questa data per riflettere su problemi come la posizione delle donne nel lavoro (le donne europee guadagnano il 15% meno dei maschi, il precariato femminile in Italia dura mediamente il doppio, le discriminazioni nella carriera sono frequentissime) oppure su temi come il diritto d’aborto e l’attualissima questione della pillola RU486.

UN PO’ DI STORIA…

La percezione che le persone hanno della Festa della Donna è molto distante da quello che ne è il vero significato. Alla domanda «Cosa pensi della Festa della Donna?», il 57% degli intervistati risponde che è un inutile farsa consumistica, il 24% che è un giorno come tutti gli altri e solo il 19% che è un utile momento di riflessione. La Giornata Internazionale della Donna è per noi una festa con grande valore storico, politico e sociale ed è legata alla storia della sinistra.
100 anni fa, la II Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste raccomandò di individuare un giorno per rivendicare i diritti delle donne, incluso il diritto di voto. L’8 marzo 1917 le donne di Pietrogrado guidarono una manifestazione che rivendicava la fine della guerra; da allora si ebbero sempre più numerose manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo e l’8 marzo 1917 (23 febbraio nel calendario ortodosso) è rimasto nella storia ad indicare l’inizio della Rivoluzione Russa di Febbraio e fu scelto, durante la II Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, come Giornata Internazionale dell’Operaia, festeggiata in Italia per la prima volta nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista. Il simbolo della mimosa fu scelto dalla partigiana comunista Teresa Mattei poiché era un fiore “povero” che si trova nelle campagne e fiorisce in quel periodo.

LA RU486…

La pillola abortiva è utilizzata in Europa da 20 anni; in Italia sarà introdotta solo nei prossimi giorni. Ad oggi solo 6 regioni hanno deciso quale via di somministrazione adottare (3 con il ricovero ordinario e 3 con il Day Hospital). Nella bigotta Lombardia di Formigoni, ovviamente la destra ha imposto il ricovero ospedaliero.
Non essendo riuscite ad impedire l’introduzione della RU486, associazioni religiose e politici di destra come Maurizio Gasparri si sono concentrati sui modi di somministrazione, per renderne più difficile l’uso specie alle ragazze giovani. La pillola RU486 sarà utilizzabile nelle 7 settimane seguenti il concepimento in sostituzione al metodo chirurgico dell’aspirazione. La RU486 rende meno traumatico l’aborto: sono necessarie due somministrazioni della pillola, seguite da un controllo dopo 14 giorni. È dunque falso affermare che la pillola rende più facile l’aborto, incoraggiandolo. Si tratta invece di un passo importante nella medicina che permetterà un approccio meno invasivo e probabilmente conseguenze psicologiche meno dure sulla donna. È quindi del tutto assurda la proposta di ricovero per 3 giorni da parte di chi assume la pillola, dato che non avviene neanche con il metodo chirurgico!
La polemica sollevata in Italia è del tutto pretestuosa e si inserisce in un panorama in cui la Chiesa e la destra vorrebbero toglierci il diritto d’aborto, ma non potendo farlo apertamente per non provocare una rivolta del mondo femminile si appigliano a notizie false o parziali per far sembrare l’introduzione della pillola abortiva un’innovazione immorale e pericolosa. Ciò rientra nella cultura maschilista che vuole necessariamente veder soffrire il più possibile la donna che non può portare avanti una gravidanza, così da punirla per la scelta fatta.

Vuoi discutere di questa questione con noi?
Allora vieni lunedì 8 Marzo alla sala S. Martino di Tours
in corso Garibaldi 69 alle ore 21 al DIBATTITO su

Otto Marzo:

donne, lavoro e RU486

con Deborah Pezzani Giovani Comunisti (Rifondazione Comunista) di Parma
Elena Madama Giovani Democratici (Partito Democratico) di Pavia
Invitata un’esponente di Comunione e Liberazione

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.